sabato 28 novembre 2009

In attesa del Sudtirol alla ricerca di conferme


Se il nuovo corso è iniziato basterà attendere ancora poche domeniche per saperlo. Di qui alla pausa invernale mancano ancora 4 giornate e lo Spezia vuole sfruttarle al massimo per riuscire a tornare nelle zone che contano della classifica. Dopo la meritata ma sofferta vittoria contro la Pro Belvedere Vercelli, la prima della gestione D’Adderio, che ha interrotto il tris di sconfitte successive alle dimissioni di Attilio Lombardo, sono arrivate le due trasferte consecutive che hanno affermato concetti importanti. Innanzitutto il fatto che il lavoro portato avanti dall’ex tecnico di Foggia e Venezia ha delle linee guida ben precise che stanno dando i loro frutti. Primo aspetto è la continuità: D’Adderio ha cercato di trovare un modulo adatto ai giocatori che aveva a disposizione in quel momento e, viste le prime risposte incoraggianti, ha proseguito su quella strada. Insistere con un modulo, e di conseguenza con certi automatismi, ha permesso ad alcuni giocatori come Padoin ma soprattutto Herzan di ritrovarsi, senza dimenticare il rilancio di Ferdani. In difesa è singolare come, proprio nel momento in cui sono venuti a mancare i due centrali titolari, Buscaroli e Milone, si sia iniziato a subire meno reti. La colpa, sia chiaro, non è certo degli assenti ma D’Adderio sta dimostrando di saper fare anche di necessità virtù: lo spostamento di Scantamburlo nel cuore della difesa, che già era stato provato a Venezia, è stata un’apprezzabile intuizione, così come la fiducia in Salvalaggio che ancora una volta ha saputo rispondere presente quando ce n’è stato bisogno.
Il secondo aspetto riguarda lo spirito di un gruppo che sembra finalmente squadra. Era difficile pensare, come in molti dicevano, che questa squadra fosse semplicemente scarsa. Il curriculum e la storia degli interpreti sembrava e sembra dire l’esatto contrario. Semmai qualcosa si può obiettare in merito ad alcune scelte estive che hanno reso la rosa un po’ debole strutturalmente: in parole povere, nomi importanti ma anche qualche lacuna tecnica (alternative a Bischeri, esterni di ruolo, centrali difensivi poco propensi ad impostare, ecc.). Gli infortuni dell’intero reparto di centrocampo hanno fatto il resto, spogliando lo Spezia della propria identità di squadra. Questo almeno fino alla doppia trasferta di Valenza Po e Noceto. Chiaramente è presto per dire con certezza se il periodo nero è finito o se i bianchi sono davvero in rampa di lancio. La gara interna contro il lanciatissimo Sudtirol potrebbe dire di più al riguardo e non da meno è la successiva trasferta ad Alghero. Due squadre forti ed in forma per testare se il ‘nuovo Spezia’ ha davvero ingranato un’altra marcia. Non è azzardato dire che il momento è decisivo dal punto di vista strategico: ridimensionarsi ora potrebbe essere pericoloso, anche se la gare di qui alla fine di un equilibratissimo torneo sono molte e l’arrivo di Jorge Vargas oltre a quello prossimo di Claudio Ferrarese dovrebbero arricchire ulteriormente una rosa con molte alternative.

martedì 24 novembre 2009

D'Adderio sta plasmando una squadra vera

PRO
D’Adderio. Contestato al suo arrivo, accolto tra lo scetticismo. Il successore di Attilio Lombardo sulla panchina aquilotta ha avuto un avvio a dir poco difficile: le 3 sconfitte consecutive hanno gettato lo Spezia sull’orlo del baratro ma era chiaro che in quella situazione non era semplice intervenire sulla squadra ottenendo risultati fin da subito. Ora lo Spezia viene da tre risultati utili consecutivi e da almeno due prestazioni convincenti (con la Pro Belvedere vittoria importante ma tra luci ed ombre) e soprattutto la difesa sembra essere stata registrata a dovere nonostante le defezioni. Ciò che però balza all’occhio, finalmente, è il modo di stare in campo decisamente più da ‘squadra’ e non più da ‘insieme di giocatori’: forse si corre di più, sicuramente si corre meglio.
Difesa. Sarebbe più giusto parlare di fase difensiva ma è certo che con i (teorici) due centrali titolari fuori, Milone e Buscaroli, nessuno si sarebbe aspettato di chiudere i battenti davanti ad Aprea con Salvalaggio e Scantamburlo nel mezzo. D’Adderio è ripartito dai concetti base, quelli più semplici ma al tempo stesso più importanti. Tra questi c’è senz’altro l’assioma che le grandi squadre tendono a subire poche reti. Ecco allora che negli ultimi 3 incontri lo Spezia ha subito solo una rete, per giunta direttamente da calcio piazzato. Una chiara inversione di tendenza.
Herzan. All’appello mancava ancora quel giocatore generoso e dinamico che i tifosi spezzini avevano ammirato nel secondo (sfortunato) anno di Serie B. L’infortunio patito in estate lo ha lasciato dapprima ai margini, poi il rientro faticoso che però ha regalato un Herzan lontano dai suoi standard. Da qualche gara si intuiva, però, che il ceco stava crescendo: magari era ancora vittima di qualche imprecisione di troppo ma finalmente la corsa e gli inserimenti cominciavano ad essere quelli giusti. Anche il fatto che nelle ultime partite abbia avuto diverse occasioni per segnare, sbagliandole a volte in modo sciagurato, è la dimostrazione che la condizione fisica comunque cominciava ad esserci e che lui, professione centrocampista, sarebbe presto arrivato anche al gol. A Noceto c’è stato tutto questo, prestazione e gol. Il ‘soldatino’ è tornato e lo Spezia con lui.
Equilibrio. Non è la prima volta che questo ‘protagonista’ del torneo finisce tra i PRO della rubrica. Del resto in un girone nel quale 12 squadre sono racchiuse in 5 punti, dove la prima ha il punteggio punteggio più basso rispetto alle capolista degli altri gironi e dove la battistrada Alghero ha una media punti comunque inferiore ai 2 a partita, una squadra come lo Spezia non può che rallegrarsi. Nessuno ha preso il largo e sono bastate 2-3 gare a punti per portarsi a 5 lunghezze dall’Alghero, a 3 dalle seconde e soltanto ad 1 dal quinto posto che vale i Playoff.

CONTRO
Nella giornata in cui lo Spezia toglie l’ignominia di quello ‘zero’ alla voce vittorie in trasferta e nel momento in cui i bianchi trovano sia la prestazione che il risultato, sembra giusto non rilevare aspetti negativi da sottolineare. Questo Spezia può dire la sua in questo campionato e forse l’incubo di non poter più rientrare nel giro promozione è tramontato. Le prossima gare diranno di più al riguardo. Per ciò che concerne Noceto si può solo osservare che la partita poteva essere chiusa prima ma, davvero, stavolta c’è di che essere soddisfatti.

martedì 17 novembre 2009

Pro e Contro: Qualcosa sta cambiando ma occhio ai dettagli

PRO
Lazzaro. Sono già 6 le reti messe a segno dall’attaccante aquilotto. Chi ha scommesso su di lui e sul fatto che anche in Lega Pro potesse andare in doppia cifra può cominciare a fregarsi le mani. Il gol in rovesciata messo a segno a Valenza evita allo Spezia una sconfitta assolutamente immeritata e sintetizza le doti dell’attaccante ex Rivoli: fiuto, istinto e senso del gol. Questa volta però Nunzio ci mette anche un gran lavoro per la squadra e qua sta la differenza tra un giocatore importante ed uno insostituibile.
Atteggiamento. Sia con Lombardo che con D’Adderio uno dei principali difetti dello Spezia è stato l’approcciarsi alla gara con un po’ troppa rilassatezza. Pronti via e, nella maggioranza dei casi, era l’avversario di turno a fare la voce grossa. Da un paio di gare a questa parte gli aquilotti sembrano aver invertito la rotta. Contro la Pro Belvedere grande avvio e vantaggio dopo 14 minuti. A Valenza prima mezzora di dominio con occasioni a ripetizione e la conferma che qualcosa, finalmente, sta cambiando.
Continuità. D’Adderio cercava continuità e continuità sta trovando. La trasferta di Valenza Po consegna ai bianchi un punticino che significa soprattutto secondo risultato utile consecutivo dopo la vittoria contro la Pro Belvedere che aveva interrotto la serie di tre sconfitte. Può non sembrare ma dalle crisi si esce anche attraverso risultati come questo, sebbene un punto contro la Valenzana non scatenerà certo gli entusiasmi. In un campionato che sembra sempre più una grande ammucchiata, dare continuità ai risultati può diventare determinante per risalire la china.

CONTRO
Trasferte. C’è uno zero che grida vendetta. E’ quello che ancora compare nella colonna delle vittorie in trasferta dello Spezia. In un torneo che a onor del vero non sembra presentare delle corazzate, essere ancora senza acuti lontano dal Picco è un fatto abbastanza singolare. Ora un’altra possibilità contro i Crociati. Non sarà facile ma a Noceto bisogna riprovarci…
Concretezza. Certi momenti vanno sfruttati a dovere, perché il calcio non perdona. A Valenza lo Spezia gioca, e bene, il primo tempo. Attacca, crea, osa, la Valenzana sbanda ma sottoporta gli aquilotti non concretizzano nonostante la superiorità piuttosto marcata. In quel momento i bianchi dovevano capitalizzare perché il calcio è spietato. Lo Spezia non concretizza quando meriterebbe e tutto diventa più difficile.
Dettagli. Capita infatti che nel finale di frazione il solito calcio piazzato (questa volta punizione diretta) cacci lo Spezia all’inferno. Ingiustamente ma in modo perfettamente logico per chi conosce il calcio. Nella ripresa Spezia ancora avanti, occasioni e finalmente il gol di Lazzaro. La vittoria non è impossibile, la squadra di D’Adderio lo sente ma negli ultimi minuti una disattenzione porta al rigore che Aprea neutralizza. Ebbene, i dettagli nel calcio fanno la differenza e a volte tra vittoria e sconfitta il confine è davvero molto labile.

sabato 14 novembre 2009

La 'meglio gioventù'


C’era una volta un gruppo di ragazzi, dieci per la precisione, che all’indomani del fallimento della propria società calcistica decisero di restare nella nascente squadra della città per ripartire da zero e costituirne la nuova linfa. Quella società era lo Spezia Calcio che ripartiva dopo il fallimento della gestione Ruggieri e si iscriveva alla in Serie D con il nuovo patron Volpi.
Prima del ‘terremoto’ il club bianco poteva vantare un settore giovanile di prim’ordine, frutto di anni di lavoro proficuo, con una squadra ‘Primavera’ reduce da un ottimo campionato sotto la gestione tecnica di Renato Buso e tanti giovani interessanti. Non tutti aspettarono la rinascita, molti furono oggetto del fisiologico interesse di molte società, vicine e non, che erano vigili su ciò che accadeva in riva al Golfo. In dieci, come detto, restarono in maglia bianca: i portieri Bertagna e Mozzachiodi, i difensori Cintoi ed Ivani, i centrocampisti Dura, Del Padrone, Senese, Ferdani, Frateschi e l’attaccante Triglia. La rescissione annunciata proprio in questi giorni da parte di Frateschi ci porta a considerare le varie situazioni di quei dieci ragazzi che, tra alterne fortune, stanno generalmente faticando per imporsi in modo definitivo.
Iniziando dai portieri, Bertagna e Mozzachiodi sono ancora nella rosa spezzina. Nella passata stagione Bertagna ha disputato un buon campionato da titolare, cominciando forse non benissimo per poi acquisire maggior sicurezza e risultando alla fine uno dei giocatori più migliorati a disposizione dell’allora allenatore Marco Rossi. Quest’anno sembrava sul punto di andare a disputare un’altra stagione da titolare in D alla Sarzanese, ma l’infortunio estivo di Fornari ha stoppato il portiere spezzino che è rimasto per fare il secondo alle spalle del titolare Aprea. Ciò ha avuto ripercussioni anche sulla posizione di Mozzachiodi che è rimasto e sta anche collezionando delle panchine a causa dell’infortunio occorso proprio a Bertagna in avvio di campionato.
Venendo ai difensori si toccano due realtà che stanno agli antipodi. La prima è quella di Cintoi, subito stimato da Marco Rossi nel passato campionato e giocatore che si sta ritagliando uno spazio anche attualmente con gli aquilotti tra i Pro. Costituisce un vero patrimonio della società e di sicuro anche l’attenzione di Varini e dello staff tecnico è nell’ottica di una valorizzazione del giocatore se è vero che diversi club di categoria superiore lo seguono. Diametralmente opposta, invece, la parabola di Ivani: dopo un campionato tra luci ed ombre in Serie D, in estate non si vede rinnovare il contratto dalla società e si ritrova così addirittura a Rapallo in Eccellenza.
Un rischio che stava correndo anche, e passiamo ai centrocampisti, l’esterno Ferdani un po’ il giocatore del momento in casa Spezia. Inizialmente ‘tagliato’, è stato richiamato e in questa stagione ha già messo a segno due reti (l’ultima, pesante, proprio nell’ultima gara interna contro la Pro Belvedere) ma soprattutto sta dimostrando che se la condizione atletica e di salute lo sorreggono può davvero dire la sua soprattutto se il modulo è un 4-4-2. Nel frattempo si è perso Senese che già nel precampionato scorso era passato al Sestri Levante mentre Del Padrone si è ritagliato un discreto spazio. Dura, invece, abbastanza utilizzato nel girone di andata dell’anno scorso, per ora non ha trovato molta fortuna in Seconda Divisione ma presto potrebbe toccare anche a lui che, parere personale, ha doti non trascurabili. Peccato invece per Frateschi dopo che in D, pur discontinuo, era stato forse il giovane che insieme a Cintoi si era messo maggiormente in evidenza. La sua avventura con lo Spezia, condita anche da 5 gol, sembra essersi fermata a Vico Equense quando la sua espulsione ha aperto le porte alla sconfitta decisiva ai Playoff di Serie D. Di lì in poi è come se il giocatore si fosse perso fino ad arrivare alla rescissione del contratto. In bocca al lupo…Infine Triglia, professione attaccante. Il rischio per lui è quello di non progredire perché in D ha buttato via il girone d’andata a causa di un malanno fisico che lo ha tenuto a lungo lontano dal campo. Quest’anno, nonostante la maggior concorrenza, era partito bene con l’ottima prova in Tim Cup contro il Verona e la rete in Coppa Italia di C a Viareggio. In campionato, però, quando è stato chiamato in causa non ha mai convinto, gettando alle ortiche almeno un paio di grosse opportunità per mettersi in mostra.

martedì 10 novembre 2009

Pro e Contro: Luci ed ombre, ma la vittoria è d'oro

PRO
Risultato. Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Dopo 3 sconfitte consecutive D’Adderio aveva solo un risultato a disposizione contro la penultima della classe. Al di là di ogni considerazione il tecnico dello Spezia sa benissimo che non è con questi 3 punti che si cancellano i problemi, come ha ammesso nel dopogara, ma un successo a volte serve per poter lavorare meglio. E questo è il caso. La classifica, poi, non può non risentire del beneficio di questi 3 punti, e se la posizione all’incirca è rimasta inalterata (appena sopra i Playout), in un solo colpo lo Spezia ha ridotto sensibilmente le distanze dai Playoff. Questo accade quando quelle che stanno dietro vincono o almeno fermano quelle che si trovano più avanti. Che campionato…
Padoin. Aveva iniziato bene la sua seconda avventura in maglia bianca. Poi una flessione coincisa con l’inizio della crisi. Contro la Pro Belvedere, spostato nel mezzo, è stato il trascinatore del centrocampo aquilotto. Grinta e generosità sono doti che non gli sono mai mancate, ma questa volta ha saputo coniugare anche altre qualità come dinamismo e persino tecnica come in un paio di aperture illuminanti oltre al cross per Lazzaro nel primo tempo che poteva avere una miglior sorte. Un Padoin così è intoccabile.
Approccio. Troppe volte abbiamo commentato avvii di gara eccessivamente soft da parte dello Spezia. Un difetto da correggere in fretta per non regalare, soprattutto in casa, intere frazioni e punti preziosi agli avversari. Questa volta, pur in una prestazione con luci ma anche ombre, l’approccio è sembrato quello giusto: squadra in partita fin da subito, decisione e cattiveria da compagine che sa quello che vuole. E’ un punto su cui ripartire per costruire nelle prossime gare il nuovo campionato che lo Spezia intende disputare.

CONTRO
Occasioni. Detto di una vittoria quanto mai necessaria per voltare pagina, bisogna concentrarsi anche sul lavoro da fare, leggi errori commessi. Lo Spezia poteva raddoppiare nel primo tempo ma è anche vero che sull’1-0 la Pro Belvedere ha avuto due palle clamorose per pareggiare i conti. E non vogliamo pensare a quale avrebbe potuto essere in quel caso la reazione nervosa di una squadra in difficoltà e poco serena come lo Spezia. Più cinismo ma anche maggiore attenzione, questa una prima disamina anche perché le due occasioni capitate ai piemontesi sono frutto di altrettanti errori individuali: prima Salvalaggio (che però nell’occasione subisce fallo) serve una palla d’oro a Perelli nel tentativo di rinviare di testa; poi è Aprea a commettere uno dei pochi errori di questa stagione uscendo a vuoto su un cross. In entrambi i casi i bianchi sono stati graziati: palo nel primo caso, fuori a porta vuota nel secondo.
Lazzaro. Il bomber questa volta tradisce in quella che è la sua specialità: la battuta a rete. Nella prima frazione impatta male su un cross al bacio di Padoin e manda sciaguratamente a lato una sfera da schiacciare in porta di potenza. Nella ripresa si fa ipnotizzare da Dan dopo una splendida azione Herzan-Beretta. Poco illuminato, poi, quando non serve lo stesso Beretta preferendo un’improbabile conclusione. Sarà davvero determinante quando riuscirà a mettersi al servizio della squadra anche se non entra nel tabellino dei marcatori.
Ferrarese. L’ “esordio” al Picco lo vede protagonista. In tribuna. Pare che alla base del mancato transfer del giocatore da parte della Lega, vi sia un’irregolarità nella documentazione fornita, udite udite, dalla Cremonese, sua ex squadra, e non dallo Spezia. Insomma la società grigiorossa avrebbe sbagliato qualcosa ma a pagarne le conseguenze sono il giocatore ed il club bianco. Nell’attesa che la questione si risolva in tempi brevi, meglio se brevissimi, lo sparuto pubblico del Picco si consola con la prestazione dello spezzino Ferdani, uno che quando gioca fa sempre parlare di sé in termini positivi.

sabato 7 novembre 2009

La fortuna è un'altra cosa

Al di là di tutte le vicissitudini che hanno portato lo Spezia nell’attuale situazione di classifica ed ambientale, non si può certo dire che la dea bendata stia muovendo un dito per aiutare i bianchi ad uscire dalla crisi in cui risultano avvinghiati. Dopo gli ormai famosi quattro infortuni in contemporanea che hanno minato fin dall’inizio l’avventura di mister Lombardo sulla panchina aquilotta, ma i cui strascichi si stanno ancora evidenziando sotto forma di un gruppo di elementi che fatica a diventare squadra, ecco la volta dei centrali difensivi. Con Milone, Buscaroli e Ronchetti out, la strada continua ad essere in salita per Fulvio D’Adderio che contro la Pro Belvedere Vercelli dovrà fare a meno anche del giocatore più in forma come Capuano a centrocampo. La formazione diventa allora un bel rebus.
L’unico centrale di ruolo a disposizione è Salvalaggio ed è praticamente il punto fermo per la retroguardia. Sull’altro centrale l’ipotesi provata in settimana riguarda lo spostamento di Scantamburlo, uno di quello che finora non ha convinto per quelle che erano le credenziali al suo arrivo. In alternativa ci sarebbe il giovane Cintoi che in passato ha occupato quella posizione. Le buone notizie riguarderebbero comunque Ferrarese e Bischeri. Il primo, sebbene in ritardo di condizione, ha un fisico che gli permette di non impiegare troppo tempo per entrare in forma mentre il secondo, avendo disputato tutto il secondo tempo dell’amichevole infrasettimanale al “Montagna” sembra sempre più vicino al rientro effettivo dopo la frazione di gara contro l’Olbia che ne ha determinato il nuovo k.o. con conseguente ed ulteriore assenza prolungata. Proprio i due giocatori sono l’emblema o forse la sintesi di questo movimentato scorcio di stagione. In estate si è lavorato alla costruzione di una squadra che giocasse in una certa maniera salvo poi sottovalutare le alternative nel caso mancasse per qualche motivo un elemento come Bischeri. Varini ha ammesso che la mancanza di un esterno di ruolo ha privato la squadra di un alternativa logica a quel centrocampo a rombo che era stato studiato. Ecco allora che l’arrivo di Ferrarese è andato a colmare una lacuna strutturale e permetterà a D’Adderio di poter contare, oltre che su un giocatore importante, anche su diverse alternative tattiche. Con l’arrivo dell’ex Cremonese e Verona, il ritorno di Bischeri e magari, fatto ignorato da molti, la crescita di quei giocatori mancati a lungo ed ora a disposizione ma ancora con una condizione approssimativa, la situazione è destinata a migliorare ma nel frattempo la classifica ed il campionato non hanno ovviamente aspettato. Quella con la Pro Belvedere è gara delicatissima anche se l’impressione è che più che i piemontesi il vero avversario dello Spezia sia lo Spezia stesso. Recupero di giocatori, nuovi arrivi (oltre a quello di Ferrarese?) e magari il ritorno alla vittoria possono aiutare, ma è necessario che questo gruppo trovi una sua identità ed un’anima che fino ad oggi non ha avuto per mille motivi. Non uscirne subito rischierebbe di trasformare la crisi da grave ad irreversibile.

martedì 3 novembre 2009

Pro e Contro: Troppo brutto per essere vero


PRO
Aprea. Quando ogni domenica il portiere è il migliore in campo significa che non tutto fila per il verso giusto. Nel caso dello Spezia tale affermazione è un eufemismo perché non funziona proprio niente ed allora il fatto di avere un numero 1 affidabile diventa aspetto di primaria importanza per uscire dal ‘ginepraio’ nel quale i bianchi si sono cacciati. Tra tutti i giocatori arrivati a Giugno lui e Moro sono forse gli unici che non hanno deluso le aspettative. Anche a Pavia un intervento importante che però ha solo ritardato il raddoppio dei padroni di casa. Ad ogni modo Aprea risponde ‘presente’.
Capuano. In questo momento ce ne vorrebbero undici di giocatori così. Forse i puristi storcerebbero il naso. Forse ne uscirebbe una squadra con poca qualità, ma di sicuro sarebbe una formazione con cuore, polmoni, corsa e sacrificio: quello che la tifoseria aquilotta chiede a gran voce ma che fino ad oggi non ha ottenuto.
Tifosi. In 150 anche a Pavia per vedere una squadra incapace di essere pericolosa e di reagire dopo lo svantaggio. Meriterebbero ben altro ed invece si devono sorbire un’altra disfatta mentre domenica si prevede già uno Spezia-Pro Belvedere tra pochi intimi. Che tristezza…

CONTRO
Tris. Che a Pavia non sarebbe stata una passeggiata lo si sapeva. Del resto quando una squadra è in testa a questo punto della stagione non può essere solo un caso. I lombardi hanno fatto esattamente quello che si sapeva: squadra abile nel concedere poco all’avversario e che riesce a capitalizzare al meglio ciò che crea. Detto e fatto, dopo la rete di Ferretti lo Spezia non è stato praticamente mai pericoloso. E se la sconfitta, la terza consecutiva, è una triste realtà, ancora peggio è vedere che chi va in campo dà l’impressione di crederci meno di chi li sta a guardare.
Brutta china. La storia del calcio è piena di squadre costruite per vincere i campionati che poi si ritrovano sorprendentemente a lottare nei bassifondi. Il problema è che se non si capisce in fretta cosa bisogna fare per adattarsi alla nuova realtà si rischia grosso. Ecco, lo Spezia sembra proprio affetto da quest’ultimo problema: calarsi in una realtà per la quale non sembra avere gli attributi per emergere. Detto per inciso, il livello del torneo non sembra eccelso ma ormai è sufficiente trovare una squadra che corra e sia almeno ordinata in campo per mettere in seria difficoltà gli aquilotti. Spesso in queste circostanze le società tentano il tutto per tutto cambiando allenatore, ma nel caso del club bianco il ‘jolly’ è già stato giocato.
Mercato. La gente si aspettava (e si aspetta) qualche movimento nel mercato degli svincolati o dei fuori lista, anche per dare un segnale di vitalità. La società in effetti è vigile in questo senso ma è chiaro che se si cercano giocatori con la personalità e le doti tecniche necessarie per essere utili alla causa, non si può andare a proporre accordi per qualche mese. Il concetto è talmente ovvio che non andrebbe nemmeno sottolineato. In caso contrario viene da chiedersi quale sia il reale valore e la motivazione di un giocatore che accetta di mettersi in gioco in una situazione estremamente difficile per pochi mesi di contratto. Fermo restando che i problemi dello Spezia non sono probabilmente risolvibili con il semplice acquisto di un paio di tasselli, ma bisogna lavorare anche all’interno dell’attuale rosa. Perché uno Spezia così è troppo brutto per essere vero.