PRO
Attacco: Spezia ancora una volta a segno con tutti e tre i suoi attaccanti principali. Beretta, Moro e Lazzaro sono già tutti a tre reti e se dovessero continuare a questo ritmo rischiano di raggiungere la doppia cifra. Fatto abbastanza anomalo perché pochissime squadre, forse nessuna nel girone dello Spezia, può annoverare un tale lusso nel reparto avanzato. Non basta fermare una bocca da fuoco perché immediatamente ci sono le altre a punirti. Beretta, pur sbagliando ancora qualcosa di troppo, resta giocatore fondamentale anche per il suo spirito di sacrificio. Moro è tecnicamente il più dotato ed è l’unico, oltre a Triglia, che vanta certe caratteristiche anche in fatto di rapidità. Che dire poi di Lazzaro? Anche contro la Pro Vercelli entra nel finale e sforna gol e assist…
Scantamburlo: non ancora nel suo ruolo dal momento che le defezioni a centrocampo costringono ancora Lombardo a rivedere qualcosa nell’assetto. Eppure, schierato da esterno di centrocampo, questa volta arriva ripetutamente al cross creando diversi grattacapi agli avversari e fornendo a Beretta la palla del 2-0, quella che di fatto chiude il match. Quando tornerà a fare il terzino, magari nel 4-3-1-2, sarà chiamato a fare le due fasi con la stessa continuità mostrata con la Pro Vercelli, ma il miglior Scantamburlo può farlo.
Lombardo: le assenze continuano a pesare ma ora, con i primi ritorni seppur part-time, comincia a respirare. Sceglie alcune linee guida e le porta avanti: difesa a quattro, tridente in ghiacciaia se non a partita in corso, Scantamburlo per il momento alzato a centrocampo, Capuano esterno. Viene premiato. Sarà che il calcio è questione di episodi ma stavolta le azzecca proprio tutte: sceglie la coppia d’attacco formata da Beretta e Moro ed entrambi vanno a segno. Poi manda in campo Lazzaro e Ferdani che confezionano il poker. Almeno con la Pro Vercelli è un Lombardo versione mago…
Aprea: se la porta dello Spezia rimane imbattuta gran parte del merito è sua. Almeno tre gli interventi pesanti nell’economia della partita e da uno di questi nasce addirittura il contropiede del 3-0. Ma oltre alle parate mostra sicurezza nelle uscite ed una certa autorevolezza nel guidare la difesa con il risultato di rendere più sereno tutto il pacchetto arretrato. Un numero 1, in tutti i sensi.
CONTRO
Primo tempo: difficile andare ad elencare ciò che non ha funzionato dopo una vittoria per 4-0. Eppure, a ben vedere, lo Spezia, soprattutto nel primo tempo, non ha giocato una partita particolarmente ispirata. Anzi, a dirla tutta, la Pro Vercelli ha creato qualche pericolo di troppo ed è parsa a tratti più ficcante degli aquilotti. Ciò che ha fatto la differenza sono stati Aprea e la prolificità degli attaccanti ma se gli ospiti fossero andati in vantaggio sarebbero stati dolori.
Botteghino: il pubblico continua ad essere il grande assente. Questa squadra merita più persone al Picco, i 2200-2500 su cui si sta attestando la media stagionale è poca cosa per una squadra che verosimilmente lotterà fino alla fine per il primo posto. Giusto dire che l’impossibilità di acquistare i biglietti subito prima delle partite ha spiazzato molti, ma ormai il fatto dovrebbe essere risaputo. La speranza è che risultati roboanti come il 4-0 alla Pro Vercelli possano convincere tutti: scettici, pigri e tutti gli assenti.
lunedì 28 settembre 2009
lunedì 21 settembre 2009
Pro e Contro: il punto dopo Spezia-Canavese
PRO
Buscaroli: gol a parte l’ex difensore del Foligno è stato tra i migliori contro il Canavese. Appena giunto in riva al Golfo è stato gettato nella mischia, per giunta in una gara in cui la difesa veniva per la prima volta schierata a tre. Normale che necessitasse di qualche gara per assimilare quegli automatismi che in una difesa possono fare la differenza. Nel match contro la squadra di mister Prina a mostrato buone qualità: ottimo nel gioco aereo, bene sull’uomo, apprezzabile anche in qualche appoggio quando si trattava di uscire palla al piede. Non c’è che dire: il cambio con Calzolaio è stato quanto mai opportuno.
Equilibrio: l’anno scorso di questi tempi, mentre ci si ripeteva che non c’erano squadre in grado di ammazzare il campionato, la Biellese inanellava una serie di risultati che la mettevano di fatto in fuga, con buona pace di Spezia, Casale e compagnia bella. Quest’anno il motivetto si ripete ma forse ci si avvicina di più al vero. Basti pensare che tutte le squadre del girone, tranne Sambonifacese e Feralpisalò che per altro sono tutto meno che in fuga, hanno già perso almeno una volta. Inoltre ogni domenica la testa della classifica cambia padrone: due domeniche fa era toccato alla Sambonifacese, poi soppiantata dal Carpendolo che alla quinta ha lasciato la vetta a favore dell’Alghero. Manca un padrone e questo non può che giocare a favore dello Spezia che in questo modo può restare in scia delle prime in attesa di tempi migliori (leggi recupero dei tanti infortunati).
Atmosfera: stavolta è andata leggermente meglio. Peccato per un primo tempo con la Curva vuota per la protesta degli Ultras contro la Tessera del Tifoso, ma in ogni caso il clima era meno negativo rispetto all’ultima gara casalinga. Certo, a livello di presenze sono lontani i tempi d’oro ma è pur vero che con le restrizioni imposte dal ministero, con chiusura dei botteghini alle 12:30, fare i biglietti diventa sempre più difficile. Non è l’unico aspetto, d’accordo, però qualcuno in Italia sta facendo di tutto per tenere la gente lontana dagli stadi. In ogni caso il Picco può e deve tornare ad essere uno stadio dove si respira aria di calcio vero.
CONTRO
Attacco: stavolta le punte aquilotte rimangono a secco. Il fatto però è un altro e cioè che nella giornata in cui Lombardo opta per un 4-4-2 con il tridente messo nel congelatore, Moro va per tutto il primo tempo a cercare palla a centrocampo, finendo per abbassarsi troppo e lasciando troppo solo Beretta. Quando, un po’ per scelta un po’ per necessità, Lombardo manda dentro Lazzaro, i tre davanti finiscono per appiattirsi troppo confermando le difficoltà del modulo. Comunque le occasioni ci sono state: metterla dentro, please.
Risultato: volendo vedere il bicchiere mezzo pieno si può dire che alla fine si è anche rischiato di perdere e quindi va bene così. Resta il fatto che il Canavese tutto è sembrato meno che squadra irresistibile. Si sapeva che avrebbe fatto giocare poco lo Spezia e che non si sarebbe scoperto ma queste squadre non possono uscire dal Picco con un risultato utile. Beffa doppia perché la mancata vittoria impedisce ai bianchi di balzare in testa alla classifica.
Infortuni: non bastano i quattro infortunati a centrocampo. In settimana salta il menisco anche a Bertagna, poi ad inizio ripresa un colpo mette Padoin fuori causa, sperando che non sia nulla di grave. Non è un bel momento sotto questo profilo ma per fortuna si inizia a parlare di rientri: dalla prossima gara potrebbero essere almeno in panchina Carrara ed Herzan. La luce in fondo al tunnel?
Buscaroli: gol a parte l’ex difensore del Foligno è stato tra i migliori contro il Canavese. Appena giunto in riva al Golfo è stato gettato nella mischia, per giunta in una gara in cui la difesa veniva per la prima volta schierata a tre. Normale che necessitasse di qualche gara per assimilare quegli automatismi che in una difesa possono fare la differenza. Nel match contro la squadra di mister Prina a mostrato buone qualità: ottimo nel gioco aereo, bene sull’uomo, apprezzabile anche in qualche appoggio quando si trattava di uscire palla al piede. Non c’è che dire: il cambio con Calzolaio è stato quanto mai opportuno.
Equilibrio: l’anno scorso di questi tempi, mentre ci si ripeteva che non c’erano squadre in grado di ammazzare il campionato, la Biellese inanellava una serie di risultati che la mettevano di fatto in fuga, con buona pace di Spezia, Casale e compagnia bella. Quest’anno il motivetto si ripete ma forse ci si avvicina di più al vero. Basti pensare che tutte le squadre del girone, tranne Sambonifacese e Feralpisalò che per altro sono tutto meno che in fuga, hanno già perso almeno una volta. Inoltre ogni domenica la testa della classifica cambia padrone: due domeniche fa era toccato alla Sambonifacese, poi soppiantata dal Carpendolo che alla quinta ha lasciato la vetta a favore dell’Alghero. Manca un padrone e questo non può che giocare a favore dello Spezia che in questo modo può restare in scia delle prime in attesa di tempi migliori (leggi recupero dei tanti infortunati).
Atmosfera: stavolta è andata leggermente meglio. Peccato per un primo tempo con la Curva vuota per la protesta degli Ultras contro la Tessera del Tifoso, ma in ogni caso il clima era meno negativo rispetto all’ultima gara casalinga. Certo, a livello di presenze sono lontani i tempi d’oro ma è pur vero che con le restrizioni imposte dal ministero, con chiusura dei botteghini alle 12:30, fare i biglietti diventa sempre più difficile. Non è l’unico aspetto, d’accordo, però qualcuno in Italia sta facendo di tutto per tenere la gente lontana dagli stadi. In ogni caso il Picco può e deve tornare ad essere uno stadio dove si respira aria di calcio vero.
CONTRO
Attacco: stavolta le punte aquilotte rimangono a secco. Il fatto però è un altro e cioè che nella giornata in cui Lombardo opta per un 4-4-2 con il tridente messo nel congelatore, Moro va per tutto il primo tempo a cercare palla a centrocampo, finendo per abbassarsi troppo e lasciando troppo solo Beretta. Quando, un po’ per scelta un po’ per necessità, Lombardo manda dentro Lazzaro, i tre davanti finiscono per appiattirsi troppo confermando le difficoltà del modulo. Comunque le occasioni ci sono state: metterla dentro, please.
Risultato: volendo vedere il bicchiere mezzo pieno si può dire che alla fine si è anche rischiato di perdere e quindi va bene così. Resta il fatto che il Canavese tutto è sembrato meno che squadra irresistibile. Si sapeva che avrebbe fatto giocare poco lo Spezia e che non si sarebbe scoperto ma queste squadre non possono uscire dal Picco con un risultato utile. Beffa doppia perché la mancata vittoria impedisce ai bianchi di balzare in testa alla classifica.
Infortuni: non bastano i quattro infortunati a centrocampo. In settimana salta il menisco anche a Bertagna, poi ad inizio ripresa un colpo mette Padoin fuori causa, sperando che non sia nulla di grave. Non è un bel momento sotto questo profilo ma per fortuna si inizia a parlare di rientri: dalla prossima gara potrebbero essere almeno in panchina Carrara ed Herzan. La luce in fondo al tunnel?
lunedì 14 settembre 2009
Pro e Contro: il punto dopo Sambonifacese-Spezia

PRO
Risultato: l’1-1 in terra veneta è un risultato che in molti avrebbero sottoscritto. La squadra di Viviani ha confermato ciò che si sapeva al suo riguardo: squadra organizzata, veloce, un buon complesso. Più squadra insomma rispetto all’undici di Lombardo che, per forza di cose (acquisti nell’ultima parte di mercato ed infortuni che hanno spazzato via l’intero centrocampo) è ancora alla ricerca di una precisa identità. Il punto permette allo Spezia di restare nella scia delle prime, nelle zone alte della graduatoria ed in questo momento è ciò che più conta.
Aprea: altro acquisto azzeccato da parte della dirigenza spezzina. Se l’estremo difensore deve dare sicurezza al reparto allora l’ex veneziano è senza dubbio all’altezza della situazione. Poco impegnato in altre occasioni, soprattutto nelle due gare casalinghe; decisivo a San Bonifacio con due interventi portentosi più il rigore parato a due minuti dalla fine che vale un punto d’oro. Quando il valore aggiunto arriva dal numero 1.
Attacco: dopo le prime 4 giornate lo Spezia si ritrova già con 3 attaccanti a 2 reti ciascuno nella classifica marcatori. Di solito si dice che quando le cose funzionano sono le punte ad andare in gol: stavolta tocca a Beretta, in precedenza era toccato a Moro e Lazzaro, in attesa che si sblocchi anche Triglia.
Calendario: due gare casalinghe contro Canavese e Pro Vercelli prima del big-match di Carpenedolo. Premesso che, storicamente, il doppio turno casalingo non è mai semplice da sfruttare appieno, se lo Spezia fa il suo contro squadre che potrebbero essere alla portata la classifica assumerà una fisionomia interessante. In attesa che alcuni tra gli infortunati tornino ad assaporare l’odore dell’erba…
CONTRO
Difesa: il reparto arretrato è quello che maggiormente va registrato. Buscaroli è l’ultimo arrivato ed è ovvio che abbia bisogno di qualche partita per trovare la giusta intesa con i compagni, Ronchetti la scommessa, Milone la certezza con Salvalaggio pronto in caso di necessità. Sugli esterni Enow è una bella sorpresa mentre Scantamburlo ha avuto un avvio non eccezionale ma può solo crescere. Poi c’è Cintoi, blindato da Varini e capitale dello Spezia. Materiale ce n’è, forse serve solo qualche altra gara per registrare al meglio gli automatismi.
Modulo: continua a non convincere appieno il modulo senza Bischeri. Con l’ex Figline il rombo è naturale conseguenza delle caratteristiche degli interpreti. Senza di lui viene arretrato Moro che però era e resta una seconda punta, con Lazzaro e Beretta che paiono un po’ troppo simili. Qui Lombardo deve fare delle scelte ben precise. Fermo restando un modulo con 4 difensori, o si trova un vice-Bischeri, se non nelle giocate almeno nella posizione in campo (Dura?), oppure si cerca di passare ad un 4-4-2 classico magari rispolverando qualche giocatore come Frateschi o Ferdani.
Risultato: l’1-1 in terra veneta è un risultato che in molti avrebbero sottoscritto. La squadra di Viviani ha confermato ciò che si sapeva al suo riguardo: squadra organizzata, veloce, un buon complesso. Più squadra insomma rispetto all’undici di Lombardo che, per forza di cose (acquisti nell’ultima parte di mercato ed infortuni che hanno spazzato via l’intero centrocampo) è ancora alla ricerca di una precisa identità. Il punto permette allo Spezia di restare nella scia delle prime, nelle zone alte della graduatoria ed in questo momento è ciò che più conta.
Aprea: altro acquisto azzeccato da parte della dirigenza spezzina. Se l’estremo difensore deve dare sicurezza al reparto allora l’ex veneziano è senza dubbio all’altezza della situazione. Poco impegnato in altre occasioni, soprattutto nelle due gare casalinghe; decisivo a San Bonifacio con due interventi portentosi più il rigore parato a due minuti dalla fine che vale un punto d’oro. Quando il valore aggiunto arriva dal numero 1.
Attacco: dopo le prime 4 giornate lo Spezia si ritrova già con 3 attaccanti a 2 reti ciascuno nella classifica marcatori. Di solito si dice che quando le cose funzionano sono le punte ad andare in gol: stavolta tocca a Beretta, in precedenza era toccato a Moro e Lazzaro, in attesa che si sblocchi anche Triglia.
Calendario: due gare casalinghe contro Canavese e Pro Vercelli prima del big-match di Carpenedolo. Premesso che, storicamente, il doppio turno casalingo non è mai semplice da sfruttare appieno, se lo Spezia fa il suo contro squadre che potrebbero essere alla portata la classifica assumerà una fisionomia interessante. In attesa che alcuni tra gli infortunati tornino ad assaporare l’odore dell’erba…
CONTRO
Difesa: il reparto arretrato è quello che maggiormente va registrato. Buscaroli è l’ultimo arrivato ed è ovvio che abbia bisogno di qualche partita per trovare la giusta intesa con i compagni, Ronchetti la scommessa, Milone la certezza con Salvalaggio pronto in caso di necessità. Sugli esterni Enow è una bella sorpresa mentre Scantamburlo ha avuto un avvio non eccezionale ma può solo crescere. Poi c’è Cintoi, blindato da Varini e capitale dello Spezia. Materiale ce n’è, forse serve solo qualche altra gara per registrare al meglio gli automatismi.
Modulo: continua a non convincere appieno il modulo senza Bischeri. Con l’ex Figline il rombo è naturale conseguenza delle caratteristiche degli interpreti. Senza di lui viene arretrato Moro che però era e resta una seconda punta, con Lazzaro e Beretta che paiono un po’ troppo simili. Qui Lombardo deve fare delle scelte ben precise. Fermo restando un modulo con 4 difensori, o si trova un vice-Bischeri, se non nelle giocate almeno nella posizione in campo (Dura?), oppure si cerca di passare ad un 4-4-2 classico magari rispolverando qualche giocatore come Frateschi o Ferdani.
martedì 8 settembre 2009
Anno 2009: fuga dall'Alberto Picco

Le parole del diesse Varini al termine di Spezia-Legnano sono ancora fresche. Quel coro (‘tirate fuori i c…oni’) fatto ancora prima che arrivasse il fischio d’inizio non è stato digerito dalla dirigenza spezzina che si aspettava ben altro. Forse è un po’ esagerato parlare di contestazione, visto che a parte quel coro iniziale il sostegno c’è stato, ma di certo a Varini premeva puntualizzare alcuni concetti. Primo fra tutti la richiesta di equilibrio all’ambiente, in un momento in cui la squadra sta soffrendo per i numerosi infortuni e per la necessaria amalgama che, con tanti volti nuovi, non può ancora essere al top.
Ma al di là delle prese di posizione della parte più calda della tifoseria, c’è un dato che deve far profondamente riflettere, vale a dire lo scarso afflusso di pubblico nelle prime due gare interne. Raramente in anni passati, anche bui, si era assistito a gare di inizio campionato così poco frequentate dal popolo bianco. I 2300 spettatori di Spezia-Pro Sesto ed i circa 2200 di Spezia-Legnano sono davvero poca cosa rispetto a quello che questa piazza può dare, sebbene rappresentino dati assolutamente di rilievo se confrontati con quelli dei vari stadi di Lega Pro (sia in Prima che in Seconda Divisione). In realtà, però, i circa 4000 spettatori presenti per Spezia-Verona di Tim Cup sarebbero in controtendenza rispetto a quello a cui stiamo assistendo. E allora? Cosa sta succedendo? Ecco di seguito alcune delle motivazioni che potrebbero essere alla base di questa ‘fuga di tifosi’ dal Picco:
- Le scorie della passata stagione non sono ancora state del tutto metabolizzate. Varini ha invitato tutti a voltare pagina ed ha ragione. Ma per capire il momento a livello ambientale è necessario guardare al recente passato per non commettere più certi errori. Sicuramente la società attuale, che a nostro avviso ha messo insieme un organico di prim’ordine se parametrato alle avversarie del girone, non è ancora riuscita a fare breccia nella tifoseria aquilotta. Questione di appeal, forse di marketing, forse di comunicazione non sempre ineccepibile ma certo tutto ciò, da solo, non può spiegare un calo di quasi 2000 unità rispetto alla prima casalinga di un anno fa contro l’Albese. In Serie D…
- Le nuove norme per acquistare i biglietti rientrano in quel contesto di burocratizzazione del calcio italiano che sta allontanando il pubblico dai campi di calcio. Non è un problema solo spezzino ma è un discorso di livello nazionale che comprende anche permessi per gli striscioni, carta del tifoso, trasferte vietate e partite a porte chiuse. Anche questo incide. Inoltre la novità dei biglietti da acquistare in largo anticipo ha sorpreso in molti, se è vero che parecchi tifosi sono rimasti fuori senza tagliando con le biglietterie chiuse alle 12:30. Inoltre, aggiungiamo noi, gli orari scelti dalla Lega non sono proprio lungimiranti: le 16 il 23 Agosto e le 15 il 6 Settembre sembrano orari studiati per tenere la gente lontana.
- Il momento della tifoseria spezzina è molto delicato. All’interno della curva, ormai è noto, non esiste una linea comune e questo va a discapito della qualità del tifo. Dispiace perché al Picco, più che in altri stadi, l’apporto della parte più calda del pubblico è sempre stato uno spettacolo nello spettacolo. Forse basterebbe poco per ricompattare l’ambiente, chissà. Di certo il clima che si respirava allo stadio nelle ultime due gare interne era ben lontano da ciò che la Curva Ferrovia, ma anche il resto del Picco, sono soliti regalare in termini di pathos.
- Il precampionato, purtroppo, non è stato in grado di stuzzicare i tifosi più scettici. Amichevoli a parte, ed escludendo anche la sconfitta col Verona al termine di una bella prova della squadra di Lombardo, sono arrivate le sconfitte di Noceto e soprattutto quelle nei derby con Lucchese e Carrarese a creare malumore. Certo, a voler essere onesti non si può non ammettere che queste sconfitte sono figlie di scelte ben precise che miravano a salvaguardare i titolari, o presunti tali, in ottica campionato, ma certo soprattutto lo 0-3 con la Carrarese non è stato un bello spot per il ‘prodotto Spezia’.
- La campagna abbonamenti, che pure ha fatto registrare un discreto risultato con oltre 1000 adesioni, è stata forse troppo poco ‘pompata’. Probabilmente era necessario un maggiore impegno sotto il profilo del marketing e dell’immagine anche se a Spezia, al di là degli abbonati, lo stadio si è sempre riempito con l’entusiasmo sia in B che in C2. E proprio qui sta la sfida di dirigenti, giocatori e tecnici: ridare entusiasmo ad una piazza che deve tornare ad essere un valore aggiunto.
Ma al di là delle prese di posizione della parte più calda della tifoseria, c’è un dato che deve far profondamente riflettere, vale a dire lo scarso afflusso di pubblico nelle prime due gare interne. Raramente in anni passati, anche bui, si era assistito a gare di inizio campionato così poco frequentate dal popolo bianco. I 2300 spettatori di Spezia-Pro Sesto ed i circa 2200 di Spezia-Legnano sono davvero poca cosa rispetto a quello che questa piazza può dare, sebbene rappresentino dati assolutamente di rilievo se confrontati con quelli dei vari stadi di Lega Pro (sia in Prima che in Seconda Divisione). In realtà, però, i circa 4000 spettatori presenti per Spezia-Verona di Tim Cup sarebbero in controtendenza rispetto a quello a cui stiamo assistendo. E allora? Cosa sta succedendo? Ecco di seguito alcune delle motivazioni che potrebbero essere alla base di questa ‘fuga di tifosi’ dal Picco:
- Le scorie della passata stagione non sono ancora state del tutto metabolizzate. Varini ha invitato tutti a voltare pagina ed ha ragione. Ma per capire il momento a livello ambientale è necessario guardare al recente passato per non commettere più certi errori. Sicuramente la società attuale, che a nostro avviso ha messo insieme un organico di prim’ordine se parametrato alle avversarie del girone, non è ancora riuscita a fare breccia nella tifoseria aquilotta. Questione di appeal, forse di marketing, forse di comunicazione non sempre ineccepibile ma certo tutto ciò, da solo, non può spiegare un calo di quasi 2000 unità rispetto alla prima casalinga di un anno fa contro l’Albese. In Serie D…
- Le nuove norme per acquistare i biglietti rientrano in quel contesto di burocratizzazione del calcio italiano che sta allontanando il pubblico dai campi di calcio. Non è un problema solo spezzino ma è un discorso di livello nazionale che comprende anche permessi per gli striscioni, carta del tifoso, trasferte vietate e partite a porte chiuse. Anche questo incide. Inoltre la novità dei biglietti da acquistare in largo anticipo ha sorpreso in molti, se è vero che parecchi tifosi sono rimasti fuori senza tagliando con le biglietterie chiuse alle 12:30. Inoltre, aggiungiamo noi, gli orari scelti dalla Lega non sono proprio lungimiranti: le 16 il 23 Agosto e le 15 il 6 Settembre sembrano orari studiati per tenere la gente lontana.
- Il momento della tifoseria spezzina è molto delicato. All’interno della curva, ormai è noto, non esiste una linea comune e questo va a discapito della qualità del tifo. Dispiace perché al Picco, più che in altri stadi, l’apporto della parte più calda del pubblico è sempre stato uno spettacolo nello spettacolo. Forse basterebbe poco per ricompattare l’ambiente, chissà. Di certo il clima che si respirava allo stadio nelle ultime due gare interne era ben lontano da ciò che la Curva Ferrovia, ma anche il resto del Picco, sono soliti regalare in termini di pathos.
- Il precampionato, purtroppo, non è stato in grado di stuzzicare i tifosi più scettici. Amichevoli a parte, ed escludendo anche la sconfitta col Verona al termine di una bella prova della squadra di Lombardo, sono arrivate le sconfitte di Noceto e soprattutto quelle nei derby con Lucchese e Carrarese a creare malumore. Certo, a voler essere onesti non si può non ammettere che queste sconfitte sono figlie di scelte ben precise che miravano a salvaguardare i titolari, o presunti tali, in ottica campionato, ma certo soprattutto lo 0-3 con la Carrarese non è stato un bello spot per il ‘prodotto Spezia’.
- La campagna abbonamenti, che pure ha fatto registrare un discreto risultato con oltre 1000 adesioni, è stata forse troppo poco ‘pompata’. Probabilmente era necessario un maggiore impegno sotto il profilo del marketing e dell’immagine anche se a Spezia, al di là degli abbonati, lo stadio si è sempre riempito con l’entusiasmo sia in B che in C2. E proprio qui sta la sfida di dirigenti, giocatori e tecnici: ridare entusiasmo ad una piazza che deve tornare ad essere un valore aggiunto.
mercoledì 2 settembre 2009
Tre vie per mister Lombardo
Lo Spezia che Iacopetti e Varini hanno consegnato a mister Lombardo al termine della sessione estiva di mercato ha finalmente una connotazione definitiva. Il tecnico aveva chiesto l'ultimo sforzo per andare a completare la rosa: un centrale ed una punta per poter dare l'assalto al campionato. Poi, l'ecatombe a cui è stato sottoposto il centrocampo bianco, ha cambiato qualcosa rendendo necessario un ulteriore sforzo. Alla fine Lombardo è stato accontentato. In attacco l'arrivo di Marco Moro risponde alla necessità di inserire nel reparto una seconda punta con caratteristiche un po' diverse da quelle degli attaccanti già presenti in rosa. In difesa Fabio Buscaroli va a completare la batteria di quattro difensori centrali necessari per affrontare la stagione (Calzolaio non sembrava in effetti maturo per le esigenze dello Spezia). Infine il ritorno di Nicola Padoin, giocatore che solo a nominarlo evoca dolcissimi ricordi. Ma al di là del passato l'ex Reggiano ha le caratteristiche di duttilità, generosità e sostanza che senza ombra di dubbio sono oro colato per Lombardo, soprattutto nel momento in cui tutto l'ipotetico centrocampo titolare, almeno sulla carta, è in infermeria per un periodo più o meno lungo. Quando tutti saranno a disposizione del tecnico, e quindi abili ed arruolati, l'organico sembra di alto livello per un campionato che presenta alcune buone squadre ma non certo delle corazzate (qualche difficoltà in più ci sarebbe stata nel girone B).
Semmai Lombardo dovrà lavorare su di una questione di ordine tattico: il modulo base su cui lo Spezia si è concentrato è il 4-3-1-2, ma con Bischeri fuori causa non sembra esserci in rosa un'alternativa chiara per mantenere questo assetto. Di conseguenza Lombardo dovrà modificare qualcosa in attesa del ritorno del fantasista ex Figline. A ben vedere 3 sono le vie perseguibili. La prima prevede comunque il mantenimento del 4-3-1-2 con la ricerca in rosa di qualcuno che possa piazzarsi alle spalle delle due punte, chiunque esse siano. Forse il giocatore più adatto a tentare in quel ruolo è Dura che nelle giovanili aquilotte è stato a volte utilizzato come centrocampista avanzato. Più difficile, anche se non impossibile, pensare ad un Frateschi o all'arretramento di Moro, che pure rimane seconda punta.
La seconda possibilità consiste nel 4-4-2 classico ma in questo caso sarebbe necessario lavorare alacremente al rilancio di Manuele Frateschi, giocatore dalle grandi doti tecniche ma che fatica a fare il salto di qualità dal punto di vista della personalità. Frateschi (o in alternativa Ferdani) andrebbe naturalmente a ricoprire il ruolo di esterno destro, che anche Lombardo conosce bene, mentre sulla corsia opposta potrebbe adattarsi Padoin, con Del Padrone e Capuano centrali.
Terza ipotesi è quella del 4-3-3 ma in questo caso bisogna considerare bene la composizione del tridente avanzato: la presenza contemporanea di Lazzaro e Beretta, con uno dei due che parte largo, è tutta da verificare mentre, anche in questo caso, potrebbe trovare spazio Frateschi con Moro ed uno tra Beretta e Lazzaro. Anche Triglia, in questa ipotesi, potrebbe avere delle possibilità.
Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!
Semmai Lombardo dovrà lavorare su di una questione di ordine tattico: il modulo base su cui lo Spezia si è concentrato è il 4-3-1-2, ma con Bischeri fuori causa non sembra esserci in rosa un'alternativa chiara per mantenere questo assetto. Di conseguenza Lombardo dovrà modificare qualcosa in attesa del ritorno del fantasista ex Figline. A ben vedere 3 sono le vie perseguibili. La prima prevede comunque il mantenimento del 4-3-1-2 con la ricerca in rosa di qualcuno che possa piazzarsi alle spalle delle due punte, chiunque esse siano. Forse il giocatore più adatto a tentare in quel ruolo è Dura che nelle giovanili aquilotte è stato a volte utilizzato come centrocampista avanzato. Più difficile, anche se non impossibile, pensare ad un Frateschi o all'arretramento di Moro, che pure rimane seconda punta.
La seconda possibilità consiste nel 4-4-2 classico ma in questo caso sarebbe necessario lavorare alacremente al rilancio di Manuele Frateschi, giocatore dalle grandi doti tecniche ma che fatica a fare il salto di qualità dal punto di vista della personalità. Frateschi (o in alternativa Ferdani) andrebbe naturalmente a ricoprire il ruolo di esterno destro, che anche Lombardo conosce bene, mentre sulla corsia opposta potrebbe adattarsi Padoin, con Del Padrone e Capuano centrali.
Terza ipotesi è quella del 4-3-3 ma in questo caso bisogna considerare bene la composizione del tridente avanzato: la presenza contemporanea di Lazzaro e Beretta, con uno dei due che parte largo, è tutta da verificare mentre, anche in questo caso, potrebbe trovare spazio Frateschi con Moro ed uno tra Beretta e Lazzaro. Anche Triglia, in questa ipotesi, potrebbe avere delle possibilità.
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