PRO
Prova del 9. L’esame sarebbe stato superato anche se la partita si fosse conclusa in parità. Anche con il segno X al termine del big-match in terra sarda, lo Spezia avrebbe dato continuità alla striscia positiva e soprattutto avrebbe dimostrato una volta di più di essere diventato squadra vera. In realtà si è andati oltre perché l’undici di D’Adderio è andato in casa di una delle capolista, un campo ostico e su cui nessuno ha vita facile, ha lottato anche adattandosi alle condizioni di gara (terreno pessimo) non propriamente adatte alle proprie caratteristiche e nel finale ha colpito come sanno fare le grandi squadre. Ora si guarda al futuro immediato con grande convinzione: Feralpisalò in casa e Pro Sesto fuori chiuderanno il 2009. Chissà che lo Spezia non occupi alla fine il gradino più alto.
Mozzachiodi. Un po’ di timore c’era. Potendo scegliere forse non sarebbe stata quella di Alghero la partita in cui dover rinunciare ad Aprea. Mozzachiodi ha vinto il ballottaggio con Bertagna ed è stato mandato nella mischia da D’Adderio proprio nel giorno più difficile. Il tecnico aquilotto ha vinto anche questa scommessa: Mozzachiodi ha difeso i pali della porta spezzina con grande personalità, la giusta sicurezza ed un pizzico di incoscienza, tipica quest’ultima di un ragazzo del ’91 che compirà 18 anni tra poche settimane.
Lazzaro. Quando è stato assegnato il penalty decisivo a due minuti dalla fine, il bomber di Susa non ci ha pensato un attimo: ha preso il pallone, lo ha messo sul dischetto e ha spiazzato Aresti. Facile no? In realtà quel pallone pesava parecchio anche perché nella precedente circostanza, contro il Rodengo Saiano, Nunzio aveva fallito nella ripresa il rigore del possibile vantaggio in una gara poi persa. Un errore determinante in negativo. Solo i giocatori di grande carattere, però, si prendono certe responsabilità e lui, di carattere, ne ha da vendere. Poi bisogna metterci anche la crescita del giocatore che adesso sembra più completo, più pronto a giocare per la squadra senza per questo rinunciare ai gol che, detto per inciso, sono già 8.
Giovani. Vincere sul campo della prima e lanciarsi verso le altissime zone della classifica è bello. Il gusto però è ancora più dolce se si pensa che al 90’ lo Spezia aveva in campo ben quattro giocatori provenienti dal vivaio: Mozzachiodi, Cintoi, Ferdani e Del Padrone. In panchina, invece, c’erano Bertagna, Lollo, Dura e Triglia. Da quanto tempo non capitava?
Tifosi. La presenza ad Alghero è di quelle significative perché la trasferta nell’Ovest della Sardegna è lunga e scomoda sebbene la meta sia particolarmente invitante dal punto di vista turistico. Grande prova di attaccamento ma in trasferta il sostegno dei tifosi aquilotti è sempre stato consistente. E’ semmai in casa che si può e si deve fare meglio: adesso la squadra è in alto, gioca bene, vince e diverte. La società è solida e i risultati che stanno arrivando sono la testimonianza di ciò che Volpi sta seminando in positivo. Insomma, di motivi per continuare a disertare il Picco non ne esistono più.
CONTRO
Francamente non riusciamo a scovare lati negativi da questa giornata. Da domenica si darà la caccia alla vetta e, se Legnano-Rodengo dovesse finire pari, l’impresa potrebbe diventare realtà già dal prossimo turno. Ad ogni modo, per lo Spezia di D’Adderio, dovrebbe essere solo questione di tempo.
martedì 8 dicembre 2009
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