PRO
Moro: l’attaccante proveniente dall’Ascoli diventa imprescindibile per Lombardo. Il quarto gol stagionale dimostra come il feeling con le reti avversarie del mancino ex Venezia sia buono. Inoltre le sue caratteristiche tecniche gli assegnano di fatto una maglia da titolare visto che Beretta e Lazzaro sembrano sempre più alternativi l’uno all’altro, almeno dal primo minuto. Rapidità, tecnica, senso del gol: se non esagera coi personalismi diventa devastante.
Prima ora: per 60 minuti lo Spezia gioca col piglio della grande in casa della seconda in classifica, che non sarà il Real Madrid ma se è lì non è un caso. I bianchi giocano, segnano, controllano e soprattutto non concedono nulla al Carpendedolo. Un atteggiamento da grande squadra che tra l’altro testimonia il progresso che gli aquilotti hanno compiuto rispetto, ad esempio, all’ultima trasferta vale a dire quella di San Bonifacio. Anche in quell’occasione lo Spezia andò in vantaggio per poi farsi riprendere sull’1-1, ma a ben vedere contro i veneti subì quasi costantemente l’iniziativa degli uomini di Viviani, senza dimenticare il rigore sventato da Aprea proprio allo scadere. Ben diversa la prestazione offerta a Carpenedolo anche se l’ultima mezzora poteva veder capitolare lo Spezia.
Capuano: in estate, immaginando la formazione dello Spezia, l’ex cursore del Rivoli rappresentava un’ottima alternativa ai titolari presunti. Poi il precampionato e le prime gare ufficiali, i 4 infortuni pesanti a centrocampo. Capuano è rimasto lì, nel mezzo a correre e tamponare. Ora è una pedina difficile da sostituire perché è uno di quelli “da Picco” nel senso che non molla mai, ma ha mostrato anche una grande duttilità, potendo essere schierato sia nel centrocampo a 3 che in quello a 4 ed in quest’ultimo sia da interno che, come sta accadendo, da esterno. Ruolo quest’ultimo con il quale si era misurato in origine per poi passare in mediana. Su e giù per la fascia destra mette pure cross pesanti.
CONTRO
Gestione della gara: quando tutti saranno rientrati (vedi Grieco e Bischeri) lo Spezia aumenterà ulteriormente il proprio tasso di personalità. Per il momento, con Padoin ed Herzan più Carrara a piccole dosi, qualcosa si sta muovendo in questo senso. Certo però che una squadra che deve vincere il campionato non può sempre farsi raggiungere in trasferta. A volte i giocatori devono essere bravi a leggere le gare e soprattutto i momenti che le caratterizzano. L’ultima mezzora, quella dopo il pari, poteva costare cara a Milone & C. Quando lo Spezia avrà imparato a farlo sarà diventato ‘squadra’ e come d’incanto si ritroverà più punti in classifica.Sindrome da Biellese: nessuno lo dice ma comincia a serpeggiare il timore che l’Alghero sia la nuova Biellese, ovvero quella squadra che alla vigilia non è pronosticata tra le favorite e invece tra la sorpresa generale va in fuga per non essere più ripresa. E’ descritta come squadra rognosa e molto forte dal punto di vista atletico. L’anno scorso si è salvata dai Playout solo grazie alla classifica avulsa poi, in questo campionato, ha messo insieme 5 vittorie 1 pareggio ed 1 sconfitta frutto di 13 gol fatti e 5 subiti. Non sarà forse l’ammazzacampionato ma è bene che lo Spezia non perda d’occhio i sardi perché le rincorse, come sappiamo, non finiscono sempre con il lieto fine.
martedì 6 ottobre 2009
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