martedì 3 novembre 2009

Pro e Contro: Troppo brutto per essere vero


PRO
Aprea. Quando ogni domenica il portiere è il migliore in campo significa che non tutto fila per il verso giusto. Nel caso dello Spezia tale affermazione è un eufemismo perché non funziona proprio niente ed allora il fatto di avere un numero 1 affidabile diventa aspetto di primaria importanza per uscire dal ‘ginepraio’ nel quale i bianchi si sono cacciati. Tra tutti i giocatori arrivati a Giugno lui e Moro sono forse gli unici che non hanno deluso le aspettative. Anche a Pavia un intervento importante che però ha solo ritardato il raddoppio dei padroni di casa. Ad ogni modo Aprea risponde ‘presente’.
Capuano. In questo momento ce ne vorrebbero undici di giocatori così. Forse i puristi storcerebbero il naso. Forse ne uscirebbe una squadra con poca qualità, ma di sicuro sarebbe una formazione con cuore, polmoni, corsa e sacrificio: quello che la tifoseria aquilotta chiede a gran voce ma che fino ad oggi non ha ottenuto.
Tifosi. In 150 anche a Pavia per vedere una squadra incapace di essere pericolosa e di reagire dopo lo svantaggio. Meriterebbero ben altro ed invece si devono sorbire un’altra disfatta mentre domenica si prevede già uno Spezia-Pro Belvedere tra pochi intimi. Che tristezza…

CONTRO
Tris. Che a Pavia non sarebbe stata una passeggiata lo si sapeva. Del resto quando una squadra è in testa a questo punto della stagione non può essere solo un caso. I lombardi hanno fatto esattamente quello che si sapeva: squadra abile nel concedere poco all’avversario e che riesce a capitalizzare al meglio ciò che crea. Detto e fatto, dopo la rete di Ferretti lo Spezia non è stato praticamente mai pericoloso. E se la sconfitta, la terza consecutiva, è una triste realtà, ancora peggio è vedere che chi va in campo dà l’impressione di crederci meno di chi li sta a guardare.
Brutta china. La storia del calcio è piena di squadre costruite per vincere i campionati che poi si ritrovano sorprendentemente a lottare nei bassifondi. Il problema è che se non si capisce in fretta cosa bisogna fare per adattarsi alla nuova realtà si rischia grosso. Ecco, lo Spezia sembra proprio affetto da quest’ultimo problema: calarsi in una realtà per la quale non sembra avere gli attributi per emergere. Detto per inciso, il livello del torneo non sembra eccelso ma ormai è sufficiente trovare una squadra che corra e sia almeno ordinata in campo per mettere in seria difficoltà gli aquilotti. Spesso in queste circostanze le società tentano il tutto per tutto cambiando allenatore, ma nel caso del club bianco il ‘jolly’ è già stato giocato.
Mercato. La gente si aspettava (e si aspetta) qualche movimento nel mercato degli svincolati o dei fuori lista, anche per dare un segnale di vitalità. La società in effetti è vigile in questo senso ma è chiaro che se si cercano giocatori con la personalità e le doti tecniche necessarie per essere utili alla causa, non si può andare a proporre accordi per qualche mese. Il concetto è talmente ovvio che non andrebbe nemmeno sottolineato. In caso contrario viene da chiedersi quale sia il reale valore e la motivazione di un giocatore che accetta di mettersi in gioco in una situazione estremamente difficile per pochi mesi di contratto. Fermo restando che i problemi dello Spezia non sono probabilmente risolvibili con il semplice acquisto di un paio di tasselli, ma bisogna lavorare anche all’interno dell’attuale rosa. Perché uno Spezia così è troppo brutto per essere vero.

0 commenti: