
Archiviata ormai la lunga sosta invernale, lo Spezia si rituffa in campionato con la voglia di recitare il ruolo per il quale era stato costruito. E dire che ce n'è voluta per arrivare a toccare la vetta: una partenza a corrente alternata, le dimissioni di Lombardo, l'arrivo contestato di D'Adderio, le tre sconfitte consecutive ed una classifica da brividi. Poi la risalita, a dirla tutta meno lenta del previsto, complice anche un campionato che fin qui ha avuto un unico protagonista: l'equilibrio.
Ora lo Spezia può ripartire dopo la sosta con le insegne della capolista in coabitazione. Anno nuovo, campionato nuovo. Alla corte di mister D'Adderio è finalmente utilizzabile quel Ferrarese, esterno di professione, che per stessa ammissione di Varini va a colmare una lacuna della rosa forse un po' sottovalutata in sede di campagna acquisti estiva. Difesa e centrocampo, con il graduale svuotamento dell'infermeria, godranno di abbondanza mentre in attacco Cesarini o chi per lui andrà a colmare l'ultima casella per un gruppo senza falle. Non resta che vincere: vabbe' che si parla di calcio ma non riuscirci è roba dell'altro mondo.
Ora lo Spezia può ripartire dopo la sosta con le insegne della capolista in coabitazione. Anno nuovo, campionato nuovo. Alla corte di mister D'Adderio è finalmente utilizzabile quel Ferrarese, esterno di professione, che per stessa ammissione di Varini va a colmare una lacuna della rosa forse un po' sottovalutata in sede di campagna acquisti estiva. Difesa e centrocampo, con il graduale svuotamento dell'infermeria, godranno di abbondanza mentre in attacco Cesarini o chi per lui andrà a colmare l'ultima casella per un gruppo senza falle. Non resta che vincere: vabbe' che si parla di calcio ma non riuscirci è roba dell'altro mondo.

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