
E' forse questo il momento più difficile della stagione dello Spezia. Il pari interno contro il Savona non ha permesso agli aquilotti di avvicinarsi (se non di un misero punto...) alla Biellese che osservava il turno di riposo e le lunghezze di svantaggio sono 6, oltre tutto suscettibili di aumentare visto che i lanieri recupereranno a Febbraio il match esterno contro il Lottogiaveno. La delusione sta nel fatto che lo Spezia di sabato scorso era quello rinforzato, che poteva contare su rientri importanti e su tutti i rinforzi di mercato. Più del risultato, per carità ottenuto non certo contro una squadra di sprovveduti, ha colpito la scarsa determinazione che ha caratterizzato la prestazione soprattutto nei primi 45 minuti. Cosa manca ancora per spiccare il volo? Cosa serve agli interpreti in campo per giocare una partita degna del Picco e del suo pubblico? E' probabilmente questo che si sono chiesti anche gli esponenti della Curva che al termine della partita hanno incontrato il Presidente Volpi e l'Amministratore Unico Iacopetti. Si è trattato dell'ennesimo incontro/chiarimento pretesto dai tifosi per cercare di capire cosa serva ancora per lasciare questa categoria. Al di là delle mille scusanti che questa società merita, soprattutto per le condizioni estremamente difficili che hanno caratterizzato il post-fallimento, è ora di fare quadrato e capire come intervenire per non lasciare nulla di intentato. In un momento come questo, nel quale le speranze di promozione diretta sembrano più legate ad un crollo della Biellese che ad uno Spezia schiacciasassi, una dirigenza ha l'obbligo di sedersi attorno ad un tavolo e capire se e come intervenire. Il mercato è praticamente chiuso, probabilmente arriverà ancora un giovane classe ’90, ma la rosa attuale conta di ben 28 elementi, roba da Champions League, e a detta dello stesso Rossi “l’organico è di prim’ordine’. Allora? E’ ovvio che se la Biellese continuerà a vincere sempre non ci sarà nulla da fare e, anzi, sarà necessario battere le mani alla squadra di Prina. Ciò che hanno chiesto i tifosi della Curva è però di non mollare, di non lasciare che questa categoria fagociti per un altro anno lo Spezia per inerzia ma si faccia di tutto e magari anche qualcosa di più per evitare un’altra stagione in D. Come? Iniziando a capire se davvero, come ancora Rossi ha detto, “qualche giocatore non ha capito dov’è e cosa si sta giocando”. E poi analizzare i motivi che hanno portato la squadra a giocare una gara definita alla vigilia ‘fondamentale’ in modo troppo molle, almeno nei primi 45 minuti. Serve parlarsi tra le componenti, magari fornendo al mister quelle sponde di cui tutti i tecnici hanno bisogno per centrare gli obiettivi.
Dal punto di vista tecnico bisogna capire se è necessario cambiare qualcosa. La sensazione (ma è un’opinione di chi scrive) è che per fare la formazione in questo contesto si debba partire da dei punti fermi: Fusco e Citterio in difesa; Herzan e Capuano a centrocampo; Lazzaro e Di Paola in attacco. Poi i 4 under, che possono variare fino ad un certo punto e comunque a seconda della forma individuale e delle circostanze. Resta un posto che dipenderà anche dalla scelta dei giovani mandati in campo. In questa maniera la squadra dovrebbe assumere quella identità di gioco e quella personalità che fino a questo momento le sono mancate. Rossi è chiamato a fare delle scelte, a capire chi sono i giocatori di cui fidarsi ciecamente per costruire una promozione al momento davvero complicata. L’unica certezza è che il girone esprime un livello davvero molto basso e questo è uno dei motivi per cui la Biellese, che è inferiore allo Spezia come organico ma evidentemente ha una spiccata identità di gioco e di squadra, ha trovato pochi veri ostacoli sul suo fin qui trionfale cammino. Ora però, con una rosa ampia e forte, tocca ai bianchi farsi largo nel grigiore della Serie D. Non è tardi ma quasi.
Dal punto di vista tecnico bisogna capire se è necessario cambiare qualcosa. La sensazione (ma è un’opinione di chi scrive) è che per fare la formazione in questo contesto si debba partire da dei punti fermi: Fusco e Citterio in difesa; Herzan e Capuano a centrocampo; Lazzaro e Di Paola in attacco. Poi i 4 under, che possono variare fino ad un certo punto e comunque a seconda della forma individuale e delle circostanze. Resta un posto che dipenderà anche dalla scelta dei giovani mandati in campo. In questa maniera la squadra dovrebbe assumere quella identità di gioco e quella personalità che fino a questo momento le sono mancate. Rossi è chiamato a fare delle scelte, a capire chi sono i giocatori di cui fidarsi ciecamente per costruire una promozione al momento davvero complicata. L’unica certezza è che il girone esprime un livello davvero molto basso e questo è uno dei motivi per cui la Biellese, che è inferiore allo Spezia come organico ma evidentemente ha una spiccata identità di gioco e di squadra, ha trovato pochi veri ostacoli sul suo fin qui trionfale cammino. Ora però, con una rosa ampia e forte, tocca ai bianchi farsi largo nel grigiore della Serie D. Non è tardi ma quasi.



