venerdì 28 novembre 2008

Aneddoti e passione alla presentazione del libro 'Il calcio sembra aver capito la tua vita'


‘Raccontami di sport’ è l’iniziativa della Uisp che, attraverso la presentazione di una serie di pubblicazioni sullo sport, mira a celebrare i 60 anni del comitato spezzino. Dopo la riuscita conferenza con un ospite d’eccezione come Gianni Mura, ecco l’appuntamento con la presentazione di un libro o, per meglio dire, di un ‘instant-book’. Si tratta del libro ‘Il calcio sembra aver capito la tua vita (una volta era Neil Young)’ scritto a quattro mani da Marco Ursano ed Armando Napoletano. E’ una sorta di moderno carteggio (moderno in quanto avvenuto tramite e-mail) tra due amici appassionati di calcio che hanno però due visioni diverse dello stesso argomento: appassionata la prima, più razionale la seconda ma in fondo entrambe vere e circostanziate. Il dialogo sulla rete assume ben presto le caratteristiche di una particolarissima partita a scacchi dove ognuno muove le proprie pedine per convincere l’altro della bontà della propria visione sul calcio, cercando quindi di dare lo scacco matto. “Alla fine –dice Ursano- ha vinto Armando perché e molto competitivo… e poi io di scacchi non capisco nulla…”. La cosa bella è che quella dello scambio di opinioni via e-mail non è solo una trovata editoriale ma realmente il libro è nato sullo slancio di uno scambio di opinioni che ha sullo sfondo il calcio in generale e lo Spezia, grande passione dei due autori, in particolare.
La presentazione, svoltasi al Camec, ha avuto come gustoso antipasto un bel video, una sorta di collage di foto sul calcio, per la maggior parte sullo Spezia con immagini della storia vecchia e recente, accompagnate dalla sempre toccante canzone di Francesco De Gregori “La leva calcistica del ‘68”.
Dopo l’introduzione del rappresentante della Uisp, Ribolini, che si è occupato di organizzare tutta le serie di eventi (il prossimo in programma il 1 Dicembre al Centro Allende con la presentazione del libro ‘Quasi goal’ di Luca Cardinalini), la serata si è snodata attraverso le testimonianze di Napoletano ed Ursano ma soprattutto di due ospiti d’eccezione come Marco Rossinelli e Pietro Fusco, il primo spezzino ed ex aquilotto prima di approdare in Serie A, il secondo protagonista della promozione in B dei bianchi, della successiva salvezza ed attuale capitano dello Spezia in Serie D. Tanti gli aneddoti citati dai due giocatori, entrambi con un passato in Serie A. Così Fusco: “Essere in A per me era una cosa straordinaria. Io mi sono sempre considerato un calciatore normale inserito in un contesto più grande di me. Alla domenica guardavo i nostro avversari e vedevo gente tipo, Totti, Balbo, Aldair o Ronaldo. Una volta giocando con l’Empoli contro una di queste grandi squadre la partita cominciò alle 14:30. Alle 14:50 raccoglievamo già la terza palla in fondo alla rete e ci chiedevamo: ma quando arrivano le quattro e un quarto?”. E poi su Spezia: “In questa città ho ritrovato il piacere di certi valori che rendono speciale la vita di un calciatore”.

giovedì 20 novembre 2008

Serie D: sorpese e delusioni ad un terzo del cammino



Il campionato di Serie D giunge ad un terzo del suo percorso ed è possibile, a questo punto, effettuare alcune considerazioni su un torneo alla vigilia difficile da inquadrare, vuoi per la presenza dello Spezia, vuoi per la mancanza di una formazione che si candidasse con certezza al ruolo di favorita. Pur permanendo un certo equilibrio, è ora possibile dare un quadro leggermente più chiaro sia del torneo che lo Spezia di Marco Rossi è chiamato a vincere per tornare nei Pro, sia della stessa squadra aquilotta.
Il primo dato consiste nella risalita delle formazioni date alla vigilia tra le più attrezzate. Se inizialmente, infatti, le cosiddette ‘big’ (o presunte tali) avevano steccato, con il passare delle giornate certi valori sono venuti fuori. Ecco allora comparire nelle zone che contano squadre come il Casale, che davanti possiede una coppia di tutto rispetto come quella formata da Zenga e Uccello oltre a quel Dario Serra che fu tra i protagonisti dello storico Spezia-Alessandria del campionato 1999/2000, o come il Savona, assolutamente in ascesa dopo l’esonero di Biffi e a detta di molti tuttora la più seria pretendente alla vittoria finale escludendo per un attimo dal discorso lo Spezia. A queste vanno aggiunte squadre attese ma al momento ancora nel limbo come Derthona (bene in casa ma davvero male in trasferta) e una discontinua Novese che non può sbagliare più nulla se vuole sperare di poter chiedere ancora qualcosa al suo campionato. Infine le sorprese: la Sarzanese sta facendo un campionato senza alcun dubbio al di sopra delle aspettative della vigilia. La squadra di Plicanti si sta confermando nelle zone nobili e la solidità dei rossoneri è testimoniata anche dalla terza difesa del campionato. E’ soprattutto però la Biellese ad aver sorpreso un po’ tutti: non tanto perché i piemontesi non fossero pronosticati come squadra da tenere d’occhio, ma in quanto, dopo aver ceduto alcuni pezzi pregiati (Lazzaro su tutti), in pochi pensavano potesse farla da padrona come è accaduto in questo primo scorcio di campionato.
Detto delle sorprese in positivo, non mancano nemmeno le delusioni: la Sestrese, reduce da un buon campionato, era chiamata a confermarsi ma staziona in fondo alla classifica con 6 soli punti che si commentano da soli sulle difficoltà dei verdestellati; altra squadra in deficit con i programmi iniziali è il Rivoli mentre, come già detto, grande attenzione deve fare la Novese addirittura definita da alcuni come un’autentica ‘corazzata’ per la categoria ed attualmente a rischio anonimato se i prossimi risultati non saranno positivi.Ma veniamo allo Spezia. Il secondo posto va interpretato. In molti forse si aspettavano di arrivare ad un terzo del torneo potendo guardare tutti dall’alto in basso. In realtà le difficoltà di una partenza ad handicap erano messe in preventivo e si sapeva che all’inizio i bianchi avrebbero pagato dazio. Ora, però, con la Biellese nel mirino e i due terzi del torneo ancora da giocare, Rossi può costruire la rimonta di una squadra che contro il Casale ha saputo giocare fino alla fine come un vero gruppo, alla ricerca di una vittoria fondamentale. Difficile dire se il gol di Nieto al 94’ rappresenti davvero quella scintilla che ti fa dare la svolta ad una stagione. Ciò che conta è mettere pressione alla capolista, sottrargli quelle certezze che fino ad ora sono state la sua forza. Un aiuto dovrebbe poi arrivare dal mercato di riparazione, ormai alle porte. Preso Herzan, ma disponibile da Gennaio, i nuovi dovrebbero essere Capuano e Lazzaro del Rivoli, poi un paio di giovani importanti per dare a Marco Rossi qualche soluzione in più in fatto di Under. Basterà? Gli acquisti sembrano mirati, anche perché se la difesa è la meno battuta del campionato (a pari merito con quella della Biellese), a centrocampo ed in attacco la squadra può avere margini di miglioramento. In modo particolare si aspetta un ‘animale da gol’ che possa tramutare in reti gonfiate la mole di gioco espressa dalla squadra.

mercoledì 12 novembre 2008

Ottimisti e pessimisti: i due 'partiti' sulla rincorsa dello Spezia


Si chiama gioco del calcio e vince chi segna più gol dell’avversario. Questo, in sintesi, è ciò che bisogna sottolineare per capire quello che sta succedendo allo Spezia. A Chiavari è successo quello che a una squadra che deve vincere un campionato non dovrebbe accadere: rimonta dal 2-0 al 2-2 con pareggio finale nel quinto (ma non erano quattro?) minuto di recupero. La delusione patita sulle rive dell’Entella è amplificata dal nuovo successo della Biellese, questa volta contro il Savona, squadra in grande salute. E adesso i punti di vantaggio dei lanieri sono ben 7. Troppi per una rimonta? Presto per essere così risoluti, ma già a Spezia si formano due partiti: da una parte gli ottimisti, quello che “intanto la Biellese prima o poi molla”; dall’altra i pessimisti della serie “il campionato è già finito”. Dove sta la verità?
In medio stat… Virtus. Come spesso accade il vero sta nel mezzo ma la Virtus, questa volta intesa come Virtus Entella, è il punto di partenza per effettuare tutta una serie di considerazioni. Proprio quando lo Spezia sembrava riuscito a superare uno dei suoi limiti endemici, la scarsa prolificità, è andato a toppare su uno dei punti di forza: i gol di Frateschi e Citterio avevano illuso che la partita potesse essere chiusa con largo anticipo ma dopo l’1-2 i bianchi non hanno badato solo a difendersi creando almeno altre 4 palle gol nitide, anzi ‘clamorose’, come le ha definite Marco Rossi al termine della gara. Il vero peccato del match di Chiavari non è stato tanto un 2-2 subito in pieno recupero in un area a dir poco affollata, quanto non aver saputo dare il colpo di grazia ad una avversario che pressava, questo è vero, ma che ad un certo punto era imbottito di attaccanti e lasciava anche spazio al gioco di rimessa. E qui, va detto, lo Spezia non si è fatto pregare perché davanti alla porta avversaria ci è arrivato davvero, senza peraltro gonfiare ulteriormente la rete dell’Entella.
Ma torniamo ai due ‘partiti’. Chi ha ragione? Il campionato è già chiuso in favore della Biellese o è ancora estremamente aperto?
Le ragioni per sperare. Il primo argomento degli ‘ottimisti’ riguarda le tante partite ancora da disputare. I campionati si decidono senza dubbio più avanti e quindi non è il caso di allarmarsi. Soprattutto, e questo è l’aspetto basilare, è necessario tenere duro fino all’arrivo dei rinforzi che, come ha detto il Presidente Volpi, saranno 4. Herzan andrà rivitalizzare un reparto, quello di centrocampo, che quanto a corsa e dinamismo deve senza alcun dubbio migliorare; gli arrivi, assai probabili, di Capuano e Lazzaro dal Rivoli dovrebbero dare un’ ulteriore spinta all’allestimento della squadra che, nel girone di ritorno dovrà colmare il divario con la Biellese. Soprattutto l’attaccante dovrebbe permettere di dormire sonni tranquilli in fatto di gol. Tutto questo in attesa di capire quale sarà il quarto acquisto.Le ragioni per preoccuparsi. A questi ragionamenti fanno da contraltare le argomentazioni dei ‘pessimisti’, quelli per i quali la fuga dei bianconeri piemontesi è già di quelle difficili da arginare. Il punto è che la Biellese ha la miglior difesa proprio come lo Spezia (6 reti al passivo) ma segna esattamente il doppio (22 a 11): questo significa che, almeno fino all’arrivo dei rinforzi e salvo clamorose impennate delle punte attualmente a disposizione di Rossi, non sarà facile per gli aquilotti tenere il passo di una squadra che subisce poco ma ha grande facilità nel trovare la porta avversaria. Guardando il calendario di qui a Natale si può notare come le trappole siano soprattutto sulla strada dello Spezia che incontrerà tra le altre il Casale, attualmente secondo, al Picco ed il Derthona in trasferta mentre la Biellese avrà nella Sarzanese (ma in Piemonte…) l’ostacolo più insidioso. Almeno classifica alla mano.