martedì 24 novembre 2009

D'Adderio sta plasmando una squadra vera

PRO
D’Adderio. Contestato al suo arrivo, accolto tra lo scetticismo. Il successore di Attilio Lombardo sulla panchina aquilotta ha avuto un avvio a dir poco difficile: le 3 sconfitte consecutive hanno gettato lo Spezia sull’orlo del baratro ma era chiaro che in quella situazione non era semplice intervenire sulla squadra ottenendo risultati fin da subito. Ora lo Spezia viene da tre risultati utili consecutivi e da almeno due prestazioni convincenti (con la Pro Belvedere vittoria importante ma tra luci ed ombre) e soprattutto la difesa sembra essere stata registrata a dovere nonostante le defezioni. Ciò che però balza all’occhio, finalmente, è il modo di stare in campo decisamente più da ‘squadra’ e non più da ‘insieme di giocatori’: forse si corre di più, sicuramente si corre meglio.
Difesa. Sarebbe più giusto parlare di fase difensiva ma è certo che con i (teorici) due centrali titolari fuori, Milone e Buscaroli, nessuno si sarebbe aspettato di chiudere i battenti davanti ad Aprea con Salvalaggio e Scantamburlo nel mezzo. D’Adderio è ripartito dai concetti base, quelli più semplici ma al tempo stesso più importanti. Tra questi c’è senz’altro l’assioma che le grandi squadre tendono a subire poche reti. Ecco allora che negli ultimi 3 incontri lo Spezia ha subito solo una rete, per giunta direttamente da calcio piazzato. Una chiara inversione di tendenza.
Herzan. All’appello mancava ancora quel giocatore generoso e dinamico che i tifosi spezzini avevano ammirato nel secondo (sfortunato) anno di Serie B. L’infortunio patito in estate lo ha lasciato dapprima ai margini, poi il rientro faticoso che però ha regalato un Herzan lontano dai suoi standard. Da qualche gara si intuiva, però, che il ceco stava crescendo: magari era ancora vittima di qualche imprecisione di troppo ma finalmente la corsa e gli inserimenti cominciavano ad essere quelli giusti. Anche il fatto che nelle ultime partite abbia avuto diverse occasioni per segnare, sbagliandole a volte in modo sciagurato, è la dimostrazione che la condizione fisica comunque cominciava ad esserci e che lui, professione centrocampista, sarebbe presto arrivato anche al gol. A Noceto c’è stato tutto questo, prestazione e gol. Il ‘soldatino’ è tornato e lo Spezia con lui.
Equilibrio. Non è la prima volta che questo ‘protagonista’ del torneo finisce tra i PRO della rubrica. Del resto in un girone nel quale 12 squadre sono racchiuse in 5 punti, dove la prima ha il punteggio punteggio più basso rispetto alle capolista degli altri gironi e dove la battistrada Alghero ha una media punti comunque inferiore ai 2 a partita, una squadra come lo Spezia non può che rallegrarsi. Nessuno ha preso il largo e sono bastate 2-3 gare a punti per portarsi a 5 lunghezze dall’Alghero, a 3 dalle seconde e soltanto ad 1 dal quinto posto che vale i Playoff.

CONTRO
Nella giornata in cui lo Spezia toglie l’ignominia di quello ‘zero’ alla voce vittorie in trasferta e nel momento in cui i bianchi trovano sia la prestazione che il risultato, sembra giusto non rilevare aspetti negativi da sottolineare. Questo Spezia può dire la sua in questo campionato e forse l’incubo di non poter più rientrare nel giro promozione è tramontato. Le prossima gare diranno di più al riguardo. Per ciò che concerne Noceto si può solo osservare che la partita poteva essere chiusa prima ma, davvero, stavolta c’è di che essere soddisfatti.

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