
Sarà bene mettere le cose in chiaro perché quello che è accaduto al 2’ minuto di Spezia-Ciriè è piuttosto grave. Ricapitoliamo per assenti e distratti: Triglia, ben lanciato, si presenta tutto solo in area davanti al portiere ospite Ussia che non trova di meglio che abbatterlo con una violenta tacchettata sopra il ginocchio. Sarebbe calcio di rigore e, molto probabilmente, rosso diretto per l’estremo difensore piemontese. Sarebbe. Non per Mario Giordano di Siena, però, che si giustifica con il capitano dello Spezia Fusco con un incredibile quanto disarmante: “se vi do il rigore dopo due minuti è troppo facile…”.
Premessa d’obbligo: lo Spezia, e Rossi non lo ha fatto in sala stampa, non si attacca certo a questi episodi per giustificare il deludente 0-0 contro il modesto Ciriè. La squadra di Koetting, al contrario, alla fine ha portato via un punto tutto sommato in modo meritato, quello che voleva. I bianchi hanno palesato limiti di tenuta, forse anche di personalità soprattutto in mezzo al campo ed una certa difficoltà a mettere in moto le punte. Questo per onestà intellettuale. Però onestà significa anche partecipare ad una competizione che ha delle regole e chi alla fine si dimostra più bravo cimentandosi in una gara, rispettando dette regole, alla fine vince. Sono in molti, fuori da Spezia, a temere che gli aquilotti possano esercitare la famosa ‘sudditanza psicologica’ nei confronti di qualche direttore di gara con poca personalità. Giordano di Siena ha però dimostrato che lo Spezia corre il rischio opposto, secondo una bizzarra legge del contrappasso: io, arbitro, non ho paura di fischiarti contro, anche se ti chiami Spezia, anche se poco tempo fa hai battuto a domicilio Genoa e Juventus. Così facendo (vero Giordano?) si finisce per penalizzare una squadra che intanto contro il Ciriè un modo per vincerlo lo troverà prima o poi. Come sia andata alla fine lo sanno tutti: lo Spezia dopo una ventina di minuti ha spento il proprio ardore, il Ciriè si è riorganizzato dietro il suo 4-5-1 prendendo le misure alla squadra di Rossi mentre i limiti dei bianchi, si spera solo di tenuta, hanno fatto il resto.
Il calcio, poi, è davvero strano perché è ovvio che se l’uscita kamikaze di Ussia su Triglia viene punita con rigore ed espulsione lo Spezia va in vantaggio, il Ciriè gioca 88 minuti in inferiorità numerica costretto pure a fare la partita per rimontare: uno scenario che, con ogni probabilità, avrebbe aperto agli aquilotti una giornata di gloria e soprattutto il primato in classifica con una gara in meno. I commenti? Ovviamente positivi: nonostante le mille difficoltà (ritardo di preparazione, difficoltà logistiche, rosa da amalgamare, gruppo di under da allargare, scarsa conoscenza degli avversari, ecc..) vetta già raggiunta e margini di miglioramento notevoli. Ah già… dimenticavamo: con un rigore dopo due minuti è tutto troppo facile. Ha ragione la saggezza partenopea di Pietro Fusco espressa prima alla terna arbitrale e poi in sala stampa: “mica giochiamo a pizza e fichi”.
Premessa d’obbligo: lo Spezia, e Rossi non lo ha fatto in sala stampa, non si attacca certo a questi episodi per giustificare il deludente 0-0 contro il modesto Ciriè. La squadra di Koetting, al contrario, alla fine ha portato via un punto tutto sommato in modo meritato, quello che voleva. I bianchi hanno palesato limiti di tenuta, forse anche di personalità soprattutto in mezzo al campo ed una certa difficoltà a mettere in moto le punte. Questo per onestà intellettuale. Però onestà significa anche partecipare ad una competizione che ha delle regole e chi alla fine si dimostra più bravo cimentandosi in una gara, rispettando dette regole, alla fine vince. Sono in molti, fuori da Spezia, a temere che gli aquilotti possano esercitare la famosa ‘sudditanza psicologica’ nei confronti di qualche direttore di gara con poca personalità. Giordano di Siena ha però dimostrato che lo Spezia corre il rischio opposto, secondo una bizzarra legge del contrappasso: io, arbitro, non ho paura di fischiarti contro, anche se ti chiami Spezia, anche se poco tempo fa hai battuto a domicilio Genoa e Juventus. Così facendo (vero Giordano?) si finisce per penalizzare una squadra che intanto contro il Ciriè un modo per vincerlo lo troverà prima o poi. Come sia andata alla fine lo sanno tutti: lo Spezia dopo una ventina di minuti ha spento il proprio ardore, il Ciriè si è riorganizzato dietro il suo 4-5-1 prendendo le misure alla squadra di Rossi mentre i limiti dei bianchi, si spera solo di tenuta, hanno fatto il resto.
Il calcio, poi, è davvero strano perché è ovvio che se l’uscita kamikaze di Ussia su Triglia viene punita con rigore ed espulsione lo Spezia va in vantaggio, il Ciriè gioca 88 minuti in inferiorità numerica costretto pure a fare la partita per rimontare: uno scenario che, con ogni probabilità, avrebbe aperto agli aquilotti una giornata di gloria e soprattutto il primato in classifica con una gara in meno. I commenti? Ovviamente positivi: nonostante le mille difficoltà (ritardo di preparazione, difficoltà logistiche, rosa da amalgamare, gruppo di under da allargare, scarsa conoscenza degli avversari, ecc..) vetta già raggiunta e margini di miglioramento notevoli. Ah già… dimenticavamo: con un rigore dopo due minuti è tutto troppo facile. Ha ragione la saggezza partenopea di Pietro Fusco espressa prima alla terna arbitrale e poi in sala stampa: “mica giochiamo a pizza e fichi”.

