mercoledì 15 febbraio 2012

Playoff tutti da conquistare

Quando si è saputo che Gabriele Volpi aveva convocato una riunione tecnica per fare il punto dopo la sconfitta di Trapani, in molti hanno pensato (o sperato?) all'ennesimo ribaltone. Via tutti, insomma, come un anno fa quando Pane e Varini saltarono insieme a tutto lo staff tecnico. Uno tsunami che riportò in sella Fulvio D'Adderio fino al termine della stagione.
Questa volta però Volpi si è limitato a fare davvero il punto della situazione, chiedendo ovviamente conto dei due punti in tre partite nel ciclo di ferro, quello che poteva lanciare in orbita le ambizioni aquilotte. Se si fosse arrivati al cambio tecnico con annessi e connessi, a pensarci bene, sarebbe stata una figuraccia perchè, diciamola tutta: quando dall'esterno vediamo presidenti focosi come Zamparini del Palermo o Camilli del Grosseto fare e disfare nel giro di pochi mesi, quasi che i loro club fossero delle costruzioni della Lego, in realtà scuotiamo la testa e pensiamo: “eccoci, siamo alle solite...” con quel sorrisetto che nasconde più di un filo di compassione per quei 'poveri' tecnici sedotti e puntualmente abbandonati. Immaginiamo che nel resto d'Italia ormai si guardi allo Spezia con quello stesso sorrisetto, come se in realtà l'intenzione di Volpi non fosse proprio all'opposto, vale a dire costruire qualcosa di duraturo, di stabile.
Questa volta, insomma, ha prevalso la linea della ragione anche perchè ad 11 giornate dalla fine e con la squadra in piena lotta Playoff, procedere con ribaltoni poteva essere davvero deleterio. Un anno fa i segnali e la classifica potevano anche indurre a dare una scossa nel segno del 'tanto peggio tanto meglio', ma questa volta no, non così. In più una semplice considerazione: cambiare ora avrebbe determinato la scelta tra un allenatore di secondo piano, pronto però ad accettare un contratto di 4 mesi, e un tecnico magari più importante ma che avrebbe chiesto un contratto oneroso e anche per un altra stagione; insomma la classica soluzione che poi ti avrebbe vincolato pure nelle scelte future. In entrambi i casi, alto il rischio di fare danni. La scelta della continuità, ovviamente, non solleva i protagonisti dalle loro responsabilità ma almeno permetterà alla fine della stagione di tirare le somme con promossi e bocciati.
Sotto il profilo mentale, infine, sarà fondamentale voltare davvero pagina e questo non riguarda solo i giocatori ma anche società e tifosi: l'addio al primo posto è senza dubbio una grossa delusione ma il raggiungimento dei Playoff non va dato per scontato. E' invece necessario guardare alla qualificazione per gli spareggi come a un traguardo da raggiungere, perchè a forza di dare tutto per scontato il rischio è quello di andare al mare già a metà Maggio.

martedì 7 febbraio 2012

Ciò che eravamo

Lo Spezia domenica scorsa ha pareggiato in casa contro la Cremonese, vale a dire una delle squadre più attrezzate del girone. Ha pareggiato proprio come 7 giorni prima contro il Siracusa, altra squadra che lotta per la promozione diretta, forse la migliore vista al Picco. Lo Spezia ha vinto soltanto una volta nelle ultime 5 gare interne, e se non fosse per le 4 vittorie consecutive lontano dal Picco ora sarebbe notte fonda.
Due pareggi casalinghi, le siciliane che continuano a vincere e in riva al Golfo cala il 'de profundis'. In effetti, diciamocelo, dopo il pareggio contro i grigiorossi di Brevi il termometro dell'entusiasmo ha fatto registrare un crollo verticale perchè, anche questo è un fatto, lo Spezia era (e forse è) la squadra sulla carta più forte, almeno a livello di nomi.
Ma questa non vuole essere un'analisi dei 90 minuti di Spezia-Cremonese e di come si poteva venire a capo della gara. Non vuole essere una serie di considerazioni 'ex post' sul modulo, sul ruolo di Iunco, quello di Madonna, sul dualismo Marotta – Evacuo, sul 4-3-3 o 4-4-2, su Casoli involuto ma che domenica, se ci fosse stato, avrebbe fatto sfracelli, su Vannucchi relegato sulla fascia vuoi mettere se giocasse in mezzo, ah già ma bisogna cambiare modulo, allora già che ci siamo cambiamo allenatore e prendiamone uno che gioca col trequartista, ma per farlo ci vorrebbe un altro direttore sportivo, ma sì cambiamo anche lui tanto Iacopetti, Olivari, Varini, Zocchi, uno più uno meno che cambia?
No, non è questo il punto. Il punto è che forse qualcosa è cambiato e non necessariamente in meglio. Un peccato proprio ora che che c'è un Presidente che ha l'ambizione e le potenzialità economiche per tenere il club bianco non una ma due categorie sopra. Il fallimento con ripartenza dalla Serie D ha lasciato scorie più profonde di quanto non fosse pensabile immaginare. Da allora ad oggi abbiamo vissuto solo qualche sprazzo di entusiasmo, quasi le vittorie fossero dovute, ma il Picco, oggi, per tantissimi motivi, non è più lo stesso. Chi ha un po' di memoria storica ricorderà quando ci si aggrappava a gente come Beppe Mosca e Sabbadin, comprimari che oggi non si accomoderebbero nemmeno in tribuna, ma che portavano la maglia bianca e tanto bastava. Oggi si fanno cori dopo 15 minuti invocando Marotta al posto di Evacuo. Ognuno può fare le sue valutazioni, personalmente avrei scommesso sull'ex barese dal primo minuto, ma alla fine c'era Evacuo con la casacca bianca ed il 9 nero sulla schiena. Oggi questo non basta più.
Anzi che criticare tutto e tutti, allenatori, direttori sportivi, direttori generali e dirigenti vari che si sono succeduti in questi 4 anni sarebbe l'ora di cominciare a criticare, sì, ma anche un po' noi stessi. Ci siamo imborghesiti? Forse ancora no, o solo un poco. Di certo un tempo si frequentavano le scalee del vecchio Picco con la voglia di sostenere, partecipare, magari soffrire. Oggi si tifa ancora ma senza quella partecipazione che ti faceva sentire parte integrante di ciò che accadeva nel rettangolo verde. E' un po' come andare a teatro sperando di vedere un bello spettacolo ma pronti a fischiare se alla fine non ci si è divertiti. Assolutamente legittimo. Ma lontano anni luce da ciò che eravamo.

lunedì 30 gennaio 2012

Ma 13 partite sono tante

Qualche smorfia e (mezza) delusione serpeggiavano domenica al termine del pareggio interno tra Spezia e Siracusa. Normale quando un po' tutte le componenti dell'ambiente aquilotto avevano caricato, anche giustamente, questa partita come la gara dell'anno. Si è finiti però per attribuire alla gara contro la squadra allenata da Andrea Sottil significati che probabilmente essa non aveva. Intanto un match, seppure di vertice e tra due squadre dirette concorrenti per la promozione, non può essere decisivo al 13 giornate dalla fine con ancora 39 punti in palio. Inoltre le distanze sono destinate a ridursi rispetto ai 5 punti che attualmente dividono siciliani ed aquilotti perchè, come si sa, la scure della Covisoc è già stata ampiamente annunciata, con il più che probabile ulteriore -2 affibbiato al Siracusa. Semmai a preoccupare c'è il Trapani, alla sesta vittoria consecutiva, ed attualmente a +6 sui bianchi.

Fin qui ciò che Spezia-Siracusa non ha detto. Ma qualche indicazione l'ha comunque data: intanto la conferma che il Siracusa è squadra forte in tutti i reparti, con personalità e doti tecniche importanti. Una Squadra con la 'S' maiuscola al cospetto di uno Spezia cresciuto moltissimo nel corso dei mesi ma che sotto questo aspetto paga ancora qualcosa rispetto ai siciliani. Inoltre il pari del Picco va letto come un'occasione persa perchè gli scontri diretti, da che mondo è mondo, giocano a favore di chi insegue. Non sarà facile insomma mettersi alle spalle questo Siracusa, così come sarà dura andare a prendere lo scatenato Trapani reduce da due promozioni consecutive e che a quanto pare non intende fermarsi qui.

Va detto però, dando un'occhiata al calendario delle prossime giornate, che i giochi sono davvero aperti. Prendete il Trapani: domenica prossima va ad Andria ma successivamente si apre per l'attuale capolista un ciclo terribile con, nell'ordine, Spezia, Cremonese, Siracusa, Barletta, Frosinone. Uscire da una serie del genere ancora in testa significherebbe, molto probabilmente, porre le basi per essere in vantaggio su tutti nella volata di primavera.

La Cremonese, al momento attardata, ha preso due mazzate letali nel giro di 24 ore: prima la sorprendente sconfitta interna nel sentitissimo derby contro il Piacenza; poi la doccia fredda rappresentata dalla sentenza del Tnas che ha rigettato il ricorso grigiorosso contro il -6 in classifica. Alle porte, quindi, uno Spezia-Cremonese da brividi con gli aquilotti chiamati a vincere per restare agganciato al treno che può valere il primo posto, i lombardi per sperare ancora e comunque rilanciarsi anche in ottica Playoff.

mercoledì 25 gennaio 2012

Sale la febbre... a 90

Torna finalmente l'attesa per un big-match. Una di quelle attese capaci di catalizzare l'attenzione di una città, perchè domenica al Picco farà molto caldo, nonostante le previsioni meteo diano gelo. Poco importa: il popolo bianco sta tornando a pulsare per una squadra che finalmente comincia a mantenere le aspettative.
Il Siracusa è stato fin qui la squadra più continua e, senza penalizzazione, sarebbe ancora più salda in testa alla classifica. Semmai è fuori dal campo che i siciliani danno segnali non proprio esaltanti: penalizzazione di 3 punti per irregolarità nei pagamenti degli stipendi e relativi contributi ai quali se ne aggiungeranno con tutta probabilità altri 2 per il secondo trimestre. Un brutto fardello da trascinarsi dietro in vista della volata finale.
E se lo Spezia viene da una striscia positiva di 10 risultati utili, ancora meglio hanno fatto gli uomini di Andrea Sottil capaci di centrare fin qui 11 partite senza sconfitte. Una serie iniziata con la vittoria di Bassano e che ha contato ben 8 vittorie e 3 pareggi. Così i bianchi, vincendo domenica, potrebbero in un colpo solo fermare la striscia del Siracusa, eguagliarla, avvicinare la vetta ma soprattutto dare un ulteriore segnale di forza al campionato.
Come detto sarà un Picco carico di passione a fare da cornice al match: il polso della situazione si scorge in città come in rete. Tanto per dare una misura, il tam-tam mediatico è ben rappresentato dalle adesioni che settimanalmente vengono aggiornate sullo Spezia Club Facebook, vero punto di ritrovo virtuale per tutti i tifosi aquilotti con 569 membri iscritti. A metà settimana le adesioni all' “evento” di domenica prossima sono quasi 250 per una proiezione su base statistica che sfiora le 4.000 unità. Ma la 'febbre a 90' del tifo spezzino è destinata a salire ancora.

martedì 17 gennaio 2012

Quei volti da Picco, finalmente

C'è di nuovo tutto, proprio come una volta. C'è la passione, il cuore ed il batticuore. C'è tutto questo nello Spezia che ha battuto il Frosinone, e anche di più. Perchè tornare a parlare di Serie B è bellissimo dopo un girone di andata di sofferenza. Il possibile flop storico era lì ad un passo mentre adesso l'urlo del Picco torna a riecheggiare negli animi.

Non è passato molto dalla dura contestazione post-Barletta ma da allora lo Spezia ha inanellato risultati e scalato la classifica. E poco importa se ultimamente i gol arrivano soprattutto dagli 11 metri: può essere che giocando molto nelle aree di rigore altrui alla fine ci scappi l'episodio a tuo favore, oppure il Picco sta tornando ad incidere, dopotutto c'erano anche col Frosinone 4500 spettatori. Fatto sta che contro i ciociari si sono rivissute sensazioni un po' troppo a lungo sopite, come se all'improvviso ci si fosse tutti destati da un lungo torpore.

Evacuo che termina il match con lo zigomo che gronda sangue sulla maglietta bianca, Madonna e Murolo a pugni e denti stretti sotto la Curva Ferrovia, Serena che entra in campo a sfogare la propria gioia, giocatori che corrono all'impazzata in mezzo al campo in un'esultanza sfrenata, tutti volti e sguardi da Picco. Sono segnali. Segnali importanti. Così come è stato impressionante, ad un mese e mezzo da una contestazione come quella successiva al pari interno contro il Barletta, sentire nuovamente il vecchio impianto di Viale Fieschi credere finalmente nella Serie B.

Tutto come ai bei tempi, insomma, ma con una differenza essenziale. Questa volta in mezzo al popolo bianco che torna a sognare c'erano due occhi, sempre più appassionati, ogni giorno che passa. Sono quelli di un tifoso che non è qualunque e che risponde al nome di Gabriele Volpi, il numero 1 della società aquilotta. Se adesso anche i conti della classifica dovessero cominciare a tornare, con un Volpi entusiasta, la domanda diventerebbe doverosa: chi fermerà lo Spezia?

mercoledì 11 gennaio 2012

Cosa cambia in prima linea

Il nuovo anno ha regalato ai tifosi aquilotti l'immediata sensazione di tornare a giocare per qualcosa di importante. Non che la speranza fosse mai scomparsa ma, ammettiamolo, il timore che lo Spezia finisse per disputare un'annata pressochè anonima come quella della scorsa stagione c'era tutto. Le tre vittorie in trasferta, sebbene inframmezzate da un cammino interno più rallentato, hanno riportato sotto gli aquilotti. Il tutto mentre il mercato di Gennaio è entrato nel vivo. L'arrivo di Ricci dal Cesena va a rimpinguare un reparto difensivo che ha via via perso pezzi per strada: da Pedrelli a Ferrini, da Bianchi a Rivalta. Ma l'arrivo di maggior impatto è senza dubbio quello di Alessandro Marotta, centravanti già inseguito da Varini nella passata stagione e giunto dopo un lungo corteggiamento partito già l'estate scorsa.
E attenzione perchè nel reparto avanzato le gerarchie e gli equilibri sono destinati a mutare. Da una parte, infatti, c'è un Mastronunzio ormai sul piede di partenza e comunque ai margini del progetto; dall'altra un nuovo attaccante che ha dimostrato nelle ultime stagioni di poter fare la differenza in Lega Pro. Considerate le caratteristiche di Marotta, però, è lecito pensare che si possa ridurre drasticamente lo spazio a disposizione di quello che fino ad oggi è il capocannoniere dello Spezia, quel Felice Evacuo che ha già 8 centri al suo attivo. Ed è vero che certe cifre vanno lette, considerando che il bomber di Pompei ha realizzato la metà delle marcature su calcio di rigore, ma è pur vero che in 2 casi su 4 la massima punizione era stata proprio conquistata dallo stesso Evacuo. Forse fin qui il centravanti aquilotto non ha entusiasmato ma nemmeno si può dire che abbia fatto malaccio... Il reparto potrebbe perdere anche Ferretti (molto ambito in Lega Pro) il cui posto in rosa potrebbe essere preso da una seconda punta, magari Scappini. Sarà compito di Serena, insomma, quello di gestire al meglio la concorrenza là davanti, ma del resto i meriti del tecnico veneto sono davvero tanti nel rilancio delle ambizioni aquilotte. E' lui, infatti, che nel momento più difficile, vedi dopo il pari interno col Barletta, ha saputo ricompattare il gruppo trovando le giuste sponde al suo interno. Un buon lavoro sia a livello tattico che gestionale, suffragato sul campo dai risultati.

venerdì 6 gennaio 2012

Prima del mercato c'è Andria

Archiviata una movimentata sosta invernale, tra arresti, scommesse e mercato, è tempo di rimettersi in corsa. E corsa è proprio la parola giusta perché nel girone di ritorno lo Spezia non potrà concedersi pause né permettersi di partire col piede sbagliato come fece all'andata. La classifica corta (ma con tante squadre davanti agli aquilotti racchiuse in pochi punti) dà ancora molte speranze sia in ottica Playoff che addirittura di primato, con il match contro il Siracusa in programma alla quinta che potrebbe riaprire o chiudere determinate velleità.
Sul mercato, intanto, si attende solo il ritorno di Volpi per chiudere le operazioni imbastite. L'arrivo di Marotta ormai non dovrebbe più saltare se non di fronte ad un vero e proprio terremoto. Le conferme arrivate da più parti negli ultimi giorni, compresa la mancata convocazione del giocatore per la trasferta del Bari a Gubbio, sono ben più di semplici indizi. Ed una ulteriore arriva in modo autorevole da Sky che nel presentare la formazione dei Galletti ha chiuso così: "Nel Bari fuori Marotta, giocatore in partenza. Andrà allo Spezia". Con lui e molto probabilmente Scappini il reparto avanzato verrà in gran parte ridisegnato mentre novità sono in arrivo anche in difesa e a centrocampo.
Ma un importante acquisto che lo Spezia in realtà ha già in casa, è quello di Vannucchi. Il centrocampista ex Empoli, dopo aver faticato non poco per ritagliarsi uno Spazio dopo l'infortunio patito nella passata stagione, sta mostrando una condizione ed una voglia che potrebbero rappresentare decisive nelle 17 gare che mancano di qui alla fine. Anche perché in fatto di qualità ed intelligenza calcistica, Vannucchi non ha probabilmente eguali nell'intera Lega Pro.