
‘Raccontami di sport’ è l’iniziativa della Uisp che, attraverso la presentazione di una serie di pubblicazioni sullo sport, mira a celebrare i 60 anni del comitato spezzino. Dopo la riuscita conferenza con un ospite d’eccezione come Gianni Mura, ecco l’appuntamento con la presentazione di un libro o, per meglio dire, di un ‘instant-book’. Si tratta del libro ‘Il calcio sembra aver capito la tua vita (una volta era Neil Young)’ scritto a quattro mani da Marco Ursano ed Armando Napoletano. E’ una sorta di moderno carteggio (moderno in quanto avvenuto tramite e-mail) tra due amici appassionati di calcio che hanno però due visioni diverse dello stesso argomento: appassionata la prima, più razionale la seconda ma in fondo entrambe vere e circostanziate. Il dialogo sulla rete assume ben presto le caratteristiche di una particolarissima partita a scacchi dove ognuno muove le proprie pedine per convincere l’altro della bontà della propria visione sul calcio, cercando quindi di dare lo scacco matto. “Alla fine –dice Ursano- ha vinto Armando perché e molto competitivo… e poi io di scacchi non capisco nulla…”. La cosa bella è che quella dello scambio di opinioni via e-mail non è solo una trovata editoriale ma realmente il libro è nato sullo slancio di uno scambio di opinioni che ha sullo sfondo il calcio in generale e lo Spezia, grande passione dei due autori, in particolare.
La presentazione, svoltasi al Camec, ha avuto come gustoso antipasto un bel video, una sorta di collage di foto sul calcio, per la maggior parte sullo Spezia con immagini della storia vecchia e recente, accompagnate dalla sempre toccante canzone di Francesco De Gregori “La leva calcistica del ‘68”.
Dopo l’introduzione del rappresentante della Uisp, Ribolini, che si è occupato di organizzare tutta le serie di eventi (il prossimo in programma il 1 Dicembre al Centro Allende con la presentazione del libro ‘Quasi goal’ di Luca Cardinalini), la serata si è snodata attraverso le testimonianze di Napoletano ed Ursano ma soprattutto di due ospiti d’eccezione come Marco Rossinelli e Pietro Fusco, il primo spezzino ed ex aquilotto prima di approdare in Serie A, il secondo protagonista della promozione in B dei bianchi, della successiva salvezza ed attuale capitano dello Spezia in Serie D. Tanti gli aneddoti citati dai due giocatori, entrambi con un passato in Serie A. Così Fusco: “Essere in A per me era una cosa straordinaria. Io mi sono sempre considerato un calciatore normale inserito in un contesto più grande di me. Alla domenica guardavo i nostro avversari e vedevo gente tipo, Totti, Balbo, Aldair o Ronaldo. Una volta giocando con l’Empoli contro una di queste grandi squadre la partita cominciò alle 14:30. Alle 14:50 raccoglievamo già la terza palla in fondo alla rete e ci chiedevamo: ma quando arrivano le quattro e un quarto?”. E poi su Spezia: “In questa città ho ritrovato il piacere di certi valori che rendono speciale la vita di un calciatore”.
La presentazione, svoltasi al Camec, ha avuto come gustoso antipasto un bel video, una sorta di collage di foto sul calcio, per la maggior parte sullo Spezia con immagini della storia vecchia e recente, accompagnate dalla sempre toccante canzone di Francesco De Gregori “La leva calcistica del ‘68”.
Dopo l’introduzione del rappresentante della Uisp, Ribolini, che si è occupato di organizzare tutta le serie di eventi (il prossimo in programma il 1 Dicembre al Centro Allende con la presentazione del libro ‘Quasi goal’ di Luca Cardinalini), la serata si è snodata attraverso le testimonianze di Napoletano ed Ursano ma soprattutto di due ospiti d’eccezione come Marco Rossinelli e Pietro Fusco, il primo spezzino ed ex aquilotto prima di approdare in Serie A, il secondo protagonista della promozione in B dei bianchi, della successiva salvezza ed attuale capitano dello Spezia in Serie D. Tanti gli aneddoti citati dai due giocatori, entrambi con un passato in Serie A. Così Fusco: “Essere in A per me era una cosa straordinaria. Io mi sono sempre considerato un calciatore normale inserito in un contesto più grande di me. Alla domenica guardavo i nostro avversari e vedevo gente tipo, Totti, Balbo, Aldair o Ronaldo. Una volta giocando con l’Empoli contro una di queste grandi squadre la partita cominciò alle 14:30. Alle 14:50 raccoglievamo già la terza palla in fondo alla rete e ci chiedevamo: ma quando arrivano le quattro e un quarto?”. E poi su Spezia: “In questa città ho ritrovato il piacere di certi valori che rendono speciale la vita di un calciatore”.


