
Rimpianti-1. Inutile negare che quella di Casale è la vittoria dei rimpianti. La gara sul campo dei nerostellati era giustamente temuta sia perché la squadra piemontese era la terza forza del campionato, sia perché proprio il Casale stava attraversando un ottimo momento di forma. Forse il peggior cliente da affrontare in questo momento, eppure la squadra di Rossi ha bissato la partenza sprint già mostrata contro l’Entella in casa ed in pratica ha chiuso la gara nei primi 25 minuti. Ed è proprio qui che stanno probabilmente i rimpianti: nel fatto che lo Spezia raramente, soprattutto in casa, ha mostrato quell’aggressività e quella ‘fame’ delle quali il poco illustre avversario di turno era invece ben fornito.
Decompressione. Il sospetto è che lo 0-0 di Biella sia stata una sorta di camera di decompressione per gli aquilotti. Dopo il pari del ‘Lamarmora’ i bianchi sono sembrati più liberi mentalmente da quella pressione che per gran parte del torneo, come si è detto da più parti, ha attanagliato la squadra. Ecco le prestazioni con l’Entella e di Casale a mostrare uno Spezia finalmente arrembante, convinto dei propri mezzi e voglioso di dimostrare la propria superiorità contro ogni avversario, come se la mancata vittoria nello scontro diretto avesse tolto un peso alla squadra di Marco Rossi.
Rimpianti-2. Lo Spezia attuale è ben diverso da quello di inizio stagione. Anche a livello tattico Rossi ha deciso di cambiare qualcosa nel modulo base che da 3-5-2 è passato al 4-4-2. Con Herzan e Capuano gli aquilotti giocano in pratica senza un regista classico e due esterni piuttosto abili nella fase offensiva. E’ una squadra con un centrocampo più muscolare che sopperisce all’assenza di un giocatore in grado di dettare i ritmi (che in altre occasioni è stato alternativamente Pessotto o Antonelli) con maggiori intensità e dinamismo, qualità che in categoria non sono certo da buttare. Detto questo, però, non si può non notare che l’infortunio di Herzan è stato molto pesante e lo si capisce ora che il ceco è tornato a disposizione. Allo stesso modo il k.o. prolungato di capitan Fusco e qualche assenza qua e là di bomber Lazzaro non sono proprio particolari insignificanti. Ed i rimpianti aumentano.
Decompressione. Il sospetto è che lo 0-0 di Biella sia stata una sorta di camera di decompressione per gli aquilotti. Dopo il pari del ‘Lamarmora’ i bianchi sono sembrati più liberi mentalmente da quella pressione che per gran parte del torneo, come si è detto da più parti, ha attanagliato la squadra. Ecco le prestazioni con l’Entella e di Casale a mostrare uno Spezia finalmente arrembante, convinto dei propri mezzi e voglioso di dimostrare la propria superiorità contro ogni avversario, come se la mancata vittoria nello scontro diretto avesse tolto un peso alla squadra di Marco Rossi.
Rimpianti-2. Lo Spezia attuale è ben diverso da quello di inizio stagione. Anche a livello tattico Rossi ha deciso di cambiare qualcosa nel modulo base che da 3-5-2 è passato al 4-4-2. Con Herzan e Capuano gli aquilotti giocano in pratica senza un regista classico e due esterni piuttosto abili nella fase offensiva. E’ una squadra con un centrocampo più muscolare che sopperisce all’assenza di un giocatore in grado di dettare i ritmi (che in altre occasioni è stato alternativamente Pessotto o Antonelli) con maggiori intensità e dinamismo, qualità che in categoria non sono certo da buttare. Detto questo, però, non si può non notare che l’infortunio di Herzan è stato molto pesante e lo si capisce ora che il ceco è tornato a disposizione. Allo stesso modo il k.o. prolungato di capitan Fusco e qualche assenza qua e là di bomber Lazzaro non sono proprio particolari insignificanti. Ed i rimpianti aumentano.
Trappole. Questa volta ci ha pensato un giocatore avversario a facilitare la corsa, di per sé trionfale, della Biellese. I ragazzi di Prina hanno vinto molte gare negli ultimi minuti, tantissime nella parte finale. In questo caso il gol vittoria contro l’Albese è giunto a 13 minuti dalla fine di una gara che cominciava a diventare parecchio complicata: a risolvere gli imbarazzi dei lanieri, che dopo un bel primo tempo stavano accusando una certa flessione nella ripresa, ci ha pensato il difensore ospite Busato a battere con un incredibile colpo di testa il proprio portiere. Forse ha ragione Rossi nel dire che questi sono segni del destino ma è normale andare adesso a vedere dove possono ancora esserci appigli per un’eventuale rimonta. Se lo Spezia non può esimersi, per sperare, dal mettere insieme 18 punti in 6 partite (Cuneo, Derthona, Rivarolese in casa, Sestrese, Lavagnese e Novese fuori non sembrano rendere l’impresa infattibile…), alla Biellese servono 5 vittorie per la matematica. Delle 6 gare che mancano quella di Sarzana sembra la più complicata. E poi? Il Rivoli in trasferta è avversario ancora motivato ma di certo non insormontabile. Ancora meno lo sembrano Ciriè e Lottogiaveno attese al ‘Lamarmora’. Restano la trasferta contro un Sestri Levante invischiato nella lotta salvezza e l’ultima in casa contro una Pro Settimo che sembra aver finito la propria verve proprio con il 3-1 inflitto agli aquilotti. Non impossibile ma molto difficile, questo sì.




