sabato 28 novembre 2009

In attesa del Sudtirol alla ricerca di conferme


Se il nuovo corso è iniziato basterà attendere ancora poche domeniche per saperlo. Di qui alla pausa invernale mancano ancora 4 giornate e lo Spezia vuole sfruttarle al massimo per riuscire a tornare nelle zone che contano della classifica. Dopo la meritata ma sofferta vittoria contro la Pro Belvedere Vercelli, la prima della gestione D’Adderio, che ha interrotto il tris di sconfitte successive alle dimissioni di Attilio Lombardo, sono arrivate le due trasferte consecutive che hanno affermato concetti importanti. Innanzitutto il fatto che il lavoro portato avanti dall’ex tecnico di Foggia e Venezia ha delle linee guida ben precise che stanno dando i loro frutti. Primo aspetto è la continuità: D’Adderio ha cercato di trovare un modulo adatto ai giocatori che aveva a disposizione in quel momento e, viste le prime risposte incoraggianti, ha proseguito su quella strada. Insistere con un modulo, e di conseguenza con certi automatismi, ha permesso ad alcuni giocatori come Padoin ma soprattutto Herzan di ritrovarsi, senza dimenticare il rilancio di Ferdani. In difesa è singolare come, proprio nel momento in cui sono venuti a mancare i due centrali titolari, Buscaroli e Milone, si sia iniziato a subire meno reti. La colpa, sia chiaro, non è certo degli assenti ma D’Adderio sta dimostrando di saper fare anche di necessità virtù: lo spostamento di Scantamburlo nel cuore della difesa, che già era stato provato a Venezia, è stata un’apprezzabile intuizione, così come la fiducia in Salvalaggio che ancora una volta ha saputo rispondere presente quando ce n’è stato bisogno.
Il secondo aspetto riguarda lo spirito di un gruppo che sembra finalmente squadra. Era difficile pensare, come in molti dicevano, che questa squadra fosse semplicemente scarsa. Il curriculum e la storia degli interpreti sembrava e sembra dire l’esatto contrario. Semmai qualcosa si può obiettare in merito ad alcune scelte estive che hanno reso la rosa un po’ debole strutturalmente: in parole povere, nomi importanti ma anche qualche lacuna tecnica (alternative a Bischeri, esterni di ruolo, centrali difensivi poco propensi ad impostare, ecc.). Gli infortuni dell’intero reparto di centrocampo hanno fatto il resto, spogliando lo Spezia della propria identità di squadra. Questo almeno fino alla doppia trasferta di Valenza Po e Noceto. Chiaramente è presto per dire con certezza se il periodo nero è finito o se i bianchi sono davvero in rampa di lancio. La gara interna contro il lanciatissimo Sudtirol potrebbe dire di più al riguardo e non da meno è la successiva trasferta ad Alghero. Due squadre forti ed in forma per testare se il ‘nuovo Spezia’ ha davvero ingranato un’altra marcia. Non è azzardato dire che il momento è decisivo dal punto di vista strategico: ridimensionarsi ora potrebbe essere pericoloso, anche se la gare di qui alla fine di un equilibratissimo torneo sono molte e l’arrivo di Jorge Vargas oltre a quello prossimo di Claudio Ferrarese dovrebbero arricchire ulteriormente una rosa con molte alternative.

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