martedì 10 novembre 2009

Pro e Contro: Luci ed ombre, ma la vittoria è d'oro

PRO
Risultato. Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Dopo 3 sconfitte consecutive D’Adderio aveva solo un risultato a disposizione contro la penultima della classe. Al di là di ogni considerazione il tecnico dello Spezia sa benissimo che non è con questi 3 punti che si cancellano i problemi, come ha ammesso nel dopogara, ma un successo a volte serve per poter lavorare meglio. E questo è il caso. La classifica, poi, non può non risentire del beneficio di questi 3 punti, e se la posizione all’incirca è rimasta inalterata (appena sopra i Playout), in un solo colpo lo Spezia ha ridotto sensibilmente le distanze dai Playoff. Questo accade quando quelle che stanno dietro vincono o almeno fermano quelle che si trovano più avanti. Che campionato…
Padoin. Aveva iniziato bene la sua seconda avventura in maglia bianca. Poi una flessione coincisa con l’inizio della crisi. Contro la Pro Belvedere, spostato nel mezzo, è stato il trascinatore del centrocampo aquilotto. Grinta e generosità sono doti che non gli sono mai mancate, ma questa volta ha saputo coniugare anche altre qualità come dinamismo e persino tecnica come in un paio di aperture illuminanti oltre al cross per Lazzaro nel primo tempo che poteva avere una miglior sorte. Un Padoin così è intoccabile.
Approccio. Troppe volte abbiamo commentato avvii di gara eccessivamente soft da parte dello Spezia. Un difetto da correggere in fretta per non regalare, soprattutto in casa, intere frazioni e punti preziosi agli avversari. Questa volta, pur in una prestazione con luci ma anche ombre, l’approccio è sembrato quello giusto: squadra in partita fin da subito, decisione e cattiveria da compagine che sa quello che vuole. E’ un punto su cui ripartire per costruire nelle prossime gare il nuovo campionato che lo Spezia intende disputare.

CONTRO
Occasioni. Detto di una vittoria quanto mai necessaria per voltare pagina, bisogna concentrarsi anche sul lavoro da fare, leggi errori commessi. Lo Spezia poteva raddoppiare nel primo tempo ma è anche vero che sull’1-0 la Pro Belvedere ha avuto due palle clamorose per pareggiare i conti. E non vogliamo pensare a quale avrebbe potuto essere in quel caso la reazione nervosa di una squadra in difficoltà e poco serena come lo Spezia. Più cinismo ma anche maggiore attenzione, questa una prima disamina anche perché le due occasioni capitate ai piemontesi sono frutto di altrettanti errori individuali: prima Salvalaggio (che però nell’occasione subisce fallo) serve una palla d’oro a Perelli nel tentativo di rinviare di testa; poi è Aprea a commettere uno dei pochi errori di questa stagione uscendo a vuoto su un cross. In entrambi i casi i bianchi sono stati graziati: palo nel primo caso, fuori a porta vuota nel secondo.
Lazzaro. Il bomber questa volta tradisce in quella che è la sua specialità: la battuta a rete. Nella prima frazione impatta male su un cross al bacio di Padoin e manda sciaguratamente a lato una sfera da schiacciare in porta di potenza. Nella ripresa si fa ipnotizzare da Dan dopo una splendida azione Herzan-Beretta. Poco illuminato, poi, quando non serve lo stesso Beretta preferendo un’improbabile conclusione. Sarà davvero determinante quando riuscirà a mettersi al servizio della squadra anche se non entra nel tabellino dei marcatori.
Ferrarese. L’ “esordio” al Picco lo vede protagonista. In tribuna. Pare che alla base del mancato transfer del giocatore da parte della Lega, vi sia un’irregolarità nella documentazione fornita, udite udite, dalla Cremonese, sua ex squadra, e non dallo Spezia. Insomma la società grigiorossa avrebbe sbagliato qualcosa ma a pagarne le conseguenze sono il giocatore ed il club bianco. Nell’attesa che la questione si risolva in tempi brevi, meglio se brevissimi, lo sparuto pubblico del Picco si consola con la prestazione dello spezzino Ferdani, uno che quando gioca fa sempre parlare di sé in termini positivi.

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