martedì 27 ottobre 2009

Pro e Contro: una squadra con problemi strutturali, la classifica ormai è imbarazzante


PRO
Sempre più difficile. Riuscire a trovare qualche barlume di positività anche nella domenica in cui lo Spezia cade per la prima volta in casa, viene contestato in modo deciso, si allontana dalla vetta e si avvicina pericolosamente ai bassifondi, è quasi un’impresa disperata. In effetti da salvare c’è poco o nulla: dopo il Mezzocorona c’è il Rodengo Saiano, ogni volta che pensi di avere toccato il fondo arriva l’ennesima mazzata che rinvigorisce l’incubo ed allontana l’uscita dal tunnel. Provando allora ad essere magnanimi diciamo che il lavoro (difficile) di D’Adderio ha portato se non altro una parvenza di ordine ed un’idea di logicità ad una squadra costruita ed assemblata male. Come detto più volte, esistono dei limiti strutturali che vanno al di là delle qualità dei singoli giocatori. Ma questo è il materiale umano a disposizione, almeno fino a Gennaio, e con questo bisogna lavorare. Varini al termine di Spezia-Rodengo parla di una squadra che ha fatto la gara a cavallo dei due tempi. Vero, ma è ancora troppo poco. Davvero, non ce ne voglia Varini, ma la classifica sta assumendo connotati imbarazzanti. Questo però è il ‘PRO’ della settimana (cercarne più di uno sarebbe roba da fantascienza): una squadra per buona parte della gara ordinata e logica. Per il momento si riparte di qua…

CONTRO
Palle inattive. Altre due reti subite su azioni derivanti da calcio piazzato. Punizioni, corner e compagnia bella, poco importa: quando si tratta di calci da fermo lo Spezia va in bambola. Alla ripresa bisognerà analizzare a fondo i motivi che determinano una situazione del genere e lavorare duramente per correggere un difetto ormai endemico che rischia di vanificare e complicare le prestazioni. Contro il Rodengo sono due difensori ad andare a segno. Il problema insomma non è solo della retroguardia, ma di tutta la squadra. Fa bene D’Adderio a parlare di fasi difensiva ed offensiva, perché ridurre tutto a difetti propri dei singoli reparti sarebbe riduttivo.
Impostazione. Quanto appena detto vale anche per la fase propositiva, e non solo per quella difensiva. Anche quando i bianchi sono in possesso di palla è sbagliato andare a cercare i problemi in centrocampo ed attacco perché già dall’impostazione iniziale dell’azione si nota una netta difficoltà a fare gioco: se la palla non passa dai piedi di Grieco è difficile che le trame seguano una logica lineare. Né Buscaroli né Milone hanno nel dna la costruzione del gioco o l’uscire palla al piede e questo è un altro errore fatto in sede di mercato, dove si sono presi centrali con caratteristiche di marcatura più che di impostazione del gioco.
Lazzaro. Anche D’Adderio, come in precedenza Lombardo, si è cimentato nell’utilizzo del tridente offensivo ma ancora una volta la coesistenza di Beretta e Lazzaro dal primo minuto si è rivelata fallimentare. Il ragionamento è semplice: Lazzaro vede la porta ed ha un rapporto gol/minuti giocati impressionante; Beretta è giocatore il cui lavoro è fondamentale; Moro salta l’uomo, è imprevedibile e segna con continuità dall’inizio. Di qui il tentativo di affidarsi a tutti e tre per non rinunciare al valore aggiunto di nessuno. In realtà contro il Rodengo, Nunzio ha faticato parecchio a trovare la posizione. Da prima punta non ha visto quasi mai la palla, meglio nella ripresa quando è venuto a cercare lo scambio più indietro. Dopo però ha avuto la possibilità dagli 11 metri e l’ha fallita: il calcio è fatto anche e soprattutto di episodi e, sebbene solo chi tira i rigori li possa sbagliare, l’errore è pesantissimo perché di lì in poi lo Spezia si disunisce, perde quel briciolo di ordine che aveva avuto fino a quel momento e crea i presupposti della prima sconfitta interna stagionale.
Classifica. Ora la situazione è preoccupante. Varini parla di pressione ed in questo sembra di essere tornati indietro di un anno quando era il tanto bistrattato Marco Rossi a sciorinare certi argomenti. Ovvio che vi sia grande aspettativa e quindi pressione, ma la classifica ad oggi è grottesca: i Playout sono lì a due punti e la squadra non dà la benché minima sensazione di essere sulla strada della risoluzione dei suoi problemi. Presto, probabilmente, il Picco sarà completamente deserto se si continua così. A quel punto crediamo che non ci sarà nemmeno più pressione. Né passione. A dirla tutta, forse, non ci sarà neppure più la domenica del calcio inteso come la si intendeva fino a poco tempo fa in riva al Golfo. In bocca al lupo Spezia. Davvero…

0 commenti: