martedì 28 ottobre 2008

La verità di Gladis Conti


Bertagna, Ivani, Frateschi, Del Padrone, Dura. Sono i 5 ex Primavera che domenica scorsa erano in campo nell’ultima parte di Spezia-Pro Settimo. E dire che non erano a disposizione Cintoi, Ferdani e Triglia, altrimenti la pattuglia di aquilotti provenienti dal florido vivaio spezzino dell’ultimo periodo prima del fallimento sarebbe stata ancora più nutrita. Un vero riconoscimento, nei fatti, per tutti coloro che hanno fatto parte del settore giovanile, ma quando si parla di questo argomento non si può non pensare ad un personaggio che alla fine è rimasto fuori dal nuovo Spezia. Ovvio il riferimento a Gladis Conti, ex responsabile del settore giovanile del club bianco e uomo decisivo nel contatto che ha portato Iacopetti ed il patron Volpi sulle rive del Golfo.
Che effetto ti fa vedere così tanti ragazzi provenienti dalle giovanili proiettati in prima squadra? “Intanto –inizia Gladis- mi fa molto piacere che trovi sempre più spazio anche Dura perché è un elemento che possiede colpi importanti e, se supportato nel modo giusto, con fiducia, può diventare un calciatore. Poi molto bene anche Ivani, Cintoi, Frateschi e gli altri. Però voglio essere sincero: io questi ragazzi li ho trovati già nel settore giovanile. Se ho un piccolo merito è solo quello di averli messi in mano ad allenatori capaci, che hanno insegnato loro permettendogli di crescere negli anni”.
Sei forse il grande escluso del nuovo Spezia. Cosa è successo veramente tra te e Iacopetti per determinare il tuo mancato ingresso nella nuova società?
“Quando Iacopetti ha avuto il primo contatto con Spezia e con lo Spezia, il sottoscritto era il punto di riferimento in città. E’ normale che un personaggio che arriva da fuori per rilevare la squadra abbia bisogno di appoggio per muovere i primi passi nella nuova realtà. Ai primi di Agosto Iacopetti è venuto a Spezia e pensavo di essere la prima persona alla quale avrebbe assegnato un incarico, ma così non è stato. In seguito allora ho fatto io il passo chiedendogli se avesse pensato ad un incarico da assegnarmi ma non ho ricevuto nessuna risposta. Così, il 14 Agosto in occasione della presentazione della squadra alla stampa, non mi sono presentato al Picco”.
Ti sei spiegato il perché di un tale atteggiamento?
“Ho avuto la sensazione che Iacopetti intendesse ricoprire in prima persona i ruoli chiave a livello dirigenziale. In seguito ci siamo dati un appuntamento per il martedì successivo per chiarire la situazione ma, dopo diverse ore di attesa al Picco, il nostro colloquio ha portato ad un nulla di fatto: io ho espresso a Iacopetti le mie perplessità rispetto alla sua volontà di un mio coinvolgimento e lui non mi ha fatto nessuna proposta concreta”.
Ma in che ruolo ti saresti visto nella nuova società?
“Avevamo approntato un progetto che prevedeva un mio coinvolgimento per la gestione dei giovani all’interno della prima squadra visto che, con lo Spezia in Serie D dove vige l’obbligo di schierare gli ‘under’, l’importanza dei ragazzi diventava fondamentale. So che in giro si diceva che io volessi fare il Direttore Sportivo ma questo non è assolutamente vero. Poi, una volta saliti in C2 (perché Spezia deve togliersi da questa categoria in un batter d’occhio), sarei tornato a tempo pieno al settore giovanile”.
In giro si dice che tu abbia chiesto ai tuoi collaboratori del settore giovanile di non restare…
“Questo è falso. Non ho mai chiesto a nessuno di venire via, ognuno ha fatto le proprie scelte liberamente. Semmai sono rimasto un po’ deluso non tanto dalla loro decisione quanto dall’atteggiamento nei miei confronti che poteva essere diverso. In questi anni li ho sempre considerati collaboratori di primo piano e tutte le decisioni venivano discusse insieme, a livello collegiale. Quando prendevo una decisione tenevo sempre conto dei miei collaboratori”.
In definitiva, quindi, oltre al tuo ruolo, cosa prevedeva il progetto che avevate studiato?
“Il progetto era così fatto: Rutigliano si sarebbe occupato della scuola calcio, Spinosa mi avrebbe supportato facendo da tramite tra me ed il settore giovanile. Sarebbero rimasti praticamente tutti gli allenatori ed avremmo fatto anche una squadra per il campionato Juniores Regionali. Caporilli? Attualmente lui è il direttore organizzativo ma, se ho capito bene, le sue mansioni non sono altro che quelle di un team manager. Nel nostro progetto lui avrebbe dovuto affiancare o sostituire Gusberti come segretario generale, un ruolo che ha ricoperto per anni nel settore giovanile e per il quale, a mio parere, ha le capacità e l’esperienza giuste”.
Allo stato attuale delle cose un tuo rientro è assolutamente da escludere?
“Guarda, io non escludo mai niente. Non porto rancore verso nessuno, ma è chiaro che bisognerebbe parlarsi e chiarirsi. Io credo di non aver fatto del male a nessuno e di essermi sempre comportato in maniera professionalmente ineccepibile. Allo stesso tempo Spezia mi ha aiutato a crescere perché è una piazza importante e proprio per questo credo che in Serie D debba restarci giusto il tempo di un campionato: lo merita la piazza, lo meritano i tifosi che non hanno abbandonato la squadra nemmeno dopo il fallimento”.
Neanche un sassolino da toglierti?
“Beh, diciamo che ho riscontrato come per molte persone sia più importante farsi vedere che appartenere realmente ad un progetto. Io negli ultimi anni, anche quelli della B, credo di essere venuto pochissime volte al Picco perché ero in giro per i vari campi per stare vicino ai ragazzi della giovanile. Per altri però è più importante farsi vedere all’esterno…”.

martedì 21 ottobre 2008

Colpo Spezia: torna Ondrej Herzan


La società Spezia Calcio 2008 comunica di aver raggiunto l'accordo con il giocatore ceco Ondrej Herzan, già in bianco da gennaio a fine campionato lo scorso anno in B. Il giocatore deve ora risolvere la situazione con il Kladno, attuale club di appartenenza.I tempi tecnici previsti per il tesseramento, dal momento in cui il giocatore sarà libero, sarebbero di 35gg circa.

lunedì 20 ottobre 2008

Lo Spezia prova a voltare pagina


La sensazione è un po’ quella di chi tira un sospiro di sollievo dopo essere salito in corsa su un treno che non doveva assolutamente perdere. E il sospiro di Marco Rossi, al termine della vittoria di domenica scorsa a Sestri Levante, dev’essere stato di quelli profondi perché pensare alla classifica dopo un eventuale pari (che ad un certo punto, sull’1-1 ed in inferiorità numerica, sembrava il massimo che la giornata potesse offrire) fa venire i brividi. La Biellese sarebbe stata lontana ben 7 lunghezze con un nugolo di squadre a separare l’attuale capolista dallo Spezia: quasi una pietra tombale sul campionato aquilotto.
Vincere e convincere. Succede invece che i bianchi vanno a disputare la migliore gara della stagione nonostante mille difficoltà incontrate anche questa volta a cominciare dall’infortunio di Ferdani, per continuare con l’espulsione di Pessotto e per finire con il finale in 9 per l’uscita forzata di Imburgia. Un nuovo punto di partenza, ma senza dimenticare che le lacune evidenziate nelle precedenti partite devono comunque essere colmate.
Variabile 1. Tra le tante variabili di cui si era parlato nella settimana che ha condotto alla vittoria del “Sivori”, ce ne sono due sulle quali vale la pena soffermarsi. La prima riguarda il modulo tattico. Rossi aveva studiato un modulo, il 3-4-3, che permettesse di aprire meglio le difese avversarie spesso arroccate e difficili quindi da ‘stanare’, soprattutto in assenza di uomini a centrocampo capaci, almeno per il momento, di inventare per le punte e di inserirsi dalle retrovie. In realtà il tecnico dello Spezia pensava di poter contare su Triglia, infortunatosi in settimana, ma alla fine non ha rinunciato alla sua idea inserendo Ferdani e avanzando Frateschi nel tridente. Risultato: Ferdani finche è stato in campo ha dato un contributo importante, Frateschi è tornato sui livelli delle prime due giornate dopo un periodo opaco, ma soprattutto lo Spezia ha segnato due reti creando molte altre occasioni per andare in gol.
Variabile 2. Lo ha detto anche Buffoni, tecnico del Sestri Levante: gli aquilotti arrivavano prima sul pallone. Un segnale importante perché significa che gli indizi già emersi contro Sarzanese e Lottogiaveno non erano da sottovalutare. I giocatori spezzini, partiti con quasi un mese di ritardo nella preparazione, stanno salendo di tono ed è inutile girarci intorno: nel calcio moderno, in qualunque categoria, o sei nettamente più forte degli avversari a livello tecnico (e lo Spezia attuale non lo è) o non ti puoi permettere di correre meno degli altri.
Appuntamento. Una vittoria, insomma, che non cancella tutti i problemi ma di certo permette di voltare pagina dopo un periodo molto difficile. Adesso però c’è già una data evidenziata con la matita rossa sul calendario, quella di mercoledì 5 Novembre. Non solo perché in occasione del turno infrasettimanale sarà presente per la prima volta al Picco il patron Volpi, ma anche perché quella sera i bianchi se la vedranno proprio con la Biellese. L’idea è quella di arrivarci possibilmente con un distacco minore degli attuali 5 punti e, calendario alla mano, la possibilità sembra possa esserci tutta. Prima dello scontro diretto gli aquilotti affronteranno la Pro Settimo in casa e l’Aosta fuori; sulla carta più difficili gli impegni per la Biellese che se la dovrà vedere con la Rivarolese in trasferta e con la Novese in casa. Provarci è un obbligo.

domenica 19 ottobre 2008

Da fuori ci vedono così...


Il seguente post è apparso su un forum di tifosi del Sestri Levante prima del match con lo Spezia:


"Personalmente sono molto emozionato, questa è la squadra più prestigiosa che abbia mai visto giocare contro l'Unione in una partita ufficiale. Un anno e mezzo fa vinsero a Torino con la Juve, oggi sono al Sivori. L'amarezza dev'essere grande, ed è proprio per questo che, personalmente, ho un enorme rispetto per questa tifoseria che non è assolutamente retrocessa in termini di passione. Andai anni fa a vedere una loro gara di playoff contro la Triestina per salire dalla C alla B. Andò male agl aquilotti, la vittoria per 1-0 non bastò a ribaltare il 2-0 del "Rocco", ma mi fece un grande effetto essere in mezzo a quel pubblico assolutamente unico. Una curva che faceva cantare anche i distinti, tutti i distinti, fin da due ore prima della partita. Un boato assolutamente esplosivo, cattivo, un urlo di guerra quando la squadra entrò a riscaldarsi, fischi assordanti all'entrata di quelli dell'Unione (!). Un tifo incessante, che non voleva saperne di spegnersi nemmeno quando la squadra in campo non ne aveva assolutamente più. Un male immenso, palpabile, lacrime e dolore viscerale allo spegnersi inesorabile del sogno. Una fiumana di gente muta ed arrossata malinconicamente tornava a casa, ma non voleva tornare a casa. Non fu possibile non vivere sulla pelle quel dolore sportivo inconsolabile. Entrai al "Picco" da neutrale (anzi, l'Unione mi piaceva, per il nome...), ne uscii dispiaciuto e commosso. Ho visto centinaia di partite, sono stato al Bernabeu, all'Olimpico, ad Amsterdam, al San Paolo. ne ho viste parecchie, diciamocelo. Ma non ho ricordo di un coinvolgimento così assoluto di una città."

venerdì 17 ottobre 2008

Iacopetti: "Sondiamo il mercato ma non è semplice"


Quando è arrivato a Spezia forse non si aspettava di trovarsi in una situazione del genere. E siamo solo ad Ottobre. Aldo Iacopetti scruta l’orizzonte in un momento già delicato; alle spalle aria di contestazione che va da Sarzana al pari interno con il Lottogiaveno, dopogara caldi con la gente a chiedergli conto di risultati che non arrivano.
“Vi assicuro –confida l’amministratore unico dello Spezia- che pur avendo acquistato la società il 10 Agosto, ancora a fine Luglio a tutto pensavo meno che a rilevare un club. E’ stato un fatto improvviso nel quale ci siamo buttati con Volpi ma è logico che le difficoltà sono amplificate dalla mancata programmazione…”.
Iacopetti, la sensazione però è che, se potesse tornare indietro, lo Spezia forse non lo prenderebbe; non è piacevole uscire scortato dalla polizia come è successo dopo il match contro il Lottogiaveno.
“Non crediate che io non capisca i tifosi. Anzi mi immedesimo in loro e capisco la loro delusione perfettamente. Solo chiedo che, così come io mi sforzo di immedesimarmi in loro, allo stesso modo mi piacerebbe che anche gli altri cercassero di immedesimarsi in questa dirigenza che ha dovuto fronteggiare mille problematiche. A volte mi piacerebbe far vedere come si lavora in società in una giornata tipo per far capire tutte le situazioni che magari dall’esterno non si colgono”.
In settimana è stato dal Sindaco. Cosa l’ha spinta ad incontrare Federici?
“Ho voluto incontrare il primo cittadino per rendere conto del nostro operato soprattutto dal punto di vista economico, perché certe cose è giusto che si sappiano. Lei lo sa, ad esempio, che lo stadio ci costa, tra manutenzione, pulizie, servizi, maschere ecc.., 102mila euro?”.
Il patron dello Spezia Volpi, in un’intervista rilasciata al Tg3, ha spiegato che c’è l’intendimento di rafforzare la squadra.
“Si, ci stiamo muovendo per mettere in pratica quella che è la volontà della proprietà, soprattutto perché si vuole dare un’accelerata al progetto. Stiamo sondando il mercato a livello di giocatori svincolati ma senza perdere di vista i giocatori sotto contratto ma che possono rescindere. Il problema, però, è che le squadre i giocatori buoni se li tengono mentre in alcuni casi i giocatori sono restii a perdere la categoria. Per andare su elementi sotto contratto con altri club bisogna che si verifichino contemporaneamente due situazioni per niente scontate: che il club accetti di rescindere il contratto e che il giocatore accetti di cambiare aria e magari scendere di categoria”.
Quindi?
“Ripeto: se riusciamo a trovare giocatori bravi che ci possono far migliorare cerchiamo di prenderli, ma è anche necessario che le squadre ce li diano. E questo non è sempre scontato…”.
Però il tempo stringe. Non vi siete dati dei limiti temporali?
“E’ chiaro che dobbiamo accorciare la tempistica per velocizzare il programma ma non è semplice. Se esistono trattative in dirittura? In questo momento non direi, ma stiamo lavorando in questo senso”.
Parliamo allora di quello che a disposizione c’è già. Lei ha preso ad Agosto dei giocatori che pensava avrebbero fatto la differenza. C’è qualcuno che, a suo avviso, potrebbe far fare un salto di qualità tornando a giocare sui suoi livelli standard?
“Ho preso dei giocatori che credevo potessero fare bene in una categoria come la D. Faccio un esempio: Antonelli viene da una stagione in cui ha segnato 4 gol in 33 gare alla Valenzana in C2, squadra della quale era il capitano. Se un giocatore di 27 anni è capitano in una squadra di gente esperta e ha questi numeri credo che possa assicurare certe qualità sia tecniche che di temperamento. Biava a vederlo giocare in queste partite non sembrerebbe ma è un giocatore nel quale in molti hanno visto doti importanti a cominciare da Mancini che lo ha fatto esordire in prima squadra nell’Inter. Poi a volte ci si dimentica che bisogna sempre lasciare il posto per i 4 under obbligatori, per cui a volte certe scelte del mister sono obbligate”.
Forse però in estate uno sforzo poteva essere fatto per una punta.
“Vede, anche qui il ragionamento che è stato fatto in estate era di un certo tipo. Nieto era nazionale under 20 anche se poi si è un po’ perso. Quando abbiamo preso Masi mi hanno chiamato da fuori Spezia per farmi i complimenti per l’acquisto di questo giocatore. Per non parlare di Di Paola che ha messo a segno 7 reti nel Viareggio in C2 e che prima, in D, ne aveva fatti 18 a Forcoli”.
Dopo la gara con il Lottogiaveno Rossi ha detto di pensare a qualche cambiamento anche relativo al modulo.
“Qui entriamo in un campo che non è il mio. Abbiamo un allenatore che ho scelto per prendere determinate decisioni e fare delle valutazioni di questo tipo. Lo abbiamo preso, ed è pagato, per fare questo e quindi non voglio assolutamente interferire anche perché poi il calcio ognuno lo vede a modo suo e non esiste mai la controprova”.
Dica la verità: molti tifosi le hanno chiesto provocatoriamente se aveva capito dove si trovava. Lei si aspettava un ambiente di questo tipo?
“Sono sincero, sapevo del grande attaccamento della gente per questa squadra. Però, onestamente, non pensavo una cosa del genere. Già a Savona, alla prima giornata, sono rimasto impressionato…”.

martedì 14 ottobre 2008

Crisi-Spezia: quando i nodi vengono al pettine


Quando la contestazione, già assaggiata a Sarzana, diventa tangibile al termine di Spezia-Lottogiaveno, capisci che un ulteriore gradino, ma verso il basso, è stato percorso. Gli ottimisti diranno che dopotutto i punti di distacco dalle prime sono rimasti invariati, ma in realtà è più realistico affermare che un’altra occasione è stata gettata al vento, perché quando insegui hai meno margini d’errore. Lo Spezia ha delle lacune evidenti ed il tempo stringe: ciò che mette la società dell’amministratore unico Iacopetti con le spalle al muro è il fatto che le perplessità sull’organico erano state esternate senza mezze misure dalla piazza già prima del via e puntualmente si sono palesate dopo i 6 punti delle prime giornate che probabilmente avevano un po’ illuso.
Anche Marco Rossi è uscito allo scoperto ammettendo senza giri di parole che servono al più presto dei rinforzi e che due, alla fine, potrebbero anche non bastare. La società, che proprio in queste ore sta lavorando per rafforzare la rosa, ha il problema di dover lavorare sugli svincolati, giocatori quindi che per un motivo o per un altro sono senza squadra e soprattutto potrebbero essere lontani da una condizione fisica di prim’ordine. Allo stesso tempo attendere la riapertura delle liste dei dilettanti, o peggio ancora quella del marcato professionisti di Gennaio, potrebbe essere tardivo. Iacopetti ed Olivari, allora, dovranno agire nell’immediato su un paio di pedine provenienti dai giocatori svincolati, per poi aggredire con decisione il mercato alla riapertura delle liste (dilettanti e pro), a quel punto con obbiettivi mirati e soprattutto denaro con cui ‘convincere’ i giocatori a sbarcare in riva al Golfo. Il tutto sperando che nel frattempo non venga persa la famosa ‘scia’ delle battistrada, traguardo minimale individuato da allenatore e dirigenza per la prima parte della stagione.
Dove intervenire? Dovendo valutare le pecche dell’attuale rosa e stilare un identikit dei giocatori da acquistare nell’immediato, servirebbero un centrocampista di personalità e tecnicamente superiore a quelli attualmente in rosa; uno che, per dirla alla mister Rossi: “abbia il passo”, caratteristica assente nei centrocampisti attuali, tutti al momento incapaci di dare un qualsiasi cambio di ritmo alla partita. Poi un attaccante di peso che sappia essere punto di riferimento per la manovra offensiva aquilotta in un reparto, quello avanzato, apparentemente più fornito di seconde punte che di prime. Il patron Volpi, intervistato da Paolo Paganini al TG3, ha indicato in un attaccante, un centrocampista ed un mediano incontrista i principali tasselli da inserire, oltre ad alcuni giovani per allargare le alternative a disposizione del tecnico proprio sul fronte degli Under. Capitolo giovani: Rossi ha punzecchiato Frateschi dopo il match contro il Giaveno. Forse il ragazzo non è convintissimo del ruolo che lo porta a dover coprire tutta la fascia destra, di qui probabilmente qualche prestazione sottotono che ha portato Rossi addirittura a mettere in preventivo un cambio di modulo. Certo è che l’infortunio di Cintoi complica non poco i piani perché se lo Spezia sembra molto fornito in fatto di ragazzi dell’88, lo è molto meno quanto a ‘89 e ‘90. Un altro problema da risolvere.

giovedì 9 ottobre 2008

Tempismo perfetto


Risolto il problema della mutualita', il presidente della Lega Calcio, Antonio Matarrese, oggi durante il Consiglio Federale della Figc si e' concentrato sul momento di difficolta' della serie cadetta:"Uno dei principali problemi e' quello di evitare il fallimento delle societa'. Dobbiamo fare in modo di spalmare la quota degli stipendi in un certo periodo. Questa e' la fase piu' delicata. Stiamo lavorando ad una ristrutturazione delle due componenti della Lega per trovare il peso specifico di ognuna. Dobbiamo stare bene insieme senza sospetti e confusioni e senza guardarci in cagnesco, ma state tranquilli perche' finche' ci sono io la Lega non si separa". (Agr)


Grazie di tutto, ma... troppo tardi

martedì 7 ottobre 2008

No, Spezia. Non ci siamo proprio


Come nel peggiore degli incubi. Anzi, come in un film dell’orrore. Lo Spezia prova a rialzarsi dopo la sconfitta di Sarzana, ma i suoi tifosi si sentono come nel bel mezzo di un horror che, ed è questa la novità, potrebbe anche non avere il lieto fine. E si badi bene: non conta tanto il fatto di aver perso contro la Sarzanese in una gara sentita ma soprattutto sul fronte rossonero. Per lo Spezia Ciriè, Sarzanese o Lottogiaveno sono all’incirca la stessa cosa. La gravità della situazione è data da diversi segnali provenienti dal campo che sembrano evidenziare le difficoltà di una squadra che ha l’obbligo (almeno) di lottare per il primato. Purtroppo i limiti evidenziati contro il Ciriè in fase di costruzione e di finalizzazione si sono ripetuti in modo impietoso contro la squadra di Plicanti. Anche dando per buono che i bianchi siano tecnicamente superiori alla maggior parte degli avversari, è ormai chiaro che contro squadre che si chiudono a riccio il gol diventa una chimera: il punto è che contro gli aquilotti il 90 per cento delle squadre, sia in casa che fuori, si comporterà tatticamente come hanno fatto il Ciriè e la Sarzanese. Una situazione che impedirà, in assenza di fatti nuovi, allo Spezia di essere all’altezza della sua gente. Sì, perché, detto per inciso, lo spettacolo offerto ieri dalle squadre in campo non è stato certo degno della cornice di pubblico. Senza offesa per nessuno, ma a tratti è sembrato di assistere ad un match di un altro sport, un mix tra rugby e wrestling incoraggiato dalla sciagurata direzione di gara. Ma è proprio la pochezza degli avversari che rende il tutto ancor più imbarazzante.
Il dopo partita del Luperi è stato caratterizzato dal faccia a faccia, a tratti anche duro, tra una delegazione di tifosi e l’amministratore unico Iacopetti. Troppa la rabbia dei 4.000 tifosi spezzini, tante le perplessità espresse alla dirigenza, a cominciare dalla perenne assenza del patron Volpi per continuare con una campagna acquisti che almeno in alcuni ruoli è sembrata deficitaria. L’attenzione è puntata soprattutto sul reparto avanzato, ma comincia a farsi sentire anche la necessità di un centrocampista che, come ha ammesso anche Marco Rossi, “sappia accendere la luce”. In pratica nella zona nevralgica del campo lo Spezia sembra avere tanti buoni geometri ma nessun architetto, fuor di metafora manca chi sia in grado di servire gli attaccanti, costretti troppo spesso a giocare spalle alla porta, o lanciare gli esterni, quasi mai in grado di crossare dal fondo (l’unica volta che ci è riuscito Imburgia a Sarzana, ne è scaturita l’unica vera palla gol dell’incontro…).
Se nella prima parte della stagione, come ha detto Rossi in tempi non sospetti, l’obbiettivo era quello di restare nella scia delle prime, allora ne consegue necessariamente che quella con il Lottogiaveno diventa quasi un’ultima spiaggia perché in caso di pareggio o sconfitta il distacco dalla vetta inizierebbe a diventare pesante e sarebbero troppe le squadre che guarderebbero i bianchi dall’alto in basso. Non lo meritano questi tifosi, che dopo il Bentegodi hanno dovuto subire quasi esclusivamente umiliazioni, non lo merita una piazza tra le più calorose del panorama calcistico nazionale, capace di passare dall’Olimpico di Torino al Luperi di Sarzana con la stessa passione ed orgoglio. Un fenomeno inspiegabile, ma quanto durerà ancora?

venerdì 3 ottobre 2008

Il doppio ex Renato Buso presenta Sarzanese-Spezia


Il passato recente si chiama Spezia e Sarzanese, il presente è a tinte viola. Renato Buso è oggi l’allenatore degli Allievi Nazionali della Fiorentina che proprio domenica scorsa hanno iniziato il loro campionato con un perentorio 3-0 a Piacenza, per la gioia del responsabile dell’area tecnica viola, Panteleo Corvino. “Siamo partiti bene –ammette l’ex giocatore, tra le altre, di Sampdoria e Napoli-, questa è un’avventura molto stimolante anche perché devo dire che c’è del materiale umano su cui lavorare”.
Si diceva del recente passato: prima l’esperienza nello Spezia come giocatore, poi da osservatore e quindi nello staff tecnico con Alessandrini e Dominissini ai tempi della vittoria in Coppa Italia Serie C. Ecco poi l’esperienza da allenatore della Sarzanese in Serie D. Una squadra, quella rossonera, che quell’anno doveva pensare a salvarsi dopo la promozione dall’Eccellenza. A campionato in corso, però, i contrasti con la dirigenza e l’addio alla panchina. A Buso, in ogni caso, si stavano per riaprire le porte dello Spezia, alla guida della squadra Primavera in un torneo davvero prestigioso. Un doppio ex, insomma, che ben si addice a presentare il derby di domenica prossima, un match al quale, tra l’altro, potrebbe anche assistere: “Dovrei farcela perché con la mia squadra giochiamo a Firenze in mattinata. Seguo sempre lo Spezia e sono piuttosto informato anche perché i due collaboratori che avevo l’anno scorso nella Primavera aquilotta, il preparatore atletico Gemignani e quello dei portieri Steffanini, quest’anno sono nello staff di Marco Rossi. Credo che domenica sarà una bella partita”.
Cosa pensi del fatto che lo Spezia sembri tuttora ancora un po’ lontano dalla migliore condizione? “E’ logico che partendo così tardi la condizione sia ancora precaria ma credo che ormai stiano per entrare in forma. Bisogna poi ricordare che all’inizio la rosa era incompleta e quindi non è stato facile impostare il lavoro sul piano fisico”.
In particolare proprio contro il Ciriè lo Spezia ha offerto una prova piuttosto modesta: “Contro il Ciriè mi è stato detto che nei primi 20 minuti lo Spezia poteva segnare tre o quattro gol, inoltre c’era un rigore netto. Dopo, i due infortuni degli under hanno costretto l’allenatore a cambiare l’assetto. Se non segni all’inizio in D diventa complicato, le squadre si chiudono a ricco ed è difficile trovare il varco”.
In questo Spezia c’è molto di Buso, con particolare riferimento ai giovani che lui l’anno scorso allenava nella Primavera: “Sono molto contento per loro, in particolare per due ragazzi come Cintoi e Frateschi che mi dicono stiano facendo molto bene. Del resto sapevo che la Primavera dell’anno scorso aveva valori importanti, soprattutto nei ragazzi del 90, ancora molto giovani. Questo senza nulla togliere agli 88, ma è logico che da ragazzi di due anni più grandi ci si possa aspettare qualcosa in più. Gente come Lollo, ora alla Fiorentina, Cintoi titolare in D, Simeoni al Livorno, Esposito all’Inter, e altri ancora… sono ragazzi del 90 con grandi qualità”.
Altro elemento che sta facendo davvero molto bene, in questo caso un 88, è Del Padrone, la cui assenza a centrocampo si è avvertita contro il Ciriè: “Anche su di lui non avevo dubbi. Deve crescere sia sotto l’aspetto fisico che come calciatore ma è uno che non molla mai, molto serio”.
Più breve e meno variegata l’esperienza sarzanese: “Della squadra che allenavo io sono rimasti solo due giocatori, Amato e Sabatini. Quest’ultimo è un ottimo giocatore, un uomo bandiera ma che onestamente è sprecato in Serie D, infatti da giovane fece parte delle giovanili del Milan per diverse stagioni”.
Che partita ti aspetti domenica al Luperi? “Mi aspetto sicuramente una festa di sport sia in campo che sugli spalti. La gara non sarà semplice per lo Spezia perché la Sarzanese in casa è una squadra molto pericolosa ed in avanti ha giocatori che ti possono mettere in difficoltà”.Un’ultima battuta sulla partita benefica dell’8 Ottobre al Franchi in onore di Stefano Borgonovo, affetto da sla: “E’ una partita tra ex giocatori di Fiorentina e Milan e anch’io sono tra i ‘convocati’. L’evento è organizzato per raccogliere fondi per la ricerca su questa terribile malattia la cui alta incidenza nei calciatori spero sia solo una casualità. Ho giocato un anno con Borgonovo e sono contento di poter partecipare a questa iniziativa commovente”.