martedì 15 dicembre 2009

Pro e Contro: Spezia all'insegna della continuità

PRO
Continuità. Un pareggio interno contro una squadra di media classifica non può certo soddisfare, ma in questo momento è importante che lo Spezia riesca a dare continuità al proprio campionato. Come detto anche in altre circostanze, l’equilibrio che caratterizza il girone porta a pensare che riuscendo ad essere continuo lo Spezia possa scalare la classifica. In questo senso, allora, si può anche accettare il pari interno contro il Feralpisalò, squadra che comunque ha giocato una gara tatticamente accorta senza rinunciare al gioco. Ora il calendario dice Pro Sesto (fuori) e Villacidrese (al Picco) ad inizio 2010 a ridosso del big-match di Legnano: prima dei ‘lilla’ serve il pieno.
Vargas. Esordio dal primo minuto per il cileno. Nonostante si veda che gli manca da diversi mesi la gara vera, l’ex Empoli e Livorno mostra subito le caratteristiche che porta in dote alla squadra di D’Adderio. Duro in marcatura, è lui che si prende la responsabilità di avviare l’azione dalle retrovie, ma soprattutto esperienza e personalità da vendere: la difesa ha trovato il suo leader. Il gol e l’autorete nel finale sono estremi che si annullano ma in mezzo resta l’impressione che il peso specifico di Vargas nello Spezia sia davvero considerevole, anche perché trovando il ritmo partita non può che migliorare.
Botteghino. Siamo sempre piuttosto lontani dal Picco dei tempi migliori ma forse la gente sta tornando. I circa 2400 tra paganti ed abbonati fanno 300 persone in più rispetto all’ultima apparizione casalinga (poco meno di 2100 contro il Sudtirol), cioè quasi un incremento del 15%. Visti i tempi e la congiuntura del calcio italiano, dove la fuga dagli stadi è un po’ generalizzata, si tratta di dati tutto sommato positivi. Ora, se i risultati continueranno ad essere buoni, ci si può aspettare il definitivo salto di qualità. Intanto va registrato un clima decisamente più caldo intorno alla squadra.

CONTRO
Gestione. Peccato perché con un po’ più di attenzione gli aquilotti avrebbero potuto essere secondi solitari ad un punto dalla capolista Legnano. Le partite sono sempre diverse tra loro e spesso vanno interpretati i momenti. Quella contro il Feralpisalò non è stata una gara facile: la partenza spedita dei lombardi ha impedito allo Spezia di prendere campo da subito come era successo nelle ultime apparizioni ma in ogni caso i bianchi erano comunque passati a condurre. Nella ripresa la mossa di D’Adderio sembrava avere una logica: con Beretta e Lazzaro non al meglio, tolgo una punta ed inserisco un centrocampista come Bischeri che possa aiutare la squadra a controllare la gara attraverso il possesso palla. Questo il ragionamento subito supportato dalla realtà dei fatti. Peccato, allora, non essere riusciti a mantenere un risultato così prezioso andando a subire il gol (anzi, l’autogol) su un’azione di ‘mezzo contropiede’.
Bischeri. Premesso che chi scrive è un ammiratore del genere di giocatori ‘alla Bischeri’ perché loro sono il calcio, l’innesto dell’ex Rimini ha dato frutti perché tatticamente D’Adderio ha ottenuto ciò che voleva, vale a dire un maggior possesso palla, ma l’estroso centrocampista non ha reso per ciò che ci si aspettava. L’impressione è che Bischeri cerchi troppo il numero ad effetto, forse per dimostrare di essere tornato in tutti i sensi dopo la lunga assenza o forse per recuperare il terreno perduto. Fatto sta che troppo spesso le giocate sembrano essere fine a sé stesse, lontane da una logica di squadra. Eppure un Bischeri in forma farebbe fare un salto di qualità enorme a questa squadra in termini di fantasia ed imprevedibilità.

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