Lo Spezia che Iacopetti e Varini hanno consegnato a mister Lombardo al termine della sessione estiva di mercato ha finalmente una connotazione definitiva. Il tecnico aveva chiesto l'ultimo sforzo per andare a completare la rosa: un centrale ed una punta per poter dare l'assalto al campionato. Poi, l'ecatombe a cui è stato sottoposto il centrocampo bianco, ha cambiato qualcosa rendendo necessario un ulteriore sforzo. Alla fine Lombardo è stato accontentato. In attacco l'arrivo di Marco Moro risponde alla necessità di inserire nel reparto una seconda punta con caratteristiche un po' diverse da quelle degli attaccanti già presenti in rosa. In difesa Fabio Buscaroli va a completare la batteria di quattro difensori centrali necessari per affrontare la stagione (Calzolaio non sembrava in effetti maturo per le esigenze dello Spezia). Infine il ritorno di Nicola Padoin, giocatore che solo a nominarlo evoca dolcissimi ricordi. Ma al di là del passato l'ex Reggiano ha le caratteristiche di duttilità, generosità e sostanza che senza ombra di dubbio sono oro colato per Lombardo, soprattutto nel momento in cui tutto l'ipotetico centrocampo titolare, almeno sulla carta, è in infermeria per un periodo più o meno lungo. Quando tutti saranno a disposizione del tecnico, e quindi abili ed arruolati, l'organico sembra di alto livello per un campionato che presenta alcune buone squadre ma non certo delle corazzate (qualche difficoltà in più ci sarebbe stata nel girone B).
Semmai Lombardo dovrà lavorare su di una questione di ordine tattico: il modulo base su cui lo Spezia si è concentrato è il 4-3-1-2, ma con Bischeri fuori causa non sembra esserci in rosa un'alternativa chiara per mantenere questo assetto. Di conseguenza Lombardo dovrà modificare qualcosa in attesa del ritorno del fantasista ex Figline. A ben vedere 3 sono le vie perseguibili. La prima prevede comunque il mantenimento del 4-3-1-2 con la ricerca in rosa di qualcuno che possa piazzarsi alle spalle delle due punte, chiunque esse siano. Forse il giocatore più adatto a tentare in quel ruolo è Dura che nelle giovanili aquilotte è stato a volte utilizzato come centrocampista avanzato. Più difficile, anche se non impossibile, pensare ad un Frateschi o all'arretramento di Moro, che pure rimane seconda punta.
La seconda possibilità consiste nel 4-4-2 classico ma in questo caso sarebbe necessario lavorare alacremente al rilancio di Manuele Frateschi, giocatore dalle grandi doti tecniche ma che fatica a fare il salto di qualità dal punto di vista della personalità. Frateschi (o in alternativa Ferdani) andrebbe naturalmente a ricoprire il ruolo di esterno destro, che anche Lombardo conosce bene, mentre sulla corsia opposta potrebbe adattarsi Padoin, con Del Padrone e Capuano centrali.
Terza ipotesi è quella del 4-3-3 ma in questo caso bisogna considerare bene la composizione del tridente avanzato: la presenza contemporanea di Lazzaro e Beretta, con uno dei due che parte largo, è tutta da verificare mentre, anche in questo caso, potrebbe trovare spazio Frateschi con Moro ed uno tra Beretta e Lazzaro. Anche Triglia, in questa ipotesi, potrebbe avere delle possibilità.
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