martedì 29 dicembre 2009

Una rosa all'insegna dell'abbondanza


Sono ancora freschi gli auguri di Natale che per lo Spezia è già tempo di ricominciare. Sotto l’albero i ragazzi di D’Adderio hanno trovato il primato che, anche se in nutrita compagnia, è un risultato straordinario se si pensa alla posizione di classifica degli aquilotti all’indomani delle 3 sconfitte consecutive con cui l’attuale tecnico aveva iniziato la propria avventura. In pochi, in quel momento, avrebbero scommesso su una così rapida scalata. La vetta, tra le altre cose, potrebbe dare ulteriori certezze ad una squadra che, anche con delle correzioni, è stata costruita per vincere. Lo Spezia del resto è una squadra completamente diversa da quella che ha iniziato il campionato, e non solo per la fisionomia ed il carattere che sono stati acquisiti con D’Adderio. La squadra che andrà a giocarsi la promozione nel girone di ritorno partendo, insieme ad altre, dalla ‘pole position’, è un complesso amplissimo, anche troppo per certi versi. Varini è vigile sul mercato in entrata ma anche in uscita qualche operazione si potrebbe concludere dopo la rescissione che ha portato Triglia in D al Casale. In porta, ad esempio, con Aprea verso il rientro, le nuove gerarchie potrebbero determinare la conferma di Mozzachiodi che così bene ha impressionato nelle ultime gare giocate, con la possibile partenza di Bertagna a fare esperienza.
In difesa con l’arrivo di Vargas, che ha già esordito ma che dopo la sosta dovrebbe colmare almeno in parte il gap con i compagni, ed il ritorno di Milone, si passerà da una situazione di emergenza ad una di abbondanza con ben 5 centrali oltre ad uno Scantamburlo che al centro ha fatto cose egregie. Non è da escludere, dunque, che per sfoltire una rosa attualmente composta da 26 giocatori possano fare le valigie uno tra Ronchetti e Buscaroli.
A centrocampo il recupero di capitan Grieco ed il tesseramento di Ferrarese rendono da un lato anche questo reparto estremamente nutrito e dall’altro segnano con ancora maggiore decisione la scelta di un modulo, il 4-4-2, che con D’Adderio ha dato una fisionomia tattica a questa squadra. Ecco allora che diventa tutta da verificare la permanenza di un giocatore che in estate era arrivato con grandissime aspettative come Bischeri ma che, complice anche un lungo infortunio con ricaduta, non è riuscito per ora a dare ciò che da lui ci si aspettava.
Poi c’è Carrara: l’argentino a Spezia è ancora un oggetto misterioso ed anche una sua partenza non è da escludere così come quelle di giovani come Dura e Lollo (di proprietà della Fiorentina) che solo giocando possono proseguire nel loro processo di maturazione.
In attacco, detto della partenza di Triglia, si cerca un attaccante che possa completare un reparto davvero ben assortito con Lazzaro (capocannoniere del girone), Beretta ed un Moro che dovrebbe ben presto rimettersi a disposizione. Il nome è sempre quello di Cesarini della Sarzanese che rappresenterebbe un investimento per il presente e soprattutto per il futuro. In attesa dei frutti del lavoro di Varini, insomma, lo Spezia si presenta ai nastri di partenza del 2010 con una rosa all’insegna dell’abbondanza.

martedì 22 dicembre 2009

Pro e Contro: Finalmente in vetta, buon Natale Spezia!

PRO
Lazzaro. Ha messo d’accordo tutti, fatto esultare i tifosi che lo osannano, zittito i detrattori. E lo ha fatto con ciò che di solito ci si aspetta da un attaccante, vale a dire il gol. Nell’anno solare 2009 ha messo a segno in maglia bianca la bellezza di 25 gol, una cifra mostruosa considerando che ora gioca nei Pro, categoria dove non aveva mai realizzato valanghe di reti, e che al momento i ‘timbri’ sono già 10. Il primato dello Spezia porta il suo marchio a chiare lettere sebbene, come lui stesso ripete sempre, i suoi gol sono il frutto del lavoro della squadra. Tutto vero, anche perché da quando gioca maggiormente per la squadra Nunzio piace ancora di più. E soprattutto continua a segnare.
Beretta. Singolare che per i giornalisti di Sesto San Giovanni la sua prestazione sia stata in un caso da 7 e in un altro da 5. Di sicuro nell’hinterland milanese non ha lasciato ricordi indelebili ma anche la gara vinta per 2-1 dai bianchi in Lombardia conferma che nei momenti che contano lui c’è: girata ribattuta con palla a Lazzaro in occasione del primo gol, rigore conquistato sul raddoppio. Anche in altre occasioni era entrato nelle azioni di gol aquilotti. Certo, forse non sempre è lucido sottoporta, ma le sue qualità al servizio della squadra sono indubbie.
Vetta. L’aria salubre del primato, seppure in coabitazione, non potrà che avere effetti benefici su tutto l’ambiente. Intanto permetterà a tutto l’entourage aquilotto di passare un Natale sereno sotto tutti i punti di vista. L’aggancio al primo posto, dopo neanche due mesi da quando lo Spezia sembrava sull’orlo del baratro, è frutto del lavoro di tutti e proprio questo impegno si spera possa riportare il grande pubblico (fin qui vero assente della stagione) sugli spalti del Picco.
Mucchio. Se nonostante tutto lo Spezia è in testa lo si deve anche ad un campionato fino ad oggi senza padroni. Tantissime squadre si sono alternate al primo posto cadendo improvvisamente quando sembravano pronte per spiccare il volo. Il gruppo a 30 punti è impressionante ma tra le battistrada (il cui numero potrebbe addirittura aumentare visto che Canavese e Pavia hanno da recuperare match interni non impossibili) lo Spezia è l’unica che si trova per la prima volta ad occupare la posizione di testa. Un fine d’anno migliore, davvero, gli sportivi spezzini non lo potevano immaginare.

CONTRO
Sicurezza. Una trasferta che (condizioni meteo a parte) avrebbe potuto portare numerosi supporter spezzini a Sesto San Giovanni, ha messo ancora una volta in evidenza quanto contraddittoria sia la gestione dell’ordine pubblico in Italia in merito agli eventi sportivi. Pro Sesto-Spezia non era gara a rischio, semplicemente il settore ospiti dello stadio Breda non è considerato agibile. Eppure si è sostenuto con forza che uno dei vantaggi della Carta del Tifoso sarà quello di permettere ai possessori di accedere a tutti gli stadi, anche in occasioni come questa di trasferte vietate. E qui nasce il paradosso perché in questo caso nemmeno con la Tessera del Tifoso i sostenitori dello Spezia avrebbero potuto assistere alla gara. Il motivo? Semplice, il discorso vale per quegli impianti che si sono allineati alla normativa che prevede, tra le altre cose, biglietti nominali. Poiché il Breda non è tra questi, i tifosi spezzini hanno dovuto rinunciare alla trasferta. Insomma, a Sesto San Giovanni sono doppiamente mancanti sotto il profilo dello stadio ma a farne le spese sono i tifosi ospiti. Mah…

martedì 15 dicembre 2009

Pro e Contro: Spezia all'insegna della continuità

PRO
Continuità. Un pareggio interno contro una squadra di media classifica non può certo soddisfare, ma in questo momento è importante che lo Spezia riesca a dare continuità al proprio campionato. Come detto anche in altre circostanze, l’equilibrio che caratterizza il girone porta a pensare che riuscendo ad essere continuo lo Spezia possa scalare la classifica. In questo senso, allora, si può anche accettare il pari interno contro il Feralpisalò, squadra che comunque ha giocato una gara tatticamente accorta senza rinunciare al gioco. Ora il calendario dice Pro Sesto (fuori) e Villacidrese (al Picco) ad inizio 2010 a ridosso del big-match di Legnano: prima dei ‘lilla’ serve il pieno.
Vargas. Esordio dal primo minuto per il cileno. Nonostante si veda che gli manca da diversi mesi la gara vera, l’ex Empoli e Livorno mostra subito le caratteristiche che porta in dote alla squadra di D’Adderio. Duro in marcatura, è lui che si prende la responsabilità di avviare l’azione dalle retrovie, ma soprattutto esperienza e personalità da vendere: la difesa ha trovato il suo leader. Il gol e l’autorete nel finale sono estremi che si annullano ma in mezzo resta l’impressione che il peso specifico di Vargas nello Spezia sia davvero considerevole, anche perché trovando il ritmo partita non può che migliorare.
Botteghino. Siamo sempre piuttosto lontani dal Picco dei tempi migliori ma forse la gente sta tornando. I circa 2400 tra paganti ed abbonati fanno 300 persone in più rispetto all’ultima apparizione casalinga (poco meno di 2100 contro il Sudtirol), cioè quasi un incremento del 15%. Visti i tempi e la congiuntura del calcio italiano, dove la fuga dagli stadi è un po’ generalizzata, si tratta di dati tutto sommato positivi. Ora, se i risultati continueranno ad essere buoni, ci si può aspettare il definitivo salto di qualità. Intanto va registrato un clima decisamente più caldo intorno alla squadra.

CONTRO
Gestione. Peccato perché con un po’ più di attenzione gli aquilotti avrebbero potuto essere secondi solitari ad un punto dalla capolista Legnano. Le partite sono sempre diverse tra loro e spesso vanno interpretati i momenti. Quella contro il Feralpisalò non è stata una gara facile: la partenza spedita dei lombardi ha impedito allo Spezia di prendere campo da subito come era successo nelle ultime apparizioni ma in ogni caso i bianchi erano comunque passati a condurre. Nella ripresa la mossa di D’Adderio sembrava avere una logica: con Beretta e Lazzaro non al meglio, tolgo una punta ed inserisco un centrocampista come Bischeri che possa aiutare la squadra a controllare la gara attraverso il possesso palla. Questo il ragionamento subito supportato dalla realtà dei fatti. Peccato, allora, non essere riusciti a mantenere un risultato così prezioso andando a subire il gol (anzi, l’autogol) su un’azione di ‘mezzo contropiede’.
Bischeri. Premesso che chi scrive è un ammiratore del genere di giocatori ‘alla Bischeri’ perché loro sono il calcio, l’innesto dell’ex Rimini ha dato frutti perché tatticamente D’Adderio ha ottenuto ciò che voleva, vale a dire un maggior possesso palla, ma l’estroso centrocampista non ha reso per ciò che ci si aspettava. L’impressione è che Bischeri cerchi troppo il numero ad effetto, forse per dimostrare di essere tornato in tutti i sensi dopo la lunga assenza o forse per recuperare il terreno perduto. Fatto sta che troppo spesso le giocate sembrano essere fine a sé stesse, lontane da una logica di squadra. Eppure un Bischeri in forma farebbe fare un salto di qualità enorme a questa squadra in termini di fantasia ed imprevedibilità.

martedì 8 dicembre 2009

Pro e Contro: Lazzaro e Mozzachiodi lanciano lo Spezia in orbita

PRO
Prova del 9. L’esame sarebbe stato superato anche se la partita si fosse conclusa in parità. Anche con il segno X al termine del big-match in terra sarda, lo Spezia avrebbe dato continuità alla striscia positiva e soprattutto avrebbe dimostrato una volta di più di essere diventato squadra vera. In realtà si è andati oltre perché l’undici di D’Adderio è andato in casa di una delle capolista, un campo ostico e su cui nessuno ha vita facile, ha lottato anche adattandosi alle condizioni di gara (terreno pessimo) non propriamente adatte alle proprie caratteristiche e nel finale ha colpito come sanno fare le grandi squadre. Ora si guarda al futuro immediato con grande convinzione: Feralpisalò in casa e Pro Sesto fuori chiuderanno il 2009. Chissà che lo Spezia non occupi alla fine il gradino più alto.
Mozzachiodi. Un po’ di timore c’era. Potendo scegliere forse non sarebbe stata quella di Alghero la partita in cui dover rinunciare ad Aprea. Mozzachiodi ha vinto il ballottaggio con Bertagna ed è stato mandato nella mischia da D’Adderio proprio nel giorno più difficile. Il tecnico aquilotto ha vinto anche questa scommessa: Mozzachiodi ha difeso i pali della porta spezzina con grande personalità, la giusta sicurezza ed un pizzico di incoscienza, tipica quest’ultima di un ragazzo del ’91 che compirà 18 anni tra poche settimane.
Lazzaro. Quando è stato assegnato il penalty decisivo a due minuti dalla fine, il bomber di Susa non ci ha pensato un attimo: ha preso il pallone, lo ha messo sul dischetto e ha spiazzato Aresti. Facile no? In realtà quel pallone pesava parecchio anche perché nella precedente circostanza, contro il Rodengo Saiano, Nunzio aveva fallito nella ripresa il rigore del possibile vantaggio in una gara poi persa. Un errore determinante in negativo. Solo i giocatori di grande carattere, però, si prendono certe responsabilità e lui, di carattere, ne ha da vendere. Poi bisogna metterci anche la crescita del giocatore che adesso sembra più completo, più pronto a giocare per la squadra senza per questo rinunciare ai gol che, detto per inciso, sono già 8.
Giovani. Vincere sul campo della prima e lanciarsi verso le altissime zone della classifica è bello. Il gusto però è ancora più dolce se si pensa che al 90’ lo Spezia aveva in campo ben quattro giocatori provenienti dal vivaio: Mozzachiodi, Cintoi, Ferdani e Del Padrone. In panchina, invece, c’erano Bertagna, Lollo, Dura e Triglia. Da quanto tempo non capitava?
Tifosi. La presenza ad Alghero è di quelle significative perché la trasferta nell’Ovest della Sardegna è lunga e scomoda sebbene la meta sia particolarmente invitante dal punto di vista turistico. Grande prova di attaccamento ma in trasferta il sostegno dei tifosi aquilotti è sempre stato consistente. E’ semmai in casa che si può e si deve fare meglio: adesso la squadra è in alto, gioca bene, vince e diverte. La società è solida e i risultati che stanno arrivando sono la testimonianza di ciò che Volpi sta seminando in positivo. Insomma, di motivi per continuare a disertare il Picco non ne esistono più.

CONTRO
Francamente non riusciamo a scovare lati negativi da questa giornata. Da domenica si darà la caccia alla vetta e, se Legnano-Rodengo dovesse finire pari, l’impresa potrebbe diventare realtà già dal prossimo turno. Ad ogni modo, per lo Spezia di D’Adderio, dovrebbe essere solo questione di tempo.

giovedì 3 dicembre 2009

Ad Alghero una prova di maturità


La trasferta di Alghero rappresenta per lo Spezia una tappa se non fondamentale comunque molto importante. Il match che si disputerà nel nord-ovest della Sardegna rappresenta il clou del 15’ turno insieme a quello dell’altra capolista, il Pavia, che farà visita a quel Sudtirol reduce dalla sconfitta del Picco dove, comunque, ha destato davvero un’ottima impressione. Questo incrocio tra compagini d’alta classifica è insomma il tema dominante della prossima giornata ed è inutile dire come per lo Spezia sarebbe fondamentale uscire con un risultato utile dallo stadio “Mariotti” dove i ‘catalani’ (così vengono chiamati i giocatori dell’Alghero) hanno raccolto 3 vittorie, altrettanti pareggi ed 1 sconfitta contro il Legnano. I giallorossi sono squadra di temperamento, a volte anche eccessivo almeno a giudicare dai numerosi cartellini comminati ed alle conseguenti squalifiche con protagonisti non solo i giocatori sardi ma spesso anche i dirigenti e tecnici. Lo Spezia, insomma, è atteso da una vera e propria battaglia anche se, stando alle statistiche ufficiali, ad assistere alle partite interne dei sardi si fanno registrare non più di 500 – 600 spettatori di media.
Come noto D’Adderio non potrà contare sulle prestazioni di un tassello importante come il numero 1 Aprea che è squalificato, per cui la responsabilità di difendere i pali della porta spezzina dovrebbe essere affidata a Bertagna o a Mozzachiodi con il primo, che ha già giocato con la Berretti dopo l’infortunio estivo, favorito. Per il resto il mister aquilotto si affiderà, come ha fatto nell’ultimo mese, alla linea della continuità. Milone sta recuperando ma è chiaro che la coppia centrale formata da Salvalaggio e Scantamburlo sta facendo talmente bene da poter essere riconfermata per una gara così importante. Stesso discorso anche per Vargas che scalpita ma può cercare la migliore condizione con i giusti tempi. Poche sorprese anche a centrocampo con il quartetto formato da Herzan, Padoin, Del Padrone e Capuano (intanto venerdì è prevista un’ecografia per valutare le condizioni di Grieco che sembrerebbero in miglioramento) mentre in avanti lo stiramento che ha messo fuori causa Moro determina un ballottaggio tra Beretta, che domenica scorsa è piaciuto in coppia con bomber Lazzaro, e un Bischeri che potrebbe essere rilanciato nel ruolo di seconda punta in appoggio all’attaccante di Susa.
Quella del “Mariotti” sarà per lo Spezia una sorta di prova del 9 o se si preferisce un esame di maturità per una squadra, quella aquilotta, che dopo una crisi piuttosto marcata che ha avuto nelle 3 sconfitte consecutive il suo apice, è adesso in una fase di crescita esponenziale che lo ha riportato a ridosso delle prime. Nessun dramma ovviamente in caso di sconfitta ma è chiaro che se 1 punto potrebbe essere l’ideale per continuare nel processo di crescita, soprattutto in casa di una concorrente diretta per la promozione, un’eventuale vittoria lancerebbe in orbita i bianchi. Questa volta, forse, definitivamente.

martedì 1 dicembre 2009

Pro e Contro: Uno Spezia così lotterà per il primato

PRO
Enow. Fin qui il bilancio del camerunense di scuola Samp era già in attivo. Anche se non era arrivato con squilli di tromba il suo contributo è sempre stato di buon livello. Certo, al cross non è sempre stato impeccabile, ma per il resto è stata una bella sorpresa. Contro il Sudtirol è apparso a tratti devastante sulla corsia di sinistra: efficace in difesa ma anche in fase di spinta, dinamico, infaticabile. Nella ripresa ci ha messo pure una pezza chiudendo una diagonale da manuale che ha lo stesso valore di un gol. Se poi si considera che è un ragazzo del 1987, è presumibile che abbia anche interessanti margini di miglioramento.
Del Padrone. Il calcio, si sa, è fatto anche di episodi. Questo vale per le partite come per le carriere. Uno dei prodotti del vivaio aquilotto che ha deciso di restare anche dopo il fallimento, sta sfruttando appieno la sua occasione della vita: i 4 infortuni della prima di campionato, tutti nel settore di centrocampo, gli hanno permesso di mettersi in luce ma poi ha dovuto tirare fuori ciò che aveva in sé per ritagliarsi uno spazio importante. Settimana dopo settimana sta sempre più conquistando la fiducia di D’Adderio e la prestazione offerta contro il Sudtirol non fa che rafforzare la posizione del mediano spezzino. Meriterebbe, tra l’altro, un gol in campionato dopo quello segnato in Coppa Italia alla Lucchese: è infatti uno dei pochi a possedere nelle proprie corde un potente e preciso tiro da fuori area che utilizza senza timidezza. Continuando così lo vedremo presto anche nel tabellino dei marcatori.
Classifica. Sono bastate solo 4 gare allo Spezia per riportarsi a ridosso delle prime. Il torneo è estremamente equilibrato, tante squadre in pochi punti rendono se non altro incerto il girone. Di sicuro non era facile prevedere, dopo le 3 sconfitte consecutive, un ritorno così rapido dello Spezia nell’alta classifica e meno che mai si poteva pensare che il distacco dalle prime sarebbe stato così esiguo: solo 2 lunghezze.
Pubblico. Solo 2000 spettatori o poco più tra paganti ed abbonati per assistere alla partita più bella di un travagliato 2009. Sinceramente pochi ma sarebbe lunga rimettersi per l’ennesima volta ad analizzare i motivi, sebbene quello di Spezia resti di gran lunga il pubblico più numeroso del girone e tra i 3 più numerosi dell’intera Seconda Divisione. Contro il Sudtirol, però, si è visto finalmente un Picco davvero partecipe, grazie anche ad una squadra finalmente degna di tale nome e pronta a sputare sangue e sudore fino ed oltre il 90’. Un pubblico capace con i decibel e la sua partecipazione a dare sensazioni di un certo tipo agli interpreti in campo. Ora però c’è da lavorare sul numero, ma è certo che con uno Spezia vincente, oltre che piacevole a vedersi, le scalee di Viale Fieschi sono pronte a rianimarsi.

CONTRO
Aprea. Nel big-match di domenica prossima ad Alghero lo Spezia dovrà fare a meno del suo numero 1. Singolare il fatto che un portiere abbia impiegato meno di un girone, quello di andata, per collezionare le 4 ammonizioni che valgono un turno di stop forzato. Forse qualcosa in più per evitare tutto ciò si poteva fare, soprattutto per ciò che concerne i primi ‘gialli’, ma è un dato di fatto che la sanzione rimediata nella gara con il Sudtirol è davvero beffarda perché l’arbitro non ha colto che il fatto di far battere i rinvii dal fondo ad un difensore non era ostruzionismo bensì necessità (Aprea aveva problemi muscolari). Ora ad Alghero toccherà a Bertagna, reduce da un lungo stop e da poco rientrato con la Berretti, oppure a Mozzachiodi che però sarebbe all’esordio in una gara così delicata.