lunedì 30 marzo 2009

A Casale vincono i rimpianti


Rimpianti-1. Inutile negare che quella di Casale è la vittoria dei rimpianti. La gara sul campo dei nerostellati era giustamente temuta sia perché la squadra piemontese era la terza forza del campionato, sia perché proprio il Casale stava attraversando un ottimo momento di forma. Forse il peggior cliente da affrontare in questo momento, eppure la squadra di Rossi ha bissato la partenza sprint già mostrata contro l’Entella in casa ed in pratica ha chiuso la gara nei primi 25 minuti. Ed è proprio qui che stanno probabilmente i rimpianti: nel fatto che lo Spezia raramente, soprattutto in casa, ha mostrato quell’aggressività e quella ‘fame’ delle quali il poco illustre avversario di turno era invece ben fornito.
Decompressione. Il sospetto è che lo 0-0 di Biella sia stata una sorta di camera di decompressione per gli aquilotti. Dopo il pari del ‘Lamarmora’ i bianchi sono sembrati più liberi mentalmente da quella pressione che per gran parte del torneo, come si è detto da più parti, ha attanagliato la squadra. Ecco le prestazioni con l’Entella e di Casale a mostrare uno Spezia finalmente arrembante, convinto dei propri mezzi e voglioso di dimostrare la propria superiorità contro ogni avversario, come se la mancata vittoria nello scontro diretto avesse tolto un peso alla squadra di Marco Rossi.
Rimpianti-2. Lo Spezia attuale è ben diverso da quello di inizio stagione. Anche a livello tattico Rossi ha deciso di cambiare qualcosa nel modulo base che da 3-5-2 è passato al 4-4-2. Con Herzan e Capuano gli aquilotti giocano in pratica senza un regista classico e due esterni piuttosto abili nella fase offensiva. E’ una squadra con un centrocampo più muscolare che sopperisce all’assenza di un giocatore in grado di dettare i ritmi (che in altre occasioni è stato alternativamente Pessotto o Antonelli) con maggiori intensità e dinamismo, qualità che in categoria non sono certo da buttare. Detto questo, però, non si può non notare che l’infortunio di Herzan è stato molto pesante e lo si capisce ora che il ceco è tornato a disposizione. Allo stesso modo il k.o. prolungato di capitan Fusco e qualche assenza qua e là di bomber Lazzaro non sono proprio particolari insignificanti. Ed i rimpianti aumentano.

Trappole. Questa volta ci ha pensato un giocatore avversario a facilitare la corsa, di per sé trionfale, della Biellese. I ragazzi di Prina hanno vinto molte gare negli ultimi minuti, tantissime nella parte finale. In questo caso il gol vittoria contro l’Albese è giunto a 13 minuti dalla fine di una gara che cominciava a diventare parecchio complicata: a risolvere gli imbarazzi dei lanieri, che dopo un bel primo tempo stavano accusando una certa flessione nella ripresa, ci ha pensato il difensore ospite Busato a battere con un incredibile colpo di testa il proprio portiere. Forse ha ragione Rossi nel dire che questi sono segni del destino ma è normale andare adesso a vedere dove possono ancora esserci appigli per un’eventuale rimonta. Se lo Spezia non può esimersi, per sperare, dal mettere insieme 18 punti in 6 partite (Cuneo, Derthona, Rivarolese in casa, Sestrese, Lavagnese e Novese fuori non sembrano rendere l’impresa infattibile…), alla Biellese servono 5 vittorie per la matematica. Delle 6 gare che mancano quella di Sarzana sembra la più complicata. E poi? Il Rivoli in trasferta è avversario ancora motivato ma di certo non insormontabile. Ancora meno lo sembrano Ciriè e Lottogiaveno attese al ‘Lamarmora’. Restano la trasferta contro un Sestri Levante invischiato nella lotta salvezza e l’ultima in casa contro una Pro Settimo che sembra aver finito la propria verve proprio con il 3-1 inflitto agli aquilotti. Non impossibile ma molto difficile, questo sì.

sabato 28 marzo 2009

Spezia a Casale tra speranze, sfide mancate ed un occhio ai Playoff


Strana partita Casale-Spezia. I bianchi si giocano se non altro la possibilità di mantenere accesa quella fiammella chiamata speranza, che nel calcio può essere niente o a volte tutto. Lo fanno però senza bomber Lazzaro, vittima di un problema muscolare, un’assenza pesante che farà tra le altre cose saltare il derby del gol con il canadese del Casale Uccello, l’altro attaccante che divide proprio con Lazzaro la vetta della classifica marcatori. Certo, Marco Rossi avrebbe rinunciato più volentieri a qualsiasi altro calciatore a sua disposizione, ma evidentemente in questa stagione c’è sempre qualcosa destinato a non far quadrare i conti.
Si diceva delle residue speranze di primo posto. Con la Biellese impegnata in casa contro l’Albese, in un match non scontato ma sicuramente nemmeno impossibile, è ovvio che lo Spezia deve vincere a Casale contro una squadra che attraversa un ottimo momento di forma. Scopri però, altra stranezza, che se la lotta contro la Biellese impone i 3 punti agli aquilotti, quella per la composizione della griglia Playoff suggerisce vivamente di non perdere per non rischiare di mettere a repentaglio anche quel secondo posto che, regolamento alla mano, sembra più di un’ipoteca sul passaggio ai gironi a tre squadre che caratterizzano la fase successiva. Insomma una gara tutta da interpretare ed il rischio, in caso di sconfitta, di ritrovarsi in un colpo solo definitivamente fuori dalla corsa al primato e con un avversario a dir poco scomodo alle calcagna.
Rossi, come detto, non avrà Lazzaro e potrebbe riproporre al fianco di Di Paola quel Nieto che all’andata fu l’eroe di turno regalando con una prodezza la vittoria allo Spezia al quarto minuto di recupero. A pensarci bene quello fu probabilmente il momento più bello ed esaltante per il popolo del Picco, al termine di una gara che ha trasformato il vecchio impianto di Viale Fieschi in una polveriera. Proprio come ai vecchi tempi. Potrebbe esserci spazio anche per Fusco che in settimana ha disputato 90 minuti in amichevole a Forte dei Marmi, mentre Herzan pare trovare sempre più il ritmo partita.
Se lo Spezia non tornerà da Casale con l’intera posta, e contestualmente la Biellese battesse in casa l’Albese, ecco che per i bianchi si aprirebbe ufficialmente una fase davvero delicata. Da una parte la necessità di metabolizzare la delusione per quello che sarebbe un fallimento sportivo (in pratica fuori dai giochi già a fine Marzo); dall’altra la notizia, nell’aria ma ufficializzata solo in settimana, della disputa dei Playoff. Con tante squadre in Lega Pro in difficoltà economiche, come dimostra anche la recente raffica di penalizzazioni inflitte ad una decina di formazioni a causa di irregolarità o ritardi nei pagamenti, quella dei Playoff può essere una via importante per raggiungere comunque il risultato per cui si è lavorato una stagione. Certo, sarebbe un rientro dalla porta di servizio ed in ogni caso tutto da conquistare sul campo, ma mai come in questo caso sembra appropriato il machiavellico “fine che giustifica i mezzi”.

mercoledì 25 marzo 2009

Rovani spiega il dietrofront sulla scuola calcio


Lo Spezia Calcio ha deciso: dalla prossima stagione il settore giovanile sarà strutturato diversamente con la rinuncia mirata alla scuola calcio nel quadro di una maggiore collaborazione con le società del territorio. Una notizia che è stata accolta con molto scetticismo e non senza polemiche dalla città sportiva anche se la sensazione è che in questo momento ogni aspetto riguardante lo Spezia risenta in maniera negativa delle difficoltà relative alla prima squadra che vede ridotte al lumicino le speranze di primo posto. In effetti la rinuncia alla scuola calcio, di per sé, non è sinonimo di ‘ cattive notizie’ a prescindere ma certo ha lasciato spiazzati soprattutto i genitori e tutti coloro che fino ad oggi hanno lavorato con i più giovani nel settore giovanile aquilotto.
Quello che ha stupito, semmai, è il fatto che qualcosa è cambiato abbastanza repentinamente nelle intenzioni della dirigenza del club bianco se è vero che proprio Rovani aveva dichiarato in un’intervista del 10 Febbraio rilasciata a Cronaca4: “L’intenzione della società è quella di fare anche la scuola calcio. Del resto nell’ultimo periodo possiamo vedere che tutti i più grossi club di Serie A stanno tornando alla creazione di scuole calcio proprie, in questo senso c’è un ritorno. Inoltre c’è da fare un'altra considerazione: allo Spezia, a causa del fallimento, mancano delle vere e proprie annate di ragazzi, anche perché questo è stato un terreno piuttosto saccheggiato dalle altre società, quindi il modo migliore per ricostruire è quello di partire anche dal basso, dalla scuola calcio appunto. Deve esserci assoluta collaborazione con le altre società del territorio”.
Cosa è cambiato nel frattempo? Iacopetti, nella lettera con la quale ha comunicato alle famiglie la rinuncia alla scuola calcio, ha sintetizzato in 3 punti i principali motivi della scelta: il calcio fino ad 11 anni inteso all’interno degli oratori e con le società del quartiere, famiglie come principale mezzo di sostentamento delle scuole calcio delle piccole società, campionato esordienti base di partenza per l’attività agonistica. Motivazioni che non hanno dissipato i dubbi delle famiglie. Alla base della decisione c’è la percezione di un certo malcontento delle società del territorio nei confronti dello Spezia, come conferma lo stesso Rovani: “Si è deciso di dare al settore giovanile un’impostazione volta a cercare la collaborazione delle società che vogliono partecipare al progetto. Perché questo cambio di rotta? Quando sono arrivato sembrava che l’intendimento fosse quello di mantenere la scuola calcio, poi la società ha deciso di prendere atto di questa sorta di insoddisfazione delle piccole società che vedevano nello Spezia un avversario che porta via risorse”.In pratica si lavorerà per rendere le società del territorio, almeno di quelle che vorranno far parte del progetto, un vero e proprio serbatoio tenendo anche presente che a 11 anni magari è anche più semplice individuare una buona prospettiva in un ragazzo. “Il messaggio che deve passare –continua Rovani- è che noi non abbandoniamo i ragazzi. Semmai si tratta di un arrivederci. Senza contare che esistono società con strutture e competenze per farli crescere. Il nostro intendimento, poi, è quello di non far pagare le quote di iscrizione per giocare nello Spezia. Devo dire che i primi riscontri da parte delle società sono stati positivi ma ora dobbiamo lavorare per strutturarci al meglio naturalmente senza dimenticare chi ha dato una mano fino ad oggi”.

venerdì 20 marzo 2009

Il pari di Biella, un'occasione persa


L’impresa non c’è stata. Lo Spezia, che molto aveva puntato sulla gara di Biella, esce dal ‘Lamarmora’ con gli stessi 4 punti di svantaggio con i quali era entrato. Un distacco che fa gioco proprio alla squadra di Prina che non è riuscita a chiudere il campionato nonostante vi sia andata più vicina degli aquilotti, ma di sicuro dopo il pari interno è un po’ più prossima a quella promozione che, per quanto si è visto fin qui, è assolutamente meritata. Di contro va detto che un +4 non ti permette distrazioni a cominciare da domenica prossima quando la Biellese farà visita al Savona in una giornata, sulla carta, più favorevole allo Spezia impegnato al ‘Picco’ contro l’Entella.
Anche a Biella lo Spezia è sembrato prigioniero dei suoi limiti, quelli di una squadra che fatica a mostrare una decisa personalità, caratteristica necessaria per imporsi in match ad alta tensione come quello di mercoledì scorso. Troppo compassata la squadra di Marco Rossi, troppo molle in certi frangenti. Questo gli imputano anche i tifosi che per la verità hanno tenuto duro fino a questo momento ma adesso cominciano a dare segni di insofferenza. E come dargli torto.
E adesso su cosa si fondano le residue speranze dello Spezia? E’ onesto dire che dopo 30 giornate non è possibile aspettarsi improvvise metamorfosi di gioco o, ancora più difficile, di personalità. Tradotto: lo Spezia è questo e resterà tale fino alla fine, comunque vada. Recuperare 4 punti ad una squadra quadrata e continua come la Biellese nelle ultime 8 giornate sembra più esercizio teorico perché la storia di questo campionato sembrerebbe togliere ogni speranza. Però il calcio è strano e le rimonte, anche più clamorose di quella richiesta allo Spezia, sono molto numerose. Ma di questo si tratterebbe, di un qualcosa di clamoroso che in parte costituirebbe un’inversione di tendenza rispetto ai valori che sono stati espressi fino ad ora. Senza contare che a livello ambientale tutto rischia di complicarsi terribilmente.
Lo Spezia ha affrontato la partita contro la Biellese ben sapendo che una sconfitta avrebbe posto la parola fine alle speranze di primo posto ma il pari non può davvero far sorridere. In pratica per sperare i bianchi dovranno fare il pieno o quasi nelle restanti 8 partite, una striscia che finora non è mai riuscita. Altrimenti ci saranno i Playoff da affrontare. Di solito si dice che si tratta di una lotteria ma in questo caso i Playoff di Serie D sembrano essere più lotteria di quelli della ex Serie C: più lunghi, difficili e soprattutto senza certezze riguardo alla promozione finale. Per ora in seno al club aquilotto preferiscono non pensarci, volendo indirizzare ogni sforzo verso l’improbabile rimonta.
Semmai, a pensarci bene, il difficile adesso sembra quello di dover giocare con l’obbligo di vincere sapendo che se la Biellese fa altrettanto non sarà servito a niente. Si dirà: nessuna novità, è stato così fino ad ora. La differenza, però, è che prima si pensava allo scontro diretto come ad una ghiotta occasione per ridurre lo svantaggio. Un’occasione andata persa, però…

lunedì 16 marzo 2009

Biellese-Spezia vale più di un campionato


Pensi a Biellese-Spezia e ti vengono in mente quelle sfide che fanno la storia di club e campionati. Ce ne sono tanti di scontri al vertice, anche nella storia recente dello Spezia, che hanno analogie, al di là degli interpreti e della categoria, con il match in programma mercoledì pomeriggio al ‘Lamarmora’. Tra gli altri si ricordano lo Spezia-Alessandria del campionato di C2 1999/2000 o, ancora più importante, lo Spezia-Genoa dell’Aprile 2006 con la storica affermazione degli aquilotti che lanciò l’assalto poi riuscito ad una serie cadetta che in riva al Golfo mancava da 55 anni. Le maggiori analogie, però, sembrano quelle con un’altra storica gara del recente passato del club bianco. E’ il 7 Aprile 2002 quando lo Spezia scende in campo a Livorno contro la squadra di Iaconi capolista in C1. Un duello lungo ed appassionante che si infiamma nel girone di ritorno di quella C1 quando lo Spezia inanella una serie di risultati che lo riporta a ridosso. A 5 giornate dalla fine lo scontro diretto in Toscana con il Livorno avanti di 4 lunghezze, proprio come la Biellese in questa stagione. Quel giorno Mandorlini, tecnico dello Spezia, azzecca la gara perfetta ed ammutolisce un ‘Picchi’ esaurito e già pavesato a festa grazie ad un gol di Francolino Fiori. Certo, da allora in poi il Livorno non avrebbe più sbagliato nulla e quel punticino di vantaggio alla fine sarebbe risultato decisivo per la promozione in Serie B dei labronici, però nel caso del duello tra Spezia e Biellese le giornate che mancheranno alla fine dopo lo scontro diretto saranno ben 8 e non è detto che nessuno sbagli più nulla.
Al di là del contesto assolutamente diverso, sia per la categoria che per il momento delle due protagoniste, Biellese-Spezia assomiglia tanto a quel Livorno-Spezia. Prina, il tecnico della Biellese, sa che un eventuale pari non chiuderebbe ogni discorso ma i suoi avrebbero un buon 70% di promozione in tasca. Questo suggerisce anche quello che potrebbe essere il copione della sfida con lo Spezia alla ricerca della vittoria ma con il raziocinio necessario a non prestare il fianco alle ripartenze dei lanieri, particolarmente abili sotto questo profilo. I bianchi dal canto loro non sono nel loro migliore momento, pur in una stagione dove hanno sempre faticato a trovare continuità di prestazioni e risultati. Contro il Val d’Aosta hanno disputato un primo tempo che ha fatto arrabbiare un po’ tutti, da Marco Rossi ai tifosi. Nella ripresa 3 gol in una ventina di minuti hanno rimesso le cose a posto ma è indubbio che a Biella servirà ben altro in termini di prestazione. Come ha sottolineato il tecnico spezzino, comunque, nemmeno la Biellese nell’ultimo periodo ha nascosto qualche difficoltà e anche a Novi, dove il 4-0 finale è frutto di una differenza di valori enorme, la gara è filata via sui binari dell’equilibrio per oltre un’ora con i modesti padroni di casa che possono recriminare per un legno colpito sullo 0-1.Peccato, poi, che lo Spezia giunga al big-match con assenze del calibro di capitan Fusco, Ondrej Herzan e Vanni Pessotto, gente che anche in termini di esperienza un allenatore vorrebbe sempre in campo, soprattutto in sfide da dentro o fuori come questa. Ma se queste assenze erano ormai messe in preventivo, Rossi sembra paradossalmente più in difficoltà per la squalifica di Cintoi. Il motivo è presto detto: la mancanza del difensore mette a nudo la pecca principale della rosa spezzina (che conta di ben 28 elementi), vale a dire i pochi ’89 in rosa. In pratica Rossi ha solo due alternative ma entrambe implicano delle controindicazioni. La prima prevede la sostituzione, logica, di Cintoi con Ivani; un under per un under, stesso ruolo. Questo permetterebbe a Rossi di mantenere il 4-4-2 delle ultime settimane ma, come lo stesso allenatore aquilotto ha dichiarato, Ivani, oltre ad avere problemi fisici che lo hanno escluso dalla convocazione con l’Aosta, non stava attraversando un gran periodo di forma. L’altra ipotesi, più complessa, vede l’inserimento di Innocenti, anche lui un ’89, ma questa soluzione determinerebbe qualche esclusione eccellente oltre probabilmente, ad un cambio di modulo. La patata bollente, insomma, passa nelle mani di Rossi che con questa partita si gioca il campionato e forse la possibilità di continuare la sua avventura a Spezia anche nella prossima stagione. Una gara, insomma, che per lo Spezia rappresenta più di un campionato anche perché questa piazza, ferita per la retrocessione dalla B con annesso fallimento e rinascita dai dilettanti, un’altra stagione in una categoria così inadeguata sarebbe un danno davvero molto pesante. Passi pure che già c’è chi mette le mani avanti e parla di uno Spezia comunque promosso a fine stagione in un modo o nell’altro… Sono discorsi che è meglio pesare nella giusta maniera anche perché a Verona, sponda Hellas, aspettavano il fallimento del Messina che poi arrivò solo un anno più tardi. Fuori tempo massimo.

giovedì 12 marzo 2009

Spezia, l'ora della verità


Aria pesante. E’ quella che si respira intorno allo Spezia dopo l’incredibile k.o. di Settimo Torinese, il quarto stagionale di una squadra che ogni qualvolta sembra avvicinarsi alla Biellese, finisce poi per incappare nella debacle che costringe a rifare tutto da capo. Ormai però il torneo è in fase troppo avanzata, ogni errore è pagato a caro prezzo e domenica scorsa solo il pari in extremis della Rivarolese a Biella ha tenuto in gioco gli uomini di Rossi.
Il fatto nuovo, semmai, è il palese disappunto dei tifosi spezzini manifestato al termine di Pro Settimo-Spezia. Non una vera e propria contestazione ma un segnale chiaro: la misura è colma. Va bene la squadra costruita in pochi giorni, il ritardo nella preparazione, la motivazione (?) degli avversari ma la realtà dice che il campionato che ha già fatto conoscere 4 volte la parola sconfitta alla truppa di Marco Rossi è di livello estremamente basso con l’unica eccezione rappresentata dalla Biellese che, infatti, è in vetta. I 4 stop imposti agli aquilotti hanno tutti una matrice similare: trasferte sul terreno di squadre in forma, che fanno del pressing e dell’aggressività la principale arma per sopperire alle minori doti tecniche. Chiaro che in qualsiasi categoria se non sai mettere in campo la stessa corsa ed intensità degli avversari puoi vedere annullate le tue presunte capacità tecniche ed è proprio questo che non è andato giù della sconfitta di Settimo: così come era successo a Rivarolo il vantaggio iniziale non è stato capitalizzato al meglio a causa di ingenuità ed imprecisione sotto porta. Quanto alle motivazioni con cui gli avversari incontrano lo Spezia, beh… qui proprio non ci siamo: per quale misterioso meccanismo psicologico la Pro Settimo di turno dovrebbe avere più rabbia agonistica e voglia di fare risultato rispetto ai bianchi che sono in lotta per il primato e, come se non bastasse, hanno sempre il proprio pubblico lì a ricordarglielo su qualsiasi sperduto campetto di periferia? Spesso si è data la colpa alla ‘pressione’, ma a pensarci bene è stata proprio questa a tenere a galla la squadra, facendo capire alla società che la presente stagione, pur con tutte le scusanti del caso, non poteva essere di transizione. Non a Spezia almeno.
Alla vigilia della settimana decisiva (in realtà sono 9 giorni, da sabato 14 a domenica 22, con Spezia e Biellese impegnate in 3 partite tra cui lo scontro diretto) la città sportiva sa che non è il momento di contestare: troppo vicino il big-match del ‘Lamarmora’ per rischiare di destabilizzare squadra, tecnico e società e, sebbene con qualche dubbio, darà il proprio appoggio come sempre, almeno fino al 18 Marzo. Certo, se qualcuno ha patito la famosa ‘pressione’ fino a questo momento, a partire da sabato contro il Valle d’Aosta quando non sarà più possibile sbagliare, potrebbe davvero pagare dazio. Insomma, è arrivato il momento di dimostrare chi è da Spezia e chi non lo è, anche perché in caso di campionato chiuso già a metà Marzo si aprirebbe una parentesi davvero difficile per tutti e, fatto più grave, a troppi mesi dalla fine della stagione.Fin qui l’analisi, fatta nel modo più severo possibile. Ma c’è ancora qualche appiglio che lasci trasparire speranza? Due su tutti. Il primo consiste nel fatto che la Biellese, reduce da due pareggi, non sembra attraversare il suo momento più brillante. Inoltre i lanieri, che restano protagonisti di un campionato straordinario, hanno probabilmente fallito un ‘match-point’ facendosi raggiungere ad un amen dal fischio finale dalla Rivarolese: una vittoria avrebbe creato un solco probabilmente incolmabile dagli aquilotti che invece, nonostante la batosta di Settimo, sono ancora vivi. Magari un po’ doloranti, ma pur sempre vivi.

venerdì 6 marzo 2009

Pro Settimo-Spezia, sfida chiave sulla strada per Biella


E’ la sfida chiave nella marcia di avvicinamento allo scontro diretto del 18 Marzo in programma a Biella. Pro Settimo-Spezia diventa snodo fondamentale perché la prossima giornata di campionato dice che è la formazione di Marco Rossi a doversi ‘difendere’ rispetto ad una Biellese che ospita la Rivarolese: tra le due a rischiare è senza dubbio di più lo Spezia perché al ‘Valla’ di Settimo Torinese non dovrà perdere terreno per arrivare al match di Biella con uno svantaggio non superiore ai 3 punti.
Settima meraviglia. La Pro Settimo viene da 7 risultati utili consecutivi, e non è un gioco di parole. A dispetto di un traguardo salvezza fissato ad inizio campionato, la neopromossa allenata dal tecnico Milani ha stupito un po’ tutti andandosi a conquistare la quarta piazza, in coabitazione con la Sarzanese, che al momento varrebbe i Playoff. E’ chiaro che, mancando 3 punti al raggiungimento di quota 45, individuata come soglia salvezza, la matricola piemontese non si vuole più fermare. Lo Spezia, insomma, dovrà stare molto attento a non farsi sorprendere da una Pro Settimo che arriva a questa sfida nelle condizioni psico-fisiche ottimali, non avendo nulla da perdere ed essendo reduce dalla vittoria esterna contro la Novese, un 2-0 firmato Ntanos e Santoro.
Conferme. Gli aquilotti, dal canto loro, sono reduci dalla buona prova offerta nel vittorioso match interno contro il Sestri Levante. Rossi sembra intenzionato a ripartire dagli spunti positivi suggeriti proprio dalla gara contro i rossoblu del Tigullio ad iniziare da un Masi apparso in grande spolvero. Il tecnico spezzino, semmai, è alle prese con le assenze (ormai prolungate) di Fusco ed Herzan alle quali si aggiunge quella per squalifica di Citterio. Torna quindi nel reparto arretrato Salvalaggio che sarà affiancato con tutta probabilità da Cintoi e Nastasi. Resta il dubbio sul modulo che potrebbe variare dal 4-4-2 al 3-4-3 a seconda che Imburgia, sulla sinistra, stia prevalentemente sulla linea dei difensori o sulla linea mediana. Altro dubbio riguarda le condizioni di Frateschi, vittima di una distorsione alla caviglia in settimana. L’esterno spezzino, che sta vivendo un ottimo periodo di forma, potrebbe essere sostituito in caso di forfait da Innocenti, stesso ruolo e stesso anno di nascita, particolare questo non indifferente nel gioco degli under. Nel mezzo conferma per Capuano ed Antonelli, rispettivamente anima e regista della squadra, così come davanti non dovrebbero esserci sorprese con Di Paola e Lazzaro a tentare di scardinare la difesa avversaria.Qui Biella. Ma al big-match del 18 Marzo non stanno pensando solo a Spezia. Anche a Biella la data dello scontro diretto è segnata in rosso sul calendario ma è chiaro che, pur non dicendolo apertamente, i lanieri si aspettino magari qualche buona notizia dal prossimo turno. Anche perché quello successivo non dovrebbe, salvo cataclismi, cambiare le distanze in classifica: Spezia-Valle d’Aosta e Novese-Biellese, sembrerebbero match dal pronostico scontato. E’ quindi sulla gara di Settimo Torinese che la Biellese fonda le proprie speranze di poter incrementare il gap a proprio favore. Se così fosse anche lo scontro diretto potrebbe essere giocato dagli uomini di Prina con un importante vantaggio psicologico. Chiaro che la partita contro la Rivarolese va ancora vinta ma di certo l’impegno sembra più morbido, soprattutto tra le mura amiche, rispetto alla trasferta da cui è atteso lo Spezia, ma che il pensiero sia già tutto per i bianchi lo si evince dalle parole del ds laniero Buda, interpellato da un giornale locale sulla gara di domenica “La Rivarolese? Dovremo restare concentrati e pensare di affrontare lo Spezia”. Appunto.

giovedì 5 marzo 2009

Lo Spezia cambia passo e manda segnali a Biella


Segnali a distanza. Sono quelli che Spezia e Biellese si sono inviati domenica scorsa, una giornata che sulla carta era favorevole alla truppa di Marco Rossi. In effetti lo Spezia è riuscito ad accorciare il distacco dalla capolista portandolo a –3, gap che se fosse almeno confermato fino allo scontro diretto del 18 Marzo, metterebbe ulteriore pepe ad una sfida che già si preannuncia al calor bianco. ‘Stiamo arrivando’ è il messaggio che Nunzio Lazzaro ha voluto mandare alla sua ex squadra dopo lo doppietta (+assist) di domenica scorsa contro il Sestri Levante. ‘Noi non molliamo’ è stata la risposta della Biellese affidata al gol, l’ennesimo in pieno recupero, di Pierobon che se non altro ha evitato la sconfitta ai lanieri sul sintetico di Lavagna, dove Igor Zaniolo stava per infliggere la terza sconfitta stagionale a Prina.
Verso il big-match. Lo scontro diretto del 18 Marzo può valere l’intera stagione ma per lo Spezia è fondamentale arrivarci con non più di tre punti di distacco. Ecco perché, nella marcia di avvicinamento, la giornata chiave sembra essere quella di domenica prossima quando lo Spezia farà visita ad una squadra in salute, sorprendente ed in lotta per i Playoff come la Pro Settimo. Contemporaneamente la Biellese ospiterà la non comoda Rivarolese, ma gli uomini di Prina in casa hanno dimostrato di essere un rullo compressore vincendo 10 partite su 12. La giornata successiva, invece, non dovrebbe determinare grossi sconvolgimenti con Spezia-Valle d’Aosta e Novese-Biellese che sembrano gare più che abbordabili per entrambe.
Credo tattico. Rossi sta sempre più spesso mostrando versatilità nella scelta del modulo. Se fin da questa estate ha affermato di puntare deciso su una difesa a 3 che dava ampie garanzie in fatto di impermeabilità soprattutto per vie centrali, ora lo Spezia impiega spesso e volentieri la difesa a 4. A gara in corso il tecnico aquilotto ha iniziato ad utilizzare questa soluzione per cambiare tatticamente la partita, come ad esempio ad Alba ma anche con la Sarzanese in casa. Con il Sestri Levante è stato adottato un 4-4-2 (o 4-2-3-1 a seconda di come la si voglia vedere) caratterizzato dagli esterni alti con caratteristiche offensive, nella fattispecie Frateschi e Masi. Questa versatilità può diventare un’arma in più considerando anche la ricchezza della rosa a disposizione di Rossi.
Valori ritrovati. La Biellese ha fin qui dimostrato di meritare il primo posto in virtù di una grande continuità e di un’identità di gioco molto marcata, forse più di quella dello Spezia. Dei bianchi però si è sempre detto che avevano una rosa superiore ed allo stato attuale questo assunto si sta evidenziando in maniera netta. Nonostante defezioni anche importanti, Rossi riesce sempre a mandare in campo formazioni di spessore e non solo per i 4 acquisti del mercato di riparazione. Va sottolineata, infatti, la crescita di alcuni giocatori che erano in rosa fin dall’inizio. Tre su tutti: Antonelli, che nel ruolo di regista a tutto campo sta finalmente prendendo le redini della squadra, Imburgia, al quale è mancata per vari motivi la continuità ma sulle cui qualità nessuno ha mai dubitato, e Masi, spesso vittima della sua stessa voglia ma ora determinante e positivo contro il Sestri Levante. Ecco, uno con le caratteristiche tecniche di Masi, se non si perde, può essere decisivo nella volata finale.
2009 da grande. Forse non è stato finora evidenziato con la dovuta forza ma il ritmo dello Spezia nel nuovo anno è di quelli da grande. 20 punti in 8 gare, tutte vittorie in trasferta ed un deciso cambio di passo rispetto ad un 2008 buono ma non eccezionale. Non è detto che basti perché la Biellese tiene botta ma evidentemente si è lavorato bene sul mercato soprattutto sul piano della personalità (Capuano ed Herzan), dei gol (Lazzaro strepitoso) e degli under (Innocenti) anche se forse sotto quest’ultimo aspetto un ulteriore colpo sarebbe stato auspicabile. Ma stiamo cercando il pelo nell’uovo. Siamo a Spezia, no?