PRO
Enow: il giovane camerunese non era arrivato proprio come acquisto di grido. Troppo irruente, si diceva, può essere al massimo una buona alternativa. Intendiamoci non sarà un fenomeno però è difficile che possa sbagliarti completamente la partita. Contro l’Olbia lo Spezia fatica, gioca male e rischia il k.o. Se però c’è una cosa che funziona, quello è il ‘treno’ di destra formato da Enow e Capuano. La squadra di Lombardo sembra monca perché da una parte sfonda a ripetizione, dall’altra proprio non ci riesce tanto che gli interpreti cambiano ripetutamente nel corso della gara. Gara che poi, manco a dirlo, finisce con il solito Solomon Enow sulla corsia mancina… Arrivare una decina di volte al cross è un merito, buttarne almeno 7 in Curva è un limite. Però in almeno tre circostanze stavolta la mette bene: nella prima la palla attraversa l’area piccola senza che nessun attaccante riesca nella zampata vincente; nella seconda il portiere si esibisce in una provvidenziale uscita; nella terza Lazzaro spedisce alto di testa. Se ne mettesse 8 su 10 sarebbe un paio di categorie sopra, però anche così è giocatore utile alla causa. Almeno in queste categorie.
Pareggio: alla fine bisogna anche prendere questo pari interno come un punto guadagnato. L’Olbia a dire il vero non meriterebbe di vincere ed il pari dello Spezia quindi ci sta, però una volta avanti i sardi impostano la gara come meglio sanno, loro che sono abili nel non far giocare l’avversario, e se Giglio non sbagliasse lo 0-2 in modo sciagurato, ora saremmo a commentare la prima sconfitta interna stagionale. Tocca quindi raccogliere questo punticino ottenuto comunque contro una squadra che potrebbe dire la sua nelle zone che contano, soprattutto se dovesse trovare un tassello in attacco visto che, a quanto pare, Palumbo, ceduto in estate, non è stato sostituito a dovere.
CONTRO
Rientri: sembra paradossale ma è così. In che senso? Nel senso che era a dir poco ingenuo pensare che non appena gli infortunati fossero tornati a disposizione lo Spezia avrebbe fatto un netto salto in avanti. In realtà quando si torna dopo un infortunio più o meno lungo non è possibile essere subito al 100%: un conto è essere guariti, un altro è essere in condizioni atletiche ottimali. Contro l’Olbia questo si è visto in modo lampante: Herzan, che aveva fatto bene dal suo rientro, sta accusando quel calo fisiologico che era stato messo in preventivo; Carrara, dopo un paio di spezzoni promettenti, sembra faticare a ritrovare il passo giusto ed il ritmo partita; Bischeri, entrato dopo l’intervallo, ha fatto cose egregie nel primo quarto d’ora per poi calare vistosamente e non poteva essere altrimenti visto che ha ricominciato a lavorare con il gruppo solo in settimana. Insomma il recupero di pedine importanti è una gran bella notizia, a patto che da loro non ci si aspetti tutto e subito come se non fosse successo niente.
Difesa: lo Spezia non subisce gol a raffica però è da un po’ di tempo che va sotto alla prima occasione in partite dove non avrebbe concesso neanche molto all’avversario. E’ successo col Legnano, con la Canavese, a Carpenedolo e con l’Olbia, appunto. Partite disputate con un certo acume tattico e senza concedere troppo all’avversario che però, alla prima disattenzione, colpisce. Anche contro i sardi di mister Vullo i bianchi non hanno concesso praticamente nulla tranne che nell’occasione del gol quando gli avanti galluresi hanno fatto quello che volevano nel cuore dell’area di rigore. Sette giorni prima, a Carpenedolo, lo Spezia aveva vanificato 60 minuti di alto livello con un’amnesia difensiva che era costato il pari dei bresciani. E alla fine i punti buttati si sommano.
Lombardo: la premessa d’obbligo è che le scusanti non sono solo un modo per fare del buonismo spicciolo, ma difficoltà reali che l’ex ala di Samp e Juve ha dovuto fronteggiare, vedi la defezione in pratica di un intero reparto per un mese e mezzo abbondante. Se però, sul piano del gioco, esistono degli alibi, non così quanto a ‘cattiveria’ agonistica, dote necessaria in queste categorie e particolarmente apprezzata sotto queste latitudini. Spesso lo Spezia in casa regala dei primi tempi con approcci troppo soft. Quanto all’aspetto tattico diciamo che giocare con il 4-4-2 senza esterni puri diventa abbastanza complicato sebbene Capuano stia interpretando il ruolo con efficacia. Con i vari rientri, forse, la situazione tenderà a migliorare ma tempo non ce n’è molto.
lunedì 12 ottobre 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

0 commenti:
Posta un commento