lunedì 25 gennaio 2010

Spezia primo e solitario 45 mesi dopo


PRO
Primato. Viene da dire ‘finalmente’. Lo Spezia trova il primato solitario e lo fa al termine di una gara in cui ha sofferto contro una squadra molto organizzata come la Sambonifacese. Poco importa, stavolta, se la prestazione non è stata esaltante: contava vincere per andare lassù. Ecco quello che conta. E’ l’ennesimo cambio al vertice e adesso vengono due trasferte inframmezzate dalla pausa. Certo che se la squadra di D’Adderio uscisse dal doppio impegno lontano da Viale Fieschi (pardon, Viale Campioni del ’44…) ancora in testa, un pensierino alla fuga si potrebbe anche fare. Ma guai a dirlo al mister. Spezia primo e da solo: l’ultima volta fu il 7 Maggio 2006 e durante Spezia-Ravenna, davanti ad oltre 10.000 spettatori, si festeggiava la promozione in B degli aquilotti. Sono passati quasi 45 mesi, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, troppa, ma ora i conti cominciano a tornare.
Salvalaggio. La Sambonifacese, che soprattutto nella ripresa ha fatto la partita, non ha creato nemmeno un’occasione vera. Il merito è della squadra ma una menzione particolare va fatta alla difesa e soprattutto ad un giocatore come Salvalaggio che, senza fronzoli, ha imbavagliato gli avanti veneti, tra cui quel Pietribiasi che contende a Lazzaro lo scettro dei bomber. Uno spettacolo vederlo svettare su tutte le palle alte e pulire l’area con le sue leve da gigante. Sempre efficace seppure non stilisticamente impeccabile, ma che importa… si gioca al Picco, no? Gente come lui, in questo stadio, ha fatto e farà sempre storia.
Ferrarese. C’è il sospetto che l’ex Verona e Cremonese in questa rubrica comparirà spesso. Del resto con quelle doti fare la differenza in Seconda Divisione è il minimo. Due gare orsono aveva festeggiato la sua prima vittoria al Picco. Stavolta il primo gol, pesantissimo e straordinariamente bello con quel controllo in corsa di esterno destro, difesa della palla, cambio di piede e rasoterra di sinistro. Se davvero ancora non è al 100% c’è solo da fregarsi le mani.

CONTRO
Finali. Capita troppo spesso che lo Spezia, che è squadra esperta, fatichi a gestire il risultato. Il che è abbastanza strano perché ci sarebbero tutti i presupposti per non soffrire sempre fino all’ultimo. A Legnano la cattiva gestione degli ultimi minuti (anzi, degli ultimi secondi) è costata carissima. Con la Sambo è andata bene nel senso che non si è rischiato eccessivamente ma, certo, quando il vantaggio è striminzito ed il baricentro continua ad arretrare è inevitabile vivere gli ultimi giri di lancetta con il cuore in gola. Era successo anche col Sudtirol mentre con il Feralpisalò la vittoria era sfumata ad una decina di minuti dalla fine. Insomma se non si sfruttano le occasioni per chiudere gli incontri, almeno bisogna imparare a stare più alti per non creare pericolose situazioni davanti ad Aprea.
Arbitri. Il livello bassissimo a cui siamo stati costretti nell’anno della D è solo un ricordo, ma non è che gli arbitri in Seconda Divisione abbiano mostrato fin qui un livello molto più alto. Intagliata di Siracusa, però, è parso in confusione fin dai primissimi minuti. Ferrarese è stato colpito duramente dopo appena 10 secondi e poi ancora due volte nei primi minuti di gioco senza che fosse sanzionato nessun giocatore ospite. Il primo ammonito? Ovvio, Ferrarese per un fallo da terra, uno sgambetto niente di più. Cartellini distribuiti quasi casualmente, senza tener conto di alcun metro e poi alcune situazioni da rivedere nelle due aree: in almeno tre circostanze le maglie degli attaccanti spezzini si sono allungate paurosamente al momento di staccare di testa, mentre nella ripresa un intervento in area di Cintoi su Tecchio ha fatto temere il peggio al pubblico di casa. E poi i falli non rilevati: va bene arbitrare all’inglese, ma un fallo è sempre un fallo. Persino a Birmingham…

0 commenti: