PRO
Enow. Fin qui il bilancio del camerunense di scuola Samp era già in attivo. Anche se non era arrivato con squilli di tromba il suo contributo è sempre stato di buon livello. Certo, al cross non è sempre stato impeccabile, ma per il resto è stata una bella sorpresa. Contro il Sudtirol è apparso a tratti devastante sulla corsia di sinistra: efficace in difesa ma anche in fase di spinta, dinamico, infaticabile. Nella ripresa ci ha messo pure una pezza chiudendo una diagonale da manuale che ha lo stesso valore di un gol. Se poi si considera che è un ragazzo del 1987, è presumibile che abbia anche interessanti margini di miglioramento.
Del Padrone. Il calcio, si sa, è fatto anche di episodi. Questo vale per le partite come per le carriere. Uno dei prodotti del vivaio aquilotto che ha deciso di restare anche dopo il fallimento, sta sfruttando appieno la sua occasione della vita: i 4 infortuni della prima di campionato, tutti nel settore di centrocampo, gli hanno permesso di mettersi in luce ma poi ha dovuto tirare fuori ciò che aveva in sé per ritagliarsi uno spazio importante. Settimana dopo settimana sta sempre più conquistando la fiducia di D’Adderio e la prestazione offerta contro il Sudtirol non fa che rafforzare la posizione del mediano spezzino. Meriterebbe, tra l’altro, un gol in campionato dopo quello segnato in Coppa Italia alla Lucchese: è infatti uno dei pochi a possedere nelle proprie corde un potente e preciso tiro da fuori area che utilizza senza timidezza. Continuando così lo vedremo presto anche nel tabellino dei marcatori.
Classifica. Sono bastate solo 4 gare allo Spezia per riportarsi a ridosso delle prime. Il torneo è estremamente equilibrato, tante squadre in pochi punti rendono se non altro incerto il girone. Di sicuro non era facile prevedere, dopo le 3 sconfitte consecutive, un ritorno così rapido dello Spezia nell’alta classifica e meno che mai si poteva pensare che il distacco dalle prime sarebbe stato così esiguo: solo 2 lunghezze.
Pubblico. Solo 2000 spettatori o poco più tra paganti ed abbonati per assistere alla partita più bella di un travagliato 2009. Sinceramente pochi ma sarebbe lunga rimettersi per l’ennesima volta ad analizzare i motivi, sebbene quello di Spezia resti di gran lunga il pubblico più numeroso del girone e tra i 3 più numerosi dell’intera Seconda Divisione. Contro il Sudtirol, però, si è visto finalmente un Picco davvero partecipe, grazie anche ad una squadra finalmente degna di tale nome e pronta a sputare sangue e sudore fino ed oltre il 90’. Un pubblico capace con i decibel e la sua partecipazione a dare sensazioni di un certo tipo agli interpreti in campo. Ora però c’è da lavorare sul numero, ma è certo che con uno Spezia vincente, oltre che piacevole a vedersi, le scalee di Viale Fieschi sono pronte a rianimarsi.
CONTRO
Aprea. Nel big-match di domenica prossima ad Alghero lo Spezia dovrà fare a meno del suo numero 1. Singolare il fatto che un portiere abbia impiegato meno di un girone, quello di andata, per collezionare le 4 ammonizioni che valgono un turno di stop forzato. Forse qualcosa in più per evitare tutto ciò si poteva fare, soprattutto per ciò che concerne i primi ‘gialli’, ma è un dato di fatto che la sanzione rimediata nella gara con il Sudtirol è davvero beffarda perché l’arbitro non ha colto che il fatto di far battere i rinvii dal fondo ad un difensore non era ostruzionismo bensì necessità (Aprea aveva problemi muscolari). Ora ad Alghero toccherà a Bertagna, reduce da un lungo stop e da poco rientrato con la Berretti, oppure a Mozzachiodi che però sarebbe all’esordio in una gara così delicata.
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