martedì 28 aprile 2009

Condannati a soffrire


L'harakiri con cui lo Spezia ha posto fine alle proprie speranze di promozione diretta è davvero stato il modo peggiore per arrendersi alla Biellese. Contro il Derthona, squadra tra l'altro non ancora matematicamente salva, l' approccio alla gara sembrava di quelli giusti: intensità, corsa e soprattutto gioco hanno fatto della prima mezzora dello Spezia uno dei migliori momenti della squadra di Marco Rossi in questo campionto. Del resto le motivazioni dovevano essere tutte dalla parte dei bianchi, anche nell'ottica di Sarzanese-Biellese in programma solo il giorno successivo. A trasformare i buoni propositi in realtà ci ha pensato poi Lazzaro che ha realizzato la 21esima rete stagionale dopo soli 50 secondi per poi fornire a Triglia l'assist del 2-0 undici minuti dopo. Poi ancora gioco ed occasioni fino alla rete di Spinaci che ha di fatto chiuso la partita dello Spezia, improvvisamente impaurito ed involuto nella manovra. Brutti segnali se si pensa che la parentesi che si apre adesso sarà molto delicata in particolare dal punto di vista mentale: prima le restanti 3 gare di campionato del tutto inutili con la Biellese ormai irraggiungibile, salvo crolli assolutamente impensabili, e la necessità di dosare forze, evitare infortuni e squalifiche senza perdere la giusta tensione in vista dei Playoff, ultima chiamata per un possibile approdo in Lega Pro. A fare da contorno un'atmosfera non esattamente idilliaca: tifoseria delusa e sul piede di guerra nei confronti di una dirigenza che, secondo i supporter aquilotti, non sarebbe all'altezza di una piazza come quella spezzina. Nel mirino soprattutto l'amministratore unico Iacopetti, con il quale non è mai sbocciato l'amore, ma del malumore inizia ad affiorare anche nei confronti della proprietà nella persona del presidente Volpi, troppo assente sia fisicamente che nella comunicazione anche nei momenti più delicati. Un po' come se nelle fasi cruciali della stagione Inter e Milan denunciassero il disinteresse rispettivamente di Moratti e Berlusconi. Impensabile. Va detto ad onor del vero che non sembrerebbero esserci file chilometriche per acquistare la società e quindi, in questa fase, la logica del 'tanto peggio, tanto meglio' sembra non portare da nessuna parte, se non ad una maggiore certezza di un'altra stagione in questa infima categoria.
Testa e gambe, quindi, rivolte ai Playoff e grande attenzione a quello che accade nelle categorie superiori dove tante squadre appaiono in difficoltà. Nella prima fase lo Spezia se la vedrà con una tra Casale, Albese e Sarzanese mentre la Pro Settimo, attualmente quinta appaiata ad i rossoneri deve ancora riposare e sembra quindi più defilata. La squadra di Rossi dovrà giocare due gare al Picco almeno senza perdere per accedere ai triangolari. Sarà verosimilmente lì che lo Spezia, in caso di accesso, si giocherà le reali chances di ripescaggio perchè superare i triangolari significherebbe entrare nelle prime 4 della graduatoria e quindi avere fondate speranze basate sulle disgrazie altrui. Quelle stesse disgrazie che hanno costretto il club bianco alla Serie D.

mercoledì 22 aprile 2009

Con Lazzaro uno Spezia da Lega Pro


Medie a confronto. Il testa a testa tra Biellese e Spezia sta mettendo di fronte due tra le squadre con più punti di tutta la Serie D. In passato si è anche notato come lo Spezia in quasi tutti gli altri gironi sarebbe stato al comando con il punteggio totalizzato. Premesso che i punti messi a raffronto tra squadre appartenenti a diversi gironi non sono un indice attendibile al cento per cento, dal momento che una squadra potrebbe avere più punti di una di un altro raggruppamento semplicemente perché i suoi avversari sono più scarsi, è un fatto certo che la performance degli aquilotti, nonostante tutti i problemi iniziali, sia di tutto rispetto. Volendo comunque prendere in esame tutti e 9 i gironi della Serie D, si può notare come i bianchi siano l’unica formazione ad avere una media punti che supera i 2 a partita senza che questo fatto basti a garantire il primato. Merito (o colpa, a seconda dei punti di vista…) ovviamente della Biellese: 2.25 la media dei ragazzi di Prina, davvero ragguardevole, contro i 2,125 punti/partita dello Spezia. Negli altri gironi chi supera il muro dei 2 punti a gara giocata è anche in vetta mentre nessuno, Spezia a parte, supera tale soglia da secondo. Così è la Lucchese nel girone E a far registare la media più alta: 2,32. Bene anche squadre come Pro Belvedere Vercelli (2,16) nel girone B, la Sacilese (2,03) nel C, il Brindisi (2,10) nel H e il Siracusa (2,14) nel girone I. Sotto i 2 punti a gara, ma comunque prime, Crociati (girone D), Pro Vasto (F) e Villacidrese (G), tutte con una media pari a 1,96 punti a partita.
Intrecci. Tutto si può dire ma non che l’introduzione di Playoff e Playout non contribuisca a tenere vivo l’interesse del campionato fino alla fine. Senza spareggi le gare senza significato sarebbero a questo punto del torneo la stragrande maggioranza e molti risultati davvero scontati. A 4 giornate dalla fine, invece, nel girone A sono solo 3 le squadre senza più interessi né verso l’alto né verso il basso: Entella, Lavagnese e Cuneo, tutte ormai salve ma troppo lontane dal quinto posto per riaprire il cassetto dei sogni Playoff. Interessi di classifica si intrecciano, quindi, in testa e in coda, chi impegnato nella volata promozione come Biellese e Spezia, chi ad evitare la retrocessione diretta o gli spareggi salvezza. A pensarci bene questa situazione potrebbe venire incontro alle esigenze dello Spezia: la capolista Biellese, infatti, ha due trasferte come Sarzana e Sestri Levante contro squadre che si stanno giocando punti pesanti per i rispettivi traguardi, vale a dire il terzo posto (prezioso in ottica Playoff) per i rossoneri, la salvezza diretta per i ‘Corsari’. Più abbordabili invece sembrano gli impegni interni contro Lottogiaveno e Pro Settimo, squadra quest’ultima che però potrebbe, almeno teoricamente, giocarsi proprio a Biella nell’ultima di campionato l’aggancio al quinto posto.
Nunzio da record. Con la tripletta rifilata alla Sestrese Nunzio Lazzaro ha raggiunto i 100 gol in carriera, 20 segnati in questa stagione di cui 7 con la maglia del Rivoli, squadra con la quale ha disputato quasi tutto il girone di andata, e 13 con lo Spezia. L’esplosione di Lazzaro negli ultimi 4 anni lo ha reso una di quelle pedine che in Serie D garantiscono le reti necessarie a chi vuole lottare per traguardi importanti. Il suo crescendo recita: 16 reti a Borgomanero, 17 l’anno successivo sempre con la stessa maglia, 22 l’anno scorso a Biella ed ora 20 con lo Spezia (ed il Rivoli) a 4 gare dal termine. In pratica 360 minuti per battere il proprio record di reti in un anno, ma lui baratterebbe volentieri questo primato con la promozione diretta degli aquilotti. Ed in effetti c’è già chi scommette sulle sue qualità di bomber anche in Lega Pro. Vogliamo provare, Nunzio?

sabato 18 aprile 2009

Lo Spezia contro la terza squadra di Genova



E’ durato solo qualche giorno il rischio sciopero per la Serie D e per tutto il mondo calcistico dei dilettanti. Il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Carlo Tavecchio, ha appreso con soddisfazione l’inserimento da parte del Governo della specifica, all’interno del decreto apposito, che permetterà alle associazioni sportive dilettantistiche affilate alle Federazioni sportive nazionali di accedere al riparto del 5 per mille. “Prendiamo atto dell’atteggiamento propositivo del governo – ha dichiarato Tavecchio in una nota diramata attraverso il sito ufficiale della Lega Dilettanti -. Le iniziative assunte in questo periodo erano indirizzate a rafforzare il ruolo istituzionale del mondo sportivo dilettantistico che nel sistema Paese già rappresenta un importante strumento di promozione di valori sani e di socialità diffusa”. In pratica le stesse associazioni potranno entro il 20 Aprile produrre richiesta per via telematica all’Agenzia delle Entrate per usufruire di tale beneficio.
Intanto lo Spezia si concentra sul prossimo turno di campionato che lo vedrà impegnato sul sintetico del ‘Piccardo’ di Borzoli a Sestri Ponente. Gara da prendere con le molle soprattutto per le ridotte dimensioni del terreno di gioco, per di più in sintetico. La Sestrese è invischiata in piena lotta per non retrocedere, proprio come il Ciriè avversario della Biellese. Per i lanieri la gara sembrerebbe sulla carta scontata, giocando tra l’altro tra le mura amiche dove i ragazzi di Prina hanno perso pochissimi punti. Lo Spezia spera però nella cabala che ha visto per ora il Ciriè imbattuto contro la Biellese nei tre precedenti fino ad oggi disputati. All’andata la Biellese rimontò sotto di due gol e con un uomo in meno proprio nei minuti finali.
Tornando allo Spezia, mister Rossi ha voluto disputare un match su terreno sintetico proprio per provare alcuni automatismi in vista della trasferta di Sestri Ponente. Contro il Pietrasanta, al di là del 2-1 per i toscani maturato al termine di una gara a tratti anche spigolosa, sono emerse le intenzioni di Rossi per l’undici titolare di domenica. Conferma per il 4-4-2 con Bertagna (90) tra i pali; quindi ritorno per la coppia centrale titolare formata da Fusco e Citterio supportata a destra da Cintoi (90) e a sinistra da Imburgia; a centrocampo rientra Capuano dopo la squalifica che lo ha costretto alla tribuna contro il Cuneo nell’ultimo turno prima della sosta. Al suo fianco ‘soldatino’ Ondrej Herzan per una mediana tutta sostanza e dinamismo; sulle corsie esterne Innocenti (89) e Masi che a turno andranno a supportare l’attacco che, oltre al rientrante Lazzaro, dovrebbe presentare dal primo minuto Triglia (88).
A Sestri Ponente la dirigenza della terza squadra di Genova è ancora rammaricata per non aver potuto spostare l’evento nella cornice di Marassi che senza ombra di dubbio avrebbe consentito alla società verdestellata di far registrare un incasso importante per la categoria. Al ‘Piccardo’ saranno 500 i biglietti messi a disposizione della tifoseria aquilotta.

mercoledì 15 aprile 2009

Il Ferraris resta uno splendido ricordo mentre Tavecchio minaccia lo sciopero


Archiviata la sosta pasquale, lo Spezia si rigetta all’inseguimento della Biellese. Una lotta lunga, dura, che ad essere sinceri vede i favori del pronostico tutti dalla parte della squadra di Prina. La Biellese, infatti, avrà anche un calendario leggermente più insidioso di quello dello Spezia, ma per una squadra che ha fatto della regolarità la propria caratteristica distintiva 4 punti di vantaggio a 5 giornate dalla fine sembrano davvero gestibili.
Marassi. I bianchi ripartono dal ‘Piccardo’ di Borzoli, tana della Sestrese. Niente Ferraris uno stadio che ha visto scrivere un pezzo di storia recente dello Spezia: il 2-1 in casa del Grifone firmato Saverino-Guidetti è uno dei momenti più alti della storia dell’ultracentenario club oggi caduto in disgrazia. Chiaro che la Serie D come categoria e la Sestrese come avversario non avrebbero aiutato a ricreare il pathos di quell’impresa (tutt’altro), e alla fine, forse, è stato meglio così, per non intaccare il ricordo di un qualcosa di epico con un match dall’appeal diametralmente opposto. In molti sostengono che sia meglio così anche per i rischi per la rivalità con i supporter genoani. Beh, tutto è possibile, ma con il Genoa impegnato nella corsa per la Champions League, e con buone probabilità di successo, quanti tifosi rossoblu si sarebbero mobilitati per ‘sfottere’ il già snobbato Spezia decaduto in 5^ serie? Venendo poi all’aspetto più tecnico va detto che la squadra di Marco Rossi, che prima della sosta sembrava aver finalmente trovato la giusta strada fatta di vittorie ma anche di prestazioni convincenti, non deve certo temere i verdestellati ma se questa gara nasconde una trappola questa va proprio ricercata nell’impianto di Borzoli, particolarmente stretto e dal 2003 in sintetico. Lo spostamento a ‘Marassi’ sembrava poter favorire maggiormente il tasso tecnico dello Spezia.
Recuperi. Lo ha dichiarato in settimana il medico sociale dello Spezia, Dottor Graziano: al momento alla voce ‘infortunati’ ci sono solo il terzo portiere Mozzachiodi e Ferdani. Contro la Sestrese quindi Rossi potrà contare nuovamente su Nunzio Lazzaro ed il centrale difensivo Citterio, vale a dire due perni che possono fare la differenza. Scontato anche il rientro di Capuano dopo la squalifica che lo ha costretto alla tribuna nel match interno contro il Cuneo. Verso il recupero anche Innocenti, sebbene le sue condizioni non siano tali da assicurarne l’impiego già contro la Sestrese, mentre Pessotto sembra ormai vicino al rientro. Musica per le orecchie di Marco Rossi che, come tutti gli allenatori, predilige i problemi di abbondanza.
Rischio sciopero. Intanto si fa strada la possibilità di uno sciopero che coinvolga tutto il mondo calcistico dei dilettanti, un movimento di circa 85mila società sportive dilettantistiche. La questione verte sulla possibilità di versare il 5 per mille alle società dilettantistiche. Un punto, questo, di vitale importanza per il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Tavecchio, che, in un’intervista rilasciata al Sole 24Ore, ha dichiarato: “Sappiamo che il decreto è già stato firmato dal Ministro Tremonti. Per adesso, nella procedura per l’assegnazione delle risorse del 5 per mille, siamo fuori. E non so se si tratta di una svista. Di certo non possiamo accettare questa situazione. Sono già intervenuto presso il Coni: il presidente Petrucci mi ha detto che ha avuto un colloquio con il Ministro dell’Economia. O si trova una soluzione che colmi questa lacuna, oppure potremmo procedere con la sospensione dei campionati”. Tavecchio, in assenza di novità, ha convocato un Consiglio Direttivo straordinario per giovedì 16 Aprile che prenderà in esame la possibilità di indire uno sciopero generale dalla Serie D al calcio giovanile.

martedì 7 aprile 2009

Ultima sosta per lo Spezia, poi il gran finale


Se tre indizi fanno una prova, allora non c’è dubbio: lo Spezia ha trovato la propria identità. Finalmente, osserverà qualcuno, ormai che il campionato è finito… Al di là di questo, però, le prestazioni (con vittoria) contro Entella, Casale e Cuneo hanno mostrato la squadra così come l’avrebbero voluta fin dall’inizio, o almeno dal mercato di riparazione in poi, tutti i tifosi aquilotti. Carattere, grinta, determinazione, consapevolezza, ma anche un’identità tattica che con il 4-4-2 sembra adesso più marcata. Il campo potrà smentire tutto ciò già alla ripresa dopo la sosta pasquale ma ad oggi la sensazione forte è che questo Spezia, quello del dopo-Biella tanto per intenderci, giocando così potrebbe davvero inanellare quel filotto di vittorie invocato da mesi e mai arrivato. Resta il fatto che a questo punto potrebbe anche non bastare perchè la Biellese sente il profumo dei Pro e non intende mollare la presa. Il calendario non mette i ‘lanieri’ di fronte a squadre senza stimoli ma certo le gare interne contro Ciriè e Lottogiaveno non appaiono come ostacoli insormontabili. Tutta da valutare l’ultima gara, sempre al ‘Lamarmora’ contro una Pro Settimo che potrebbe ancora avere velleità di Playoff oppure essere completamente senza traguardi. Più ostiche, semmai, sembrano le due trasferte, entrambe in terra ligure, contro Sarzanese e Sestri Levante: sono forse legate a queste due gare le speranze reali dello Spezia.
Intanto i bianchi dovranno fare il loro provando a vincere tutte e 5 le restanti partite, perché in caso contrario sarebbe impossibile pensare ad un aggancio in vetta. In teoria l’unico match insidioso sembrerebbe quello in trasferta contro la Lavagnese di Igor Zaniolo che però è una delle 3-4 compagini che non hanno più traguardi da raggiungere né verso l’alto né verso il basso. Il resto del calendario dice Sestrese e Novese fuori casa, Derthona e Rivarolese al ‘Picco’, queste ultime due intente ad evitare i Playout ma abbordabili se lo Spezia resterà quello delle ultime giornate. Nessuno in casa Spezia, dal presidente al magazziniere, dice di voler pensare ancora agli spareggi, lunghi e ricchi di insidie. Giusto concentrarsi sul presente e su una rincorsa che, se andasse in porto a questo punto, avrebbe del clamoroso. A livello psicologico, però, sarà bene cominciare a prendere in esame la possibilità per evitare quel contraccolpo che, senza andare a cercare esempi lontani da noi, fu alla base della disfatta di Trieste nei Playoff per la B del 2002. Non che giocare gli spareggi in Serie D sia di per sé un bel traguardo ma non bisogna mai dimenticare il fine di tutto il lavoro di una stagione, vale a dire quello di abbandonare questa infima categoria, al limite anche passando dalla porta di servizio.Alla fine di questa stagione, poi, si tireranno le somme ed il risultato finale non sarà certo un particolare di poco conto. C’è però la curiosità di poter vedere all’opera questa dirigenza in Lega Pro, possibilmente senza più gli alibi, assolutamente legittimi, che ha avuto fin dall’inizio di questo campionato. Già dalla costruzione della squadra e dall’impostazione del nuovo campionato si capirebbe qualcosa in più sulle reali potenzialità di una società che fino ad oggi ha raccolto più mugugni che complimenti dalla piazza spezzina.

giovedì 2 aprile 2009

Uno spezzino diventa Agente di calciatori Figc e Fifa


Ha dovuto superare un esame decisamente selettivo, ma alla fine ce l’ha fatta: lo spezzino Fabio Scognamiglio, 38 anni, ha conseguito la certificazione come Agente di Calciatori Figc e Fifa. Per capire la portata dell’impresa basti pensare che al concorso, che si è tenuto a Roma così come contemporaneamente in altre parti del globo essendo patrocinato Fifa, erano iscritti in 571 ma hanno partecipato in 490 risultando poi idonei solo in 46, per una media ben al di sotto del 10%. Tra i partecipanti diversi nomi più o meno noti tra ex calciatori, figli di addetti ai lavori o figure che già gravitano, a vario titolo, nel variegato mondo pallonaro. La prova consisteva in 20 domande a risposta multipla delle quali 5 sulla normativa Figc e 15 aventi ad oggetto casistiche del regolamento Fifa. Proprio questa seconda parte era caratterizzata dal più elevato grado di difficoltà, per una prova da svolgere in un’ora e mezza.
Grande, naturalmente, la soddisfazione per il conseguimento del risultato. Scognamiglio è stato per 4 anni dirigente accompagnatore nel settore giovanile dello Spezia Calcio. Per due anni nella Scuola Calcio, da dove ha iniziato, poi un biennio nel settore giovanile aquilotto vero e proprio nelle squadre allenate da Frigerio prima e Carillo poi. “Quella nel settore giovanile dello Spezia è stata un’esperienza fantastica, appassionante –spiega il neo ‘procuratore’- Con il fallimento e successivamente con l’allontanamento dell’ex responsabile Gladis Conti ho deciso di farmi momentaneamente da parte ed ho sfruttato il tempo libero per seguire comunque molti dei ragazzi che erano stati con me nello Spezia ed allo stesso tempo per studiare in vista del concorso”.
E dire che l’idea di provare davvero a diventare Agente è maturata lentamente, un po’ per gioco un po’ sul serio. Importante è stato ciò che è successo dopo il fallimento dello Spezia con molti dei ragazzi, soprattutto di fuori, costretti ad affrontare una fase molto delicata nella quale lui non ha fatto mancare appoggio non solo morale ma anche e soprattutto logistico. Col tempo certi rapporti personali sono rimasti intatti e questa forse è stata la molla decisiva: “E’ proprio così. All’inizio l’idea di diventare Agente non era nei miei pensieri. Nei week-end liberi giravo l’Italia per seguire dal vivo le partite dei ragazzi dei quali ero dirigente accompagnatore fino a pochi mesi prima. Il fatto che sono rimasto in contatto con molti di loro, che spesso mi chiamano anche le famiglie nonostante non sia più, almeno ufficialmente, nel calcio mi ha fatto molto piacere ed è stata la molla per iniziare un certo tipo di discorso”.Molti insomma i chilometri percorsi e le gare visionate dei ragazzi finiti nel frattempo a giocare con le maglie di Inter, Parma, Triestina, Empoli, Livorno, Carrarese, Massese ma anche in società della provincia. Ma chi pensa che adesso per Scognamiglio le cose cambieranno in un attimo si sbaglia di grosso: “In realtà adesso non cambierà nulla, nell’immediato. Continuerò a fare quello che ho fatto finora, vale a dire tenere i contatti con questi ragazzi con cui si è instaurato un rapporto di amicizia e farsi trovare nel momento del bisogno. A questa età non hanno la necessità di avere un procuratore ma piuttosto di persone che li supportino nel quotidiano nei loro problemi calcistici e non”. E in prospettiva qual è l’auspicio di chi ha appena conseguito la certificazione come Agente Figc/Fifa? “Il mio sogno –confida Fabio- è quello di portare umanità e valori in un mondo come quello del calcio nel quale se ne vedono sempre meno. Sarei felice se riuscissi a mantenere quei principi che hanno animato l’attività di questi anni anche in futuro per contribuire a rendere questo ambiente più sano”.