
Sono ancora freschi gli auguri di Natale che per lo Spezia è già tempo di ricominciare. Sotto l’albero i ragazzi di D’Adderio hanno trovato il primato che, anche se in nutrita compagnia, è un risultato straordinario se si pensa alla posizione di classifica degli aquilotti all’indomani delle 3 sconfitte consecutive con cui l’attuale tecnico aveva iniziato la propria avventura. In pochi, in quel momento, avrebbero scommesso su una così rapida scalata. La vetta, tra le altre cose, potrebbe dare ulteriori certezze ad una squadra che, anche con delle correzioni, è stata costruita per vincere. Lo Spezia del resto è una squadra completamente diversa da quella che ha iniziato il campionato, e non solo per la fisionomia ed il carattere che sono stati acquisiti con D’Adderio. La squadra che andrà a giocarsi la promozione nel girone di ritorno partendo, insieme ad altre, dalla ‘pole position’, è un complesso amplissimo, anche troppo per certi versi. Varini è vigile sul mercato in entrata ma anche in uscita qualche operazione si potrebbe concludere dopo la rescissione che ha portato Triglia in D al Casale. In porta, ad esempio, con Aprea verso il rientro, le nuove gerarchie potrebbero determinare la conferma di Mozzachiodi che così bene ha impressionato nelle ultime gare giocate, con la possibile partenza di Bertagna a fare esperienza.
In difesa con l’arrivo di Vargas, che ha già esordito ma che dopo la sosta dovrebbe colmare almeno in parte il gap con i compagni, ed il ritorno di Milone, si passerà da una situazione di emergenza ad una di abbondanza con ben 5 centrali oltre ad uno Scantamburlo che al centro ha fatto cose egregie. Non è da escludere, dunque, che per sfoltire una rosa attualmente composta da 26 giocatori possano fare le valigie uno tra Ronchetti e Buscaroli.
A centrocampo il recupero di capitan Grieco ed il tesseramento di Ferrarese rendono da un lato anche questo reparto estremamente nutrito e dall’altro segnano con ancora maggiore decisione la scelta di un modulo, il 4-4-2, che con D’Adderio ha dato una fisionomia tattica a questa squadra. Ecco allora che diventa tutta da verificare la permanenza di un giocatore che in estate era arrivato con grandissime aspettative come Bischeri ma che, complice anche un lungo infortunio con ricaduta, non è riuscito per ora a dare ciò che da lui ci si aspettava.
Poi c’è Carrara: l’argentino a Spezia è ancora un oggetto misterioso ed anche una sua partenza non è da escludere così come quelle di giovani come Dura e Lollo (di proprietà della Fiorentina) che solo giocando possono proseguire nel loro processo di maturazione.
In attacco, detto della partenza di Triglia, si cerca un attaccante che possa completare un reparto davvero ben assortito con Lazzaro (capocannoniere del girone), Beretta ed un Moro che dovrebbe ben presto rimettersi a disposizione. Il nome è sempre quello di Cesarini della Sarzanese che rappresenterebbe un investimento per il presente e soprattutto per il futuro. In attesa dei frutti del lavoro di Varini, insomma, lo Spezia si presenta ai nastri di partenza del 2010 con una rosa all’insegna dell’abbondanza.
In difesa con l’arrivo di Vargas, che ha già esordito ma che dopo la sosta dovrebbe colmare almeno in parte il gap con i compagni, ed il ritorno di Milone, si passerà da una situazione di emergenza ad una di abbondanza con ben 5 centrali oltre ad uno Scantamburlo che al centro ha fatto cose egregie. Non è da escludere, dunque, che per sfoltire una rosa attualmente composta da 26 giocatori possano fare le valigie uno tra Ronchetti e Buscaroli.
A centrocampo il recupero di capitan Grieco ed il tesseramento di Ferrarese rendono da un lato anche questo reparto estremamente nutrito e dall’altro segnano con ancora maggiore decisione la scelta di un modulo, il 4-4-2, che con D’Adderio ha dato una fisionomia tattica a questa squadra. Ecco allora che diventa tutta da verificare la permanenza di un giocatore che in estate era arrivato con grandissime aspettative come Bischeri ma che, complice anche un lungo infortunio con ricaduta, non è riuscito per ora a dare ciò che da lui ci si aspettava.
Poi c’è Carrara: l’argentino a Spezia è ancora un oggetto misterioso ed anche una sua partenza non è da escludere così come quelle di giovani come Dura e Lollo (di proprietà della Fiorentina) che solo giocando possono proseguire nel loro processo di maturazione.
In attacco, detto della partenza di Triglia, si cerca un attaccante che possa completare un reparto davvero ben assortito con Lazzaro (capocannoniere del girone), Beretta ed un Moro che dovrebbe ben presto rimettersi a disposizione. Il nome è sempre quello di Cesarini della Sarzanese che rappresenterebbe un investimento per il presente e soprattutto per il futuro. In attesa dei frutti del lavoro di Varini, insomma, lo Spezia si presenta ai nastri di partenza del 2010 con una rosa all’insegna dell’abbondanza.

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