martedì 20 gennaio 2009

Spezia ad un bivio, reazione subito o è finita


E' forse questo il momento più difficile della stagione dello Spezia. Il pari interno contro il Savona non ha permesso agli aquilotti di avvicinarsi (se non di un misero punto...) alla Biellese che osservava il turno di riposo e le lunghezze di svantaggio sono 6, oltre tutto suscettibili di aumentare visto che i lanieri recupereranno a Febbraio il match esterno contro il Lottogiaveno. La delusione sta nel fatto che lo Spezia di sabato scorso era quello rinforzato, che poteva contare su rientri importanti e su tutti i rinforzi di mercato. Più del risultato, per carità ottenuto non certo contro una squadra di sprovveduti, ha colpito la scarsa determinazione che ha caratterizzato la prestazione soprattutto nei primi 45 minuti. Cosa manca ancora per spiccare il volo? Cosa serve agli interpreti in campo per giocare una partita degna del Picco e del suo pubblico? E' probabilmente questo che si sono chiesti anche gli esponenti della Curva che al termine della partita hanno incontrato il Presidente Volpi e l'Amministratore Unico Iacopetti. Si è trattato dell'ennesimo incontro/chiarimento pretesto dai tifosi per cercare di capire cosa serva ancora per lasciare questa categoria. Al di là delle mille scusanti che questa società merita, soprattutto per le condizioni estremamente difficili che hanno caratterizzato il post-fallimento, è ora di fare quadrato e capire come intervenire per non lasciare nulla di intentato. In un momento come questo, nel quale le speranze di promozione diretta sembrano più legate ad un crollo della Biellese che ad uno Spezia schiacciasassi, una dirigenza ha l'obbligo di sedersi attorno ad un tavolo e capire se e come intervenire. Il mercato è praticamente chiuso, probabilmente arriverà ancora un giovane classe ’90, ma la rosa attuale conta di ben 28 elementi, roba da Champions League, e a detta dello stesso Rossi “l’organico è di prim’ordine’. Allora? E’ ovvio che se la Biellese continuerà a vincere sempre non ci sarà nulla da fare e, anzi, sarà necessario battere le mani alla squadra di Prina. Ciò che hanno chiesto i tifosi della Curva è però di non mollare, di non lasciare che questa categoria fagociti per un altro anno lo Spezia per inerzia ma si faccia di tutto e magari anche qualcosa di più per evitare un’altra stagione in D. Come? Iniziando a capire se davvero, come ancora Rossi ha detto, “qualche giocatore non ha capito dov’è e cosa si sta giocando”. E poi analizzare i motivi che hanno portato la squadra a giocare una gara definita alla vigilia ‘fondamentale’ in modo troppo molle, almeno nei primi 45 minuti. Serve parlarsi tra le componenti, magari fornendo al mister quelle sponde di cui tutti i tecnici hanno bisogno per centrare gli obiettivi.
Dal punto di vista tecnico bisogna capire se è necessario cambiare qualcosa. La sensazione (ma è un’opinione di chi scrive) è che per fare la formazione in questo contesto si debba partire da dei punti fermi: Fusco e Citterio in difesa; Herzan e Capuano a centrocampo; Lazzaro e Di Paola in attacco. Poi i 4 under, che possono variare fino ad un certo punto e comunque a seconda della forma individuale e delle circostanze. Resta un posto che dipenderà anche dalla scelta dei giovani mandati in campo. In questa maniera la squadra dovrebbe assumere quella identità di gioco e quella personalità che fino a questo momento le sono mancate. Rossi è chiamato a fare delle scelte, a capire chi sono i giocatori di cui fidarsi ciecamente per costruire una promozione al momento davvero complicata. L’unica certezza è che il girone esprime un livello davvero molto basso e questo è uno dei motivi per cui la Biellese, che è inferiore allo Spezia come organico ma evidentemente ha una spiccata identità di gioco e di squadra, ha trovato pochi veri ostacoli sul suo fin qui trionfale cammino. Ora però, con una rosa ampia e forte, tocca ai bianchi farsi largo nel grigiore della Serie D. Non è tardi ma quasi.

venerdì 9 gennaio 2009

Sorpresa in Lega Pro: comandano le squadre provenienti dalla D


La Serie D non è certo il massimo da un punto di vista spettacolare, tanto più per chi, come lo Spezia, era fino a pochi mesi fa in Serie B dove il livello è mediamente alto per non parlare della Cadetteria di due anni fa addirittura molto vicina alla Serie A. Se ne è accorto il pubblico del Picco che ha, sì, subito un calo ma di certo è sempre tra i più numerosi di quelli di tutti i gironi di Serie D e anche di gran parte degli stadi di Lega Pro. Ecco un ulteriore motivo che rende fondamentale togliersi al più presto da questa categoria. C’è un dato, però, che deve far riflettere e che si ricollega al progetto con il quale si sono presentati a Spezia Volpi e Iacopetti. L’intento dichiarato, al di là delle polemiche legate a questi mesi di alti e bassi, è senza dubbio la risalita in categorie più consone al blasone del club e soprattutto all’importanza che la piazza spezzina si è costruita nella sua storia. Chiaro che nemmeno la Seconda Divisione è un punto di arrivo e c’è chi giura che l’obiettivo di medio-lungo periodo del presidente della Pro Recco sia quello di ridare allo Spezia quella categoria abbandonata in malo modo a Giugno 2008.
Ora lo Spezia è impegnato in un serrato inseguimento nei confronti di Casale e Biellese, squadre che fin qui hanno mostrato organizzazione e coesione. Intanto, però, la notizia che i Playoff non saranno cancellati ha un duplice risvolto positivo: da una parte farà sì che il campionato di Serie D sia più combattuto fino alla fine, senza squadre che in Primavera non hanno più nulla da chiedere. Di certo una buona notizia per chi insegue come gli aquilotti. Inoltre nel caso malaugurato, ed al quale nessuno per ora vuole pensare, di uno Spezia costretto ai Playoff, questi rappresenterebbero una sorta di carta della disperazione o, per dirla all’americana, di ‘wild-card’ per entrare comunque nella Lega Pro, anche se passando dalla porta di servizio. In ogni caso non bisogna dimenticare che i Playoff di Serie D sono molto diversi da quelli di Lega Pro: più lunghi, con le vincenti dei vari gironi che vanno a scontrarsi le une con le altre (gare di sola andata) fino a stilare una graduatoria, e senza certezze in merito alle promozioni, visto che il salto di categoria è comunque condizionato dal numero di squadre non iscritte alla Lega Pro. Ogni anno comunque i Playoff promuovono un certo quantitativo di compagini: l’anno scorso, ad esempio, sono state ben 5 le formazioni ripescate utilizzando la graduatoria finale dei Playoff, vale a dire Sambonifacese, Colligiana, Alghero, Montichiari e Barletta.
Ma c’è un altro aspetto interessante per chi, come lo Spezia e la sua dirigenza, guarda oltre la vittoria del presente campionato. Se si osserva chi comanda le classifiche dei tre gironi di Seconda Divisione si scoprirà che le capolista sono tre formazioni provenienti dalla D: l’Alessandria nel girone A, il Figline (a pari merito con il Viareggio) nel girone B ed il Cosenza nel girone C. Se non è una dato matematico va preso, almeno, come un importante segnale di incoraggiamento per un club che vuole tornare nel calcio che conta.

mercoledì 7 gennaio 2009

Lo Spezia ingaggia Giacomo Innocenti


Lo Spezia Calcio ha perfezionato in mattinata l'ingaggio del giovane centrocampista spezzino, classe '89, Giacomo Innocenti; il ragazzo, di proprietà del Genoa, era in prestito alla Pro Belvedere Vercelli, prima nel girone B di Serie D. Giocatore dalle spiccate doti offensive, può giocare esterno sia a destra che a sinistra ed all'occarrenza può disimpegnarsi anche come trequartista. Sarà a disposizione di mister Rossi appena completate le visite mediche
(fonte: www.acspezia.com)

Spezia al giro di boa, tutto in 18 finali


L’ultimo turno di andata del campionato di Serie D si è trasformato da possibile giornata favorevole per un eventuale avvicinamento dello Spezia alle battistrada, a convinto sospiro di sollievo. Sì perché dopo la rete in rovesciata di Mastrojanni, centravanti della Novese, con le notizie dei gol di Biellese e Casale in trasferta, per i bianchi si prospettava lo spettro di un campionato quasi definitivamente chiuso. E’ bastata, però, l’accelerata nel finale di frazione per arrivare ai due penalty che hanno ribaltato un risultato a dir poco compromettente contro un avversario, a voler esser buoni, volenteroso ma modesto.
Il turno di riposo capita tutto sommato nel momento giusto. Rossi ed il suo staff avranno modo di mettere a punto i richiami atletici opportuni per incamerare la benzina che nel girone di ritorno deve far volare gli aquilotti. Inoltre alla ripresa contro il Savona dovrebbero tornare a disposizione i tanti assenti che hanno costretto il tecnico spezzino a schierare, tanto per fare degli esempi, Fusco a centrocampo ed un ’91 come Ballani dal primo minuto. Infine, le due settimane permetteranno alla dirigenza di sistemare la fastidiosa faccenda burocratica che finora ha impedito ad Herzan di scendere in campo. E’ abbastanza? Un fatto pare certo: a livello di rosa lo Spezia al completo non teme il confronto con nessuno. Il problema semmai è un altro: Biellese e Casale sembrano inarrestabili, hanno meccanismi che funzionano a dovere e quelle gare da recuperare che potrebbero aumentare il vantaggio sullo Spezia. Se, per ipotesi, la Biellese vincesse domenica ad Aosta e si ripetesse a Giaveno nel recupero, i bianchi giocherebbero contro il Savona con il ‘peso psicologico’ di un –10 che sicuramente non aiuterebbe ad esprimersi al meglio.
Nel frattempo la società deve anche correre ai ripari per quei giovani (uno o due) che andranno a completare il pacchetto di under a disposizione di Rossi: il match contro la Novese ha dimostrato che in caso di emergenza ci sono alcuni ruoli scoperti come quello di Frateschi che, essendo un ’89, non ha molte alternative. A quel punto, con la rosa al completo, con il rientro di pedine imprescindibili come Lazzaro, e magari l’esordio di un calciatore come Herzan, questa squadra deve dimostrare di sapersi imporre ovunque e con chiunque. Già, perché delle due l’una: o la Biellese è formata da extraterrestri (ma ci sentiremmo di escluderlo), oppure il problema è che ci sono talmente tante squadre di basso livello che una compagine formata da buoni giocatori ed una forte amalgama come quella di mister Prina, è sufficiente per farla da padrona. Ora lo Spezia ha, per così dire, studiato per un intero girone ma alla ripresa mancheranno 18 incontri, ognuno dei quali metterà in palio punti fondamentali e pesantissimi: da ora in poi ogni scivolone potrebbe essere quello fatale.