venerdì 19 giugno 2009

Pietro Fusco, da capitano a mister in seconda


Quando risponde al telefono la prima impressione è che sia triste. “Mica abbiamo vinto contro il Vico Equense…” fa notare. Pietro Fusco non l’ha proprio mandata giù l’uscita dello Spezia ai Playoff e del resto è in buona compagnia. In realtà per lui questo è un momento importante perché la sua vita professionale è giunta ad una svolta. Appendere le scarpette al chiodo non è mai semplice ma il fatto di restare nel mondo che ti ha dato tutto o quasi e in una città alla quale sei comunque legato, può senz’altro aiutare. E’ così che il difensore napoletano passa da capitano dello Spezia a mister in seconda, quasi un record visto che viene nominato ancora prima che si scopra il nome dell’allenatore in prima.
Vico Equense a parte, Pietro è felice:
“Sì, sono contento -confessa- Per me è l’inizio di una nuova avventura professionale molto stimolante”.
Tempo fa dicevi che prima di decidere se interrompere la carriera da calciatore volevi constatare quali sarebbero state le tue sensazioni nella parte finale del campionato, dopo esserti ripreso dall’infortunio muscolare:
“E’ vero ma ad essere sincero se mi dovessi affidare alle sensazioni andrei ancora avanti. In realtà pesa anche il fatto di doversi allenare, se saremo ancora in D, in superfici in sintetico che sono anche buone ma per uno della mia età diventa dura. Sinceramente non me la sento”.
Quando è nata questa possibilità?
“Sono un paio di settimane che ne parliamo con Iacopetti. Mi ha convinto perchè ho visto da parte sua una certa decisione in merito a questa soluzione. Mi sono preso un paio di giorni per riflettere con calma e poi ho dato la risposta che è stata affermativa. Devo dire che la società nella persona di Aldo Iacopetti si è comportata molto bene con il sottoscritto, dimostrando grande serietà e correttezza”.
Come consideri la nuova avventura che vai ad intraprendere?
“La considero un’ottima opportunità sia che si tratti di Serie D sia che, come speriamo tutti, si tratti di Lega Pro. Inoltre mi dà la possibilità di rimanere nel calcio in una piazza che conosco ed alla quale sono molto legato. Sarò l’allenatore in seconda, visto che tra l’altro ho il patentino di terza categoria che mi permette di allenare nei dilettanti fino in Serie D, poi vedremo più avanti. Ho diverse idee…”.
A proposito, trapela nulla sull’eventuale ripescaggio?
“L’unica cosa che so per certo è che la dirigenza sta preparando tutta la documentazione per richiedere l’ammissione alla Lega Pro. Non so altro, se non che si percepisce che ci credono”.
Un giudizio su questi primi giorni successivi alla sconfitta di Vico.
“Sinceramente mi sembra che i dirigenti si stiano comportando bene. Hanno iniziato andando a confermare tre tasselli che sono fondamentali, a prescindere dalla categoria, come Herzan, Lazzaro e Capuano. Credo che fosse doveroso. Intanto stanno portando avanti il discorso sul ripescaggio”.
Non può sembrare un po’ contraddittorio che Iacopetti, giustamente, non perda tempo nell’impostare la nuova stagione e contemporaneamente Volpi faccia sapere che le linee guida saranno gettate il prossimo 29 Giugno?
“Di questo non sono al corrente ma non credo che le due cose siano in contrasto e i loro movimenti siano lasciati al caso”.
Dopo tre stagioni da giocatore, quindi, Pietro Fusco si appresta ad affrontare la quarta stagione nel club aquilotto. “Mi sarebbe solo piaciuto chiudere da vincitore ma non è detto che certi traguardi non li possa raggiungere con lo Spezia in un’altra veste”. E’ quello che si augura anche tutto il popolo bianco.
In bocca al lupo… mister.

martedì 16 giugno 2009

Obiettivo fallito, ora non ci sono più alibi


Altro fallimento. Dopo quello societario, avvenuto la scorsa estate, ecco quello sportivo determinato dal campo. Fallimento, perché di questo si tratta. Quando una squadra non raggiunge il traguardo prefissato significa che ha fallito. Lo Spezia non ci è riuscito nella stagione regolare, soprattutto per i meriti di una Biellese da applausi ma anche per i demeriti propri, né nell’ipotetico appello rappresentato dai Playoff per i ripescaggi. Ora l’unica possibilità che ha il club bianco di giocare il prossimo anno in Lega Pro passa da un’ecatombe in piena regola di squadre che libererebbero posti nelle categorie superiori. Difficile, improbabile, anche se le notizie che arrivano in questi giorni da piazze fino a poco tempo fa insospettabili come Pisa e Pistoia lascerebbero uno spiraglio aperto. Ma è bene non farci troppo la bocca: salvo sorprese lo Spezia è condannato ad un altro anno (almeno…) di Serie D che significa, brutte partite, avversari insulsi e pubblico messo sempre più alla prova.
Per la dirigenza si apre una fase difficilissima perché la delusione è troppo forte per far continuare quella ‘tregua armata’ che la piazza sembrava aver intrapreso nei confronti della società. Chiaro che il prossimo campionato dovrà essere vinto e che gli alibi sono davvero finiti: da ora in poi conteranno solo i fatti che nell’immediato dovranno essere la conferma di un blocco di giocatori meritevoli di far parte di un gruppo anche per la prossima stagione e acquisto di gente che possa scoraggiare le avversarie anche solo leggendone il nome. Questo perché se qualcuno non aveva ben capito dove si trovava lo scorso anno, quando la squadra era stata costruita in fretta e furia, ora non può proprio più accampare scuse. Ci sono poi una serie di quesiti che meritano una rapida risposta. Intanto: perché il cda presentato ormai da diverse settimane non si è ancora riunito? Davvero potrà farlo solo con Volpi presente anche se il presidente non è quasi mai in Italia? Verrà ingaggiato un direttore tecnico (o altra figura con competenze tecniche) come lo stesso Volpi aveva annunciato in conferenza stampa? Da quali giocatori ripartirà lo Spezia? E da quale allenatore?
Se poi, a sorpresa, dovesse arrivare un’improbabile ripescaggio, sarebbe davvero singolare dover sentire che il merito è di una società modello. Al di là dei meriti, ripetuti ormai da mesi, gli unici fattori a cui si dovrebbe un salto, allo stato attuale molto difficile, sarebbero da ricercare nel pubblico, davvero fuori concorso, dal blasone del club, dallo stadio e da una città capoluogo di provincia. Il resto sono discorsi, perché il club aquilotto è molto ben strutturato ed organizzato ma certe pecche, senza offesa per nessuno, nemmeno dei più permalosi, sono da Serie D. Ed è lì che, per ora siamo rimasti. Questo il verdetto del campo.Attenzione poi a pensare che il prossimo anno sarà tutto semplice. Questi sono campionati dove la sorpresa è dietro l’angolo, la composizione dei gironi è un’incognita così come le eventuali società che, fallite, ripartono con nuova linfa e nuove ambizioni. Per salire ci vorranno soldi e competenza un mix che spesso quest’anno è mancato ma se non altro non bisogna ripartire dalle macerie come nell’estate scorsa. Ecco, già un alibi in meno…

giovedì 11 giugno 2009

Si decide nella patria della... pizza al metro


E così lo Spezia si giocherà le speranze di accesso alla futura Lega Pro domenica prossima in una gara nella quale basterà non perdere. Lo farà nella patria della ‘pizza al metro’ vale a dire Vico Equense, profondo sud, provincia di Napoli a metà strada tra Castellammare di Stabia e Sorrento. Questo il verdetto dopo la seconda giornata del girone a 3 squadre dei Playoff di Serie D nella quale il Fano ed il Vico Equense hanno impattato per 1-1. Dal punto di vista psicologico è la situazione ideale per una squadra che sta attraversando un ottimo momento anche fisico e che è finalmente consapevole della propria forza. Più complicato sarebbe stato dover andare a far visita al Vico con l’obbligo della vittoria dal momento che la squadra di mister Ferraro è imbattuta da circa 2 anni sul proprio campo, viene da 23 risultati utili consecutivi ed ha subito solo 6 reti a Massaquano. In pratica il Vico Equense ha fatto del proprio terreno di gioco un vero e proprio fortino quasi inespugnabile, dove evidentemente gli avversari soffrono la superficie in sintetico e le dimensioni ridotte del campo (100x65). Ecco perché per lo Spezia sarà importante partire con la possibilità di giocare con due risultati su tre a disposizione, anche se, c’è da giurarci, Rossi non vorrà puntare al pari ma cercherà ancora una volta di vincere il match.
In palio c’è la possibilità di entrare nelle prime 4 della graduatoria ripescaggi, una soglia che permetterebbe al club bianco di sperare in modo più che giustificato ad un ripescaggio in Lega Pro. Tutto dipenderà da ciò che accadrà tra le tante squadre in crisi, a cominciare da alcune delle retrocesse dalla B. Se a Treviso Setten promette il massimo impegno per saldare tutti i debiti della società (fino a qualche mese fa il buco si aggirava sui 15 milioni di euro) e poi lasciare dal 1 Luglio, a Pisa la situazione è delicatissima. La retrocessione, inaspettata, del sodalizio nerazzurro ha messo in grave difficoltà il presidente Pomponi che adesso, anche attraverso una lettera rivolta a tifosi ed amministrazione pubblicata sul sito della società, chiede aiuto prospettando lo spettro della non iscrizione: “Mi assumo il 101 per cento delle responsabilità per la retrocessione della squadra – si legge su http://www.pisacalcio.it -. Però oggi più che mai mi sento solo e non mi sento in grado di affrontare economicamente un campionato come quello di Prima Divisione. Si tratterebbe di un vero e proprio bagno di sangue e per questo chiedo un aiuto concreto. Da solo non posso più andare avanti e in questo momento mi sarei aspettato non tanto l'aiuto da parte degli imprenditori ma quantomeno dalle Istituzioni, a salvaguardia di un bene che appartiene alla città. Non mi riferisco alla possibilità di costruire lo stadio nuovo piuttosto che la Cittadella dello Sport perché non sono mai stati e pure adesso non sono progetti che mi interessano, ma penso ad un aiuto sotto il profilo delle sponsorizzazioni, del marketing. Da questo punto di vista però tutte le cose che ho proposto non hanno trovato sbocco. Se a Pisa in 9 anni ci sono stati 5 presidenti diversi e se in Toscana quasi tutte le società di calcio sono gestite da imprenditori provenienti da altre regioni, un motivo forse esiste davvero e non riguarda sicuramente le contestazioni della piazza o altre cose del genere”. Preoccupazione quindi in riva all’Arno, come testimoniano anche le parole di risposta a Pomponi del sindaco di Pisa Filippeschi: “Chiedo a Pomponi chiarezza e trasparenza, cioè la certezza dell'iscrizione al campionato e sui bilanci del club".
Mentre lo Spezia si giocherà con il Vico Equense il traguardo delle semifinali, anche negli altri due gironi la situazione è tutta da definire. La vittoria esterna del Chioggia permetterà alla Viterbese di giocarsi in casa le proprie possibilità di qualificazione contro il Renate. La squadra dove gioca il bomber Ambrosi può anche pareggiare per guadagnarsi l’accesso alla semifinale raggiungendo così il Sapri (vincitore della Coppa Italia di Serie D). Nell’ultimo girone il sorprendente successo in rimonta del Salò rende la situazione estremamente incerta. Tutto sarà deciso dal match Nocerina-Gavorrano: ai toscani basta il pari mentre un successo con uno o due gol di scarto dei padroni di casa qualificherebbe contro i pronostici il Salò. Alla Nocerina serve dunque vincere con tre gol di scarto per passare il turno.

mercoledì 3 giugno 2009

Girone non semplice, con il Fano sarà gara-chiave


I Playoff di Serie D entrano nel vivo. Con l’inizio della fase a triangolari comincia il momento decisivo per capire quali squadre hanno reali possibilità di essere ripescate in Lega Pro e quali invece dovranno rassegnarsi ad un altro anno in D. Lo Spezia ha iniziato con il piede giusto questi Playoff, non senza affanno, magari con qualche grattacapo ma alla fine ha superato i primi due turni accedendo come detto ai triangolari. Certo, l’inizio con l’Albese era stato da brividi e chissà come sarebbe andata a finire senza la grandinata che ha costretto le squadre ad uno stop forzato di un’ora. E poi contro il Casale ancora ad inseguire e bisogna ringraziare una splendida girata di Nieto se la squadra di Rossi è riuscita immediatamente a ristabilire la parità che poi è valsa il passaggio del turno dopo i supplementari. Però, andando a rivedere le due gare, la qualificazione dello Spezia alla fase successiva è strameritata.
Ora i famigerati triangolari. L’esito del sorteggio forse poteva essere più magnanimo ma lo Spezia non deve davvero temere nessuno. Se il girone formato da Nocerina, Gavorrano e Salò è complicato e qualitativamente importante, quello con Chioggia, Renate e Viterbese probabilmente esprime valori leggermente inferiori. Diciamo ‘probabilmente’ perché in queste categorie ci sono vere e proprie incognite. Prendete il Chioggia che ha vinto i Playoff del proprio girone da quinta classificata nella regular season, o il Salò, quarto in campionato, capace di eliminare il quotato Castellarano.
Nel girone a tre dello Spezia si può notare innanzitutto che ogni squadra si è classificata al secondo posto nel rispettivo campionato. Il Fano ha dato vita ad un duello incerto fino all’ultimo con la Pro Vasto. La squadra allenata da Gaudenzi e dove milita l’ex aquilotto Scoponi, ha perso il primato per un punto ma era stata costruita per disputare una stagione di primo piano, come poi in effetti si è verificato. Il Vico Equense, che è la squadra di Vicolo Equense, un centro a sud di Napoli situato tra Sorrento e Castellammare di Stabia, ha invece ottenuto la piazza d’onore ma in un campionato letteralmente dominato dal Siracusa. In casa il Vico è particolarmente temibile avendo chiuso il campionato imbattuto e pure il Siracusa è stato sconfitto dalla squadra di mister Ferraro. Tutti aspetti da tenere in considerazione dal momento che lo Spezia affronterà il Vico Equense in trasferta.
Infine alcune considerazioni sulla formula. Trattasi, è vero, di girone ma va affrontato come se le gare fossero ad eliminazione diretta. Già la partita interna contro il Fano assume un’importanza da dentro o fuori. Quella tra le due squadre che uscirà sconfitta vedrà le proprie possibilità di qualificazione ridotte al lumicino. In caso di parità lo Spezia sarebbe poi costretto a vincere contro il Vico Equense in trasferta e, anche ammesso ci riuscisse, darebbe al Fano la possibilità, la domenica successiva, di giocarsi in casa la gara decisiva già sapendo il risultato necessario per passare il turno. Per questo motivo Spezia-Fano di domenica al Picco diventa la gara chiave, quella che può spostare gli equilibri del girone.Lo Spezia ad ogni modo deve arrivare all’appuntamento con il triangolare con la massima serenità perché i segnali giunti dai primi turni sono incoraggianti. Ci sono giocatori in grande forma come Salvalaggio, Cintoi e Masi; altri che al top stanno arrivando come Herzan e Capuano, il tutto in attesa di Lazzaro che in questi Playoff si è mosso bene e ha fatto un gran lavoro ma non si è ancora sbloccato dal punto di vista realizzativo. Semmai ci sarebbe da augurare a Rossi il recupero del portiere Bertagna, e non perché Fornari non abbia dimostrato di essere all’altezza, ma perché nelle ultime due gare l’unico ’90 a disposizione era Cintoi e in caso di infortunio lo Spezia non avrebbe avuto alternative a giocare la gara in 10, salvo fare un doppio cambio e schierare un portiere con una microfrattura ad un piede.