PRO
Buscaroli: gol a parte l’ex difensore del Foligno è stato tra i migliori contro il Canavese. Appena giunto in riva al Golfo è stato gettato nella mischia, per giunta in una gara in cui la difesa veniva per la prima volta schierata a tre. Normale che necessitasse di qualche gara per assimilare quegli automatismi che in una difesa possono fare la differenza. Nel match contro la squadra di mister Prina a mostrato buone qualità: ottimo nel gioco aereo, bene sull’uomo, apprezzabile anche in qualche appoggio quando si trattava di uscire palla al piede. Non c’è che dire: il cambio con Calzolaio è stato quanto mai opportuno.
Equilibrio: l’anno scorso di questi tempi, mentre ci si ripeteva che non c’erano squadre in grado di ammazzare il campionato, la Biellese inanellava una serie di risultati che la mettevano di fatto in fuga, con buona pace di Spezia, Casale e compagnia bella. Quest’anno il motivetto si ripete ma forse ci si avvicina di più al vero. Basti pensare che tutte le squadre del girone, tranne Sambonifacese e Feralpisalò che per altro sono tutto meno che in fuga, hanno già perso almeno una volta. Inoltre ogni domenica la testa della classifica cambia padrone: due domeniche fa era toccato alla Sambonifacese, poi soppiantata dal Carpendolo che alla quinta ha lasciato la vetta a favore dell’Alghero. Manca un padrone e questo non può che giocare a favore dello Spezia che in questo modo può restare in scia delle prime in attesa di tempi migliori (leggi recupero dei tanti infortunati).
Atmosfera: stavolta è andata leggermente meglio. Peccato per un primo tempo con la Curva vuota per la protesta degli Ultras contro la Tessera del Tifoso, ma in ogni caso il clima era meno negativo rispetto all’ultima gara casalinga. Certo, a livello di presenze sono lontani i tempi d’oro ma è pur vero che con le restrizioni imposte dal ministero, con chiusura dei botteghini alle 12:30, fare i biglietti diventa sempre più difficile. Non è l’unico aspetto, d’accordo, però qualcuno in Italia sta facendo di tutto per tenere la gente lontana dagli stadi. In ogni caso il Picco può e deve tornare ad essere uno stadio dove si respira aria di calcio vero.
CONTRO
Attacco: stavolta le punte aquilotte rimangono a secco. Il fatto però è un altro e cioè che nella giornata in cui Lombardo opta per un 4-4-2 con il tridente messo nel congelatore, Moro va per tutto il primo tempo a cercare palla a centrocampo, finendo per abbassarsi troppo e lasciando troppo solo Beretta. Quando, un po’ per scelta un po’ per necessità, Lombardo manda dentro Lazzaro, i tre davanti finiscono per appiattirsi troppo confermando le difficoltà del modulo. Comunque le occasioni ci sono state: metterla dentro, please.
Risultato: volendo vedere il bicchiere mezzo pieno si può dire che alla fine si è anche rischiato di perdere e quindi va bene così. Resta il fatto che il Canavese tutto è sembrato meno che squadra irresistibile. Si sapeva che avrebbe fatto giocare poco lo Spezia e che non si sarebbe scoperto ma queste squadre non possono uscire dal Picco con un risultato utile. Beffa doppia perché la mancata vittoria impedisce ai bianchi di balzare in testa alla classifica.
Infortuni: non bastano i quattro infortunati a centrocampo. In settimana salta il menisco anche a Bertagna, poi ad inizio ripresa un colpo mette Padoin fuori causa, sperando che non sia nulla di grave. Non è un bel momento sotto questo profilo ma per fortuna si inizia a parlare di rientri: dalla prossima gara potrebbero essere almeno in panchina Carrara ed Herzan. La luce in fondo al tunnel?
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