lunedì 25 maggio 2009

Sarà una lunga estate calda...


Temperature di ben 10 gradi oltre le medie stagionali. E’ un Maggio di fuoco quello che stiamo vivendo, forse preludio ad un’estate torrida. In attesa delle previsioni degli esperti, c’è già una certezza: l’estate dei tifosi dello Spezia sarà bollente, e non è una novità. Se guardiamo all’indietro ripercorrendo con la mente gli ultimi anni, noteremo come nei mesi estivi, ultimamente, il popolo bianco abbia sempre dovuto soffrire, arrabbiarsi, imprecare per poi magari gioire in qualche caso, disperarsi in qualche altro. Sembra destino, è ciò che aspetta chi ha quei colori nel cuore. Un anno fa si lottava per una sopravvivenza dopo la retrocessione sul campo e non ci fu un lieto fine. Prima ancora la coda Playout con il Verona, roba per cuori forti. Ancora prima il difficile passaggio societario con l’ingresso di Giuseppe Ruggieri ed un mercato, poi rivelatosi vincente, condotto tutto d’un fiato.
Ora sono cambiati interpreti, categoria ed avversari ma la passione, quella aquilotta, è sempre lì a fare a cazzotti col destino. A spingere c’è una piazza che negli ultimi tempi le ha viste tutte, ma proprio tutte. Si parte insomma il 27 Maggio ed in riva al Golfo ci si augura che si possa penare fino al 28 Giugno, giorno in cui è programmata la finale Playoff della Serie D. Questi spareggi sono lunghi e difficoltosi ma lo Spezia parte con i favori del pronostico, sebbene la vittoria non garantisca nulla se non maggiori possibilità di ripescaggio in caso di fallimenti (probabili allo stato attuale delle cose) di club nelle categorie superiori. E allora sotto con l’Albese prima e poi, in caso di passaggio del turno, con una tra Casale e Sarzanese. Poi, sempre se le cose andranno per il verso giusto, ecco i triangolari, vero spartiacque tra un ripescaggio difficile ed uno probabile perché passato anche questo turno si schiuderebbero le porte delle semifinali, vale a dire uno dei primi 4 posti nella graduatoria dei ripescaggi. Una maratona che proseguirebbe con gare di andata e ritorno per designare le due finaliste che si ritroverebbero in finale, questa volta, bontà loro, in gara secca con tutta probabilità al Flaminio di Roma. In tal caso saremmo al 28 di Giugno, a soli due giorni dalla fine ufficiale della stagione 2008/2009 e comunque vada con il cuore in gola.E poi? Cosa accadrebbe? Una volta stabilita la benedetta graduatoria entro quando si saprà qualcosa in merito al ripescaggio? Quando l’ufficialità sulla categoria da affrontare nella stagione successiva? Già a pochi giorni dalla fine dei Playoff inizierà la consueta sarabanda estiva sulle iscrizioni ai campionati. Entro l’8 Luglio la Covisoc si pronuncerà in primo grado sulle squadre non idonee all’iscrizione ai campionati. Tre giorni più tardi, l’11 Luglio entro le ore 13, le società non ammesse potranno ricorrere presso la stessa Covisoc che il 13 Luglio darà un parere motivato sui ricorsi. Il giorno successivo, martedì 14 Luglio, la Figc si riunirà per decidere sulle iscrizioni ai campionati professionistici 2009/2010. Le escluse potranno eventualmente ricorrere all'Alta corte di giustizia sportiva presso il Coni e, successivamente, al Tar e al Consiglio di Stato. Ma è insomma intorno alla metà di Luglio che il destino dello Spezia verrà ufficializzato. Insomma non resta che mettersi comodi perchè la strada, c’è da augurarselo, è ancora lunga e tortuosa. Ma del resto senza sofferenza che Spezia sarebbe?

sabato 23 maggio 2009

Il nuovo cda dello Spezia, primo passo verso un futuro importante



La sensazione, forte, è che il passo compiuto sia di quelli importanti e nella direzione giusta. Con la costituzione di un consiglio d’amministrazione, il numero 1 aquilotto Gabriele Volpi ha fatto capire a tutti che il progetto va avanti e che la sua società, rilevata la scorsa estate dopo il fallimento, si sta strutturando nel migliore dei modi. Volpi ha sgomberato il terreno da possibili fraintendimenti o ambiguità: il consiglio non avrà solo un ruolo consultivo ma anche e soprattutto decisionale. In altre parole Aldo Iacopetti, che avrà comunque un ruolo di primo piano essendo lui stesso consigliere ma soprattutto amministratore delegato, dovrà confrontarsi e rendere conto del proprio operato al cda. Un passaggio importante che se da un lato lascia a Iacopetti l’investitura di “uomo di Volpi” in loco, dall’altro ne definisce meglio i compiti e le funzioni. Il presupposto da cui partire è che il grande manager non è quello che fa tutto, ma è quello che fa fare tutto, inserendo in ogni casella la persona giusta in base alle capacità ed alle attitudini. Al termine della conferenza stampa di presentazione del nuovo cda, quando l’atmosfera si è fatta più informale, Iacopetti scherzava dicendo: “almeno adesso non correranno più dietro a me soltanto se le cose non vanno bene…”. Una battuta, certo, ma che nasconde una grande verità, perché proprio l’ex responsabile del settore giovanile blucerchiato aveva voluto accentrare su di sé tutte le scelte, con i relativi onori ma anche con tutti gli oneri. A scanso di equivoci è stato lo stesso Volpi a chiarire il concetto: “se fino a ieri –ha affermato il presidente aquilotto- Iacopetti ha fatto quello che ha voluto, da ora in poi dovrà rendere conto e relazionarsi con gli altri consiglieri del cda. Ciò che conta davvero è che determinate dinamiche seguano linee più logiche e precise soprattutto per ciò che concerne l’aspetto tecnico: sotto questo profilo, tra l’altro, potrebbero esserci novità già nelle prossime settimane.
Un altro concetto importante, su cui Volpi ha voluto soffermarsi, riguarda la ‘spezzinità’ del consiglio appena costituitosi. Quando si va in un determinato posto, per ottenere risultati è necessario affidarsi anche a coloro che in quel posto vivono, perché conoscono meglio la realtà che si va ad affrontare. Un’idea chiara e lineare che sta alla base del successo di Volpi che si è costruito una fortuna in Nigeria ed in giro per il mondo. Corradino, Sammartano, Simonetti, Angelini e Pandullo sono stati scelti per essere il trait d’union tra la proprietà e la città, elemento indispensabile vista anche la lontananza di Volpi per gran parte dell’anno. Ci sono poi gli altri consiglieri, al momento Tacoli e Ballestrero, che di Volpi sono amici e che portano la loro energia ed il loro entusiasmo per una componente extraspezzina comunque destinata a crescere fino a pareggiare le cinque unità locali. Un connubio, insomma, che dovrebbe garantire una maggiore vicinanza, se non fisica almeno morale, della proprietà alle vicissitudini di una piazza complessa ma anche tremendamente stimolante.
In definitiva l’aria e l’atmosfera che si respiravano l’altra sera al Jolly erano assai positive così come si guarda con ottimismo ai Playoff e ad un possibile ripescaggio. Tra le righe si è anche fatto passare il concetto, affatto secondario, che in Lega sono al corrente del progetto di Volpi a Spezia e della nuova solidità del club aquilotto. Sempre in fatto di sensazioni ciò che è emerso porta a pensare che se tutti i tasselli andranno al loro posto presto dalle parti del Picco torneremo a divertirci.

lunedì 18 maggio 2009

Playoff: i principali pericoli per lo Spezia


Archiviata la regular season con la gara di Novi Ligure, lo Spezia si proietta subito verso i Playoff che, va ricordato, servono esclusivamente per stabilire una graduatoria per i ripescaggi in Lega Pro. I bianchi, inutile dirlo, partono con i favori del pronostico e dovranno fare tanta strada per avere concrete speranze di ripescaggio. Ma quali sono le squadre con le quali dovrà vedersela la compagine allenata da Marco Rossi? Da dove arrivano le maggiori insidie?
Ovvio che girone per girone le squadre favorite, sia per il campionato disputato sia per la formula dei Playoff stessi, sono le seconde classificate, alcune delle quali proprio come lo Spezia hanno chiuso con un grande vantaggio su tutte le altre. Quindi se i bianchi supereranno l’ostacolo Albese e successivamente quello rappresentato dalla vincente tra Casale e Sarzanese sarà la volta dei triangolari con le vincenti dei Playoff degli altri gironi.
Nel girone B il Renate, allenato dall’ex giocatore dell’Atalanta Oscar Magoni, ha perso il duello con la Pro Belvedere ed ha tra le sue fila Raffaele Giglio, bomber di razza per la categoria che ad inizio stagione militava nel Savona. Nel girone C l’Eurotezze (con l’ex aquilotto Pettinà) ha chiuso con un grande vantaggio sulla terza il proprio campionato così come il Castellarano nel D.
Il girone E, quello stravinto dalla Lucchese, presenta due squadre da tenere d’occhio: il Sansepolcro, secondo, e il Gavorrano terzo in graduatoria. Proprio il Gavorrano è stato a lungo il principale avversario della Lucchese, venendo poi gradualmente staccato dagli irresistibili rossoneri, protagonisti di un campionato travolgente, e cedendo alla fine il passo anche al Sansepolcro. Occhio quindi a questa squadra, costruita in estate per vincere e che può schierare giocatori di tutto rispetto quali Gemignani (ex Viareggio e Carrarese), l’ex livornese Stefani, ‘condor’ Bonuccelli e la coppia di bomber formata da Di Iorio e Biggi, quasi 40 gol in due.E veniamo al girone F dove il Fano ha ceduto di misura alla Pro Vasto. I granata sono la squadra dell’ex aquilotto Scoponi e dell’attaccante Roncarati, in estate accostato anche allo Spezia. Alle spalle di Pro Vasto e Fano c’è il Casoli di Giuseppe Marino, portiere che ad inizio stagione ha indossato per qualche tempo la maglia dello Spezia. Girone G: sono le sarde a farla da padrone. Nelle prime cinque posizioni sono ben tre le squadre isolane con Gaeta e Viterbese a romperne l’egemonia. Dietro alla Villacidrese, promossa in Seconda Divisione, c’è la sorprendente matricola Tavolara, a lungo in testa durante l’anno, infine l’Arzachena quinto in classifica. Si scende al profondo sud nel girone H dove la Nocerina, squadra di tradizione e con un passato non troppo lontano in Serie B, si è dovuta arrendere solo all’irresistibile Brindisi. Infine, nel girone I, sembrano Vico Equense e Nissa le squadre più attrezzate per giocarsi il passaggio alla fase dei triangolari mentre il Sapri, finalista in Coppa Italia, accederà direttamente alle semifinali nazionali.

Il nuovo cda dello Spezia Calcio


Presso la sala conferenze del Jolly Hotel a La Spezia, è stato presentato il nuovo Consiglio Direttivo dello Spezia Calcio; a presiedere il nuovo organo sarà il Predidente Gabriele Volpi, Vice-Presidente l'Avv. Andrea Corradino, Amm. Delegato Aldo Jacopetti ed i Consiglieri, l'Avv. Enrico Angelini, l'Ing. Aldo Sammartano, l'Ing. Marco Simonetti (assente per influenza), l'Arch. Ballestrero, il Dott. Lamberto Tacoli e il Dott. Alberto Pandullo.

giovedì 14 maggio 2009

Da nord a sud, dalla A alla Lega Pro: quanto Spezia in giro per l'Italia


Ci sono uomini e squadre che fanno la storia, calcistica ma non solo, di club e città. Altri che magari lì per lì non sembrano lasciare un segno indelebile, ma poi finisci per rimpiangerli perché quando ti trovi a giocare in categorie poco romantiche anche un ricordo agrodolce ti può sembrare figlio di un’epoca lontana ed a tratti irripetibile. Prendi lo Spezia del presente. E’ lì ad affannarsi contro squadre senza nome e senza storia per riprendersi un posto nel calcio che conta e non è detto che, anche vincendo sempre di qui all’estate piena, ci riesca davvero. Tutto per un posto in C2, pardon Seconda Divisione, ovvero il minimo che da queste parti si sia sempre preteso ed avuto. Ma basta scorrere da nord a sud, dalla A alla Lega Pro, i vari campionati che volgono al termine per rendersi conto di quanto Spezia del passato più o meno recente ci sia e di quanti protagonisti stiano lasciando il segno sotto altre latitudini. Non solo in B, insomma, ma anche in C1 e C2 sono passati buoni giocatori dalle parti del Picco.
Nella massima divisione un giocatore come Pandev, che a Spezia giocò poco più che ragazzino mostrando a sprazzi ma in modo nitido la sua classe, è oggi pezzo pregiato della Lazio di Delio Rossi e nel prossimo mercato potrebbe diventare oggetto del desiderio di tanti club. Sull’altra sponda del Tevere l’indimenticato Luciano Spalletti è oggi uno degli allenatori più apprezzati della Serie A, anche se la sua avventura in giallorosso potrebbe essere giunta al termine. A Siena non è protagonista ma sono comunque 13 le presenze di Daniele Ficagna nel Siena che potrebbe stabilire il proprio record di punti nella massima serie. Devono invece soffrire Lecce e Bologna per restare in Serie A. Sono le squadre nelle quali militano Fabiano e Mingazzini. Il primo, brasiliano, non abbastanza apprezzato nella sua permanenza in riva al Golfo in una stagione travagliata ma impreziosita dalla conquista della Coppa Italia di C, l’altro nato calcisticamente con Mandorlini e protagonista di annate importanti prima di spiccare il volo con Atalanta e Bologna appunto.
Venendo alla Serie B sono tanti i protagonisti ex aquilotti del recente passato a distinguersi. Particolare è stata l’annata di Corrado Colombo nel Bari (dove milita anche Santoni) che ha centrato la promozione in A. Colombo è stato prima protagonista poi estromesso ed infine reintegrato nella rosa di Antonio Conte, andando pure in gol domenica scorsa, quella della festa promozione, a Piacenza. Non ha mai nascosto la volontà, un giorno, di tornare allo Spezia dove ha lasciato un pezzo di cuore. Chissà. In Serie A dovrebbe seguirlo presto Budel, protagonista a Parma: ai ducali manca un punto per la promozione. Sembrano invece destinati ai Playoff Gorzegno a Brescia, lo spezzino Bassi a Empoli, il Sassuolo di Mandorlini, mentre pare avere meno possibilità l’Albinoleffe di Previtali. Dietro è bagarre, con tantissime squadre che devono stare attente a non farsi trascinare negli inferi a cominciare dal Piacenza di Guzman e il Frosinone di Scarlato e Biso. Trema anche il Rimini di Frara appaiato in classifica al Cittadella di Meggiorini, meteora a Spezia ma autore di ben 15 gol alla prima apparizione in cadetteria che, a quanto pare, gli sono valse le attenzioni di numerosi club di A, Atalanta in primis. In fondo è messo male l’Avellino di Pecorari mentre è già retrocesso il Treviso di Pedrelli.
Davvero singolare, poi, quanto sta accadendo in Prima Divisione girone A. La maxi volata promozione si deciderà al fotofinish all’ultima giornata. Il Cesena di Veronese è davanti a tutti e cerca a Verona i punti del trionfo. Lo tampina la Pro Patria di Do Prado che cercherà di vincere a Padova per (almeno) agguantare i romagnoli e, di fatto, superarli grazie al vantaggio negli scontri diretti. Dal canto suo, però, il Padova è la squadra più in forma, capace di una grande rimonta nel girone di ritorno e adesso addirittura con il terzo posto nel mirino ed un Varricchio là davanti a fare la differenza. Pari ai veneti ci sono il Ravenna del capocannoniere Zizzari (15 reti per lui) e la Reggiana dei tanti ex aquilotti da capitan Grieco ad Alessi (infortunato), da Ponzo a Padoin. La delusione del campionato? Non c’è dubbio, la Cremonese di Guidetti, Saverino, Bianchi, Rossi e Fietta, ma anche di Ferrarese, Morfeo, Riganò… e scusate se è poco.
Sempre in Prima Divisione uno sguardo anche a sud dove Antonio Soda, da quando ha rilevato la guida tecnica del Benevento, ha tenuto un passo da promozione. Probabilmente non basterà perché il Gallipoli è ad un passo dalla storia, ma i campani saranno la grande favorita dei Playoff del girone B.

giovedì 7 maggio 2009

7 Maggio 2006: una città in delirio



Tre anni, solo tre. Eppure sembrano tre secoli se pensiamo allo Spezia di oggi reduce dal derby sul sintetico di Lavagna. Il 7 Maggio del 2006 però aveva mostrato una città così come molti di noi avevano sempre sognato di ammirarla. Il miracolo (sportivo, s’intende) si era compiuto solo pochi giorni prima quando a Padova la squadra allenata da Antonio Soda aveva ottenuto il passaporto della cadetteria, complice il k.o. interno del Genoa contro il Cittadella. Una sbornia lunga una settimana, i preparativi per la celebrazione vera, in casa, al Picco e poi nelle vie della città.
Un’attesa lunga 55 anni non poteva che sfociare in una festa sfrenata che durasse un giorno intero. E sì che il primo Maggio, sull’onda emotiva della fresca promozione, il Picco era lì, nel cuore della notte, stracolmo di innamorati folli ad attendere i suoi eroi. Ma il gusto di celebrare degnamente quella gioia incontenibile non poteva che essere sublimato in occasione dell’ultima gara interna della stagione. Quel 7 Maggio tutto fu bello ed eccessivo, storico e sguaiato ad iniziare da una squadra agghindata in modo eccentrico come solo i grandi successi possono consentire. I più sobri optarono per una ‘semplice’ acconciatura a tinte bianconere, ma a ben guardare spiccavano le trecce rasta di Vito Grieco, i capelli da indiano di Saverino, quelli sparati di Beppe Alessi e così via. La partita contro il Ravenna passava quasi in secondo piano rispetto al contesto, come se fosse una scusa per ritrovarsi tutti insieme ed abbracciarsi ancora.
Naturalmente il pre-partita fu molto diverso da quelli abituali. Niente ritiri o pullman per raggiungere lo stadio ma un battello che dal molo di Lerici portò la squadra direttamente in passeggiata Morin dove la folla attendeva, nel teatro che solitamente è occupato dalle borgate durante il Palio del Golfo. Poi tutti a bordo del trenino turistico, destinazione Picco, ma in mezzo ad un serpentone di macchine e motorini. E giù cori, balli, clacson fino all’ingresso dello stadio col trenino a finire la sua corsa proprio sotto la Curva Ferrovia nello stadio, almeno per un giorno, più bello del mondo. Difficile dimenticare quel colpo d’occhio: un Picco stracolmo come forse mai lo era stato, festoso e straripante perché tutti, ma proprio tutti, volevano esserci. Ah già la partita, inutile orpello in una giornata di ordinaria follia. Finisce 2-1 grazie a Varricchio e Saverino ed alla fine via alla festa vera: tutta la squadra sul pullman scoperto. Impiegherà un paio d’ore per raggiungere Piazza Europa in mezzo ad una fiumana di persone (molte delle quali arrampicate per tutto il tragitto). Lì, nella piazza, con un palco allestito per l’occasione, è delirio puro. Questa volta il teatro dei festeggiamenti per le conquiste di Coppe e campionati, quasi esclusivamente delle squadre a strisce, lascia spazio al popolo bianco e c’è chi stima che quel giorno di tre anni fa siano scesi nelle vie del centro per festeggiare oltre 20mila persone.
Sono tante le istantanee che vengono in mente ripensando a quella giornata, ma forse quelle più intense sono proprio legate ai piccoli particolari, quelli che lì per lì ti erano sembrati di poco conto. Penso ad una signora anziana che da sola, da un terrazzo di Corso Cavour, salutava il pullman dei vincitori con un sorriso maledettamente carico di nostalgia, o ad un bimbo vestito da aquilotto guardarsi attorno tra lo stranito ed il sognante. Ricordi ed emozioni che niente e nessuno potrà cancellare. Nemmeno quella centrifuga che è stata capace di far toccare a questa gente gli antipodi nel giro di pochissimi mesi. Dalla Serie B alla Serie D, dal trionfo al fallimento, da Marassi a Borzoli con un unico comune denominatore: una passione enorme, tesoro da salvaguardare.