giovedì 21 gennaio 2010

Viale Campioni del '44: la carica dei 1000


Chissà se Paolo Peveri si aspettava una simile mobilitazione popolare. Sì perché da quando ha introdotto nella ‘Grande Rete’ la proposta di intitolare allo Spezia che vinse il campionato del 1944 il tratto di Viale Fieschi che va da Via dei Pioppi a Viale Amendola, è stato tutto un susseguirsi di reazioni positive che si sono propagate ad una velocità impressionante. Ciò è stato possibile grazie al social network più importante ed in voga in questo momento, quel Facebook sempre più realtà viva del cosiddetto ‘Web 2.0’, quello che permette all’utente la massima interazione con le applicazioni on-line.
Ebbene l’istanza è piaciuta parecchio perché nel giro di pochissimi giorni, con Facebook come volano, è rimbalzata a destra e a manca tra blog e quotidiani on-line con la conseguenza di un immediato boom di iscrizioni al gruppo ideato da Paolo Peveri: “Intitoliamo il primo tratto di Viale Fieschi ai Campioni del ‘44”. Il muro dei 1000 iscritti è praticamente abbattuto ed è lo stesso Peveri a commentare dalle pagine di Facebook: “in un momento in cui si vogliono intitolare strade a chicchessia... guardiamo a noi, alla nostra storia, alla storia del nostro sport. Non abbiamo neanche un sasso intitolato a loro, se si escludono il Picco, il Montagna e la Mori: palazzetti e stadi (con tutto il rispetto) dedicati a politici. Orlando Lorenzelli, padre dello sport spezzino, e i campioni del ‘44, i Vigili del Fuoco, rischiano di essere dimenticati.
Intitoliamo loro una strada!”
I primi contatti informali con le istituzioni sono stati presi e c’è già chi, all’interno del Consiglio Comunale, sta lavorando per formulare una proposta ufficiale alla commissione toponomastica mentre non è da escludere nemmeno un’interpellanza al Sindaco Federici. Al tempo stesso potrebbe svolgersi proprio allo stadio Alberto Picco una raccolta di firme che possa coinvolgere anche tutti coloro che non sono soliti navigare in Rete, anche per sdoganare l’iniziativa dalla sua natura, almeno iniziale, prettamente ‘internettiana’.
Quella dello Spezia del 1944 è stata una delle imprese più belle dello sport nostrano, riconosciuta dalla Figc, se non in modo pieno dal punto di vista sportivo (infatti viene definito uno ‘Scudetto d’onore’ ma non compare nell’albo d’oro) almeno con un alto valore morale tanto che i massimi vertici calcistici italiani hanno concesso nel 2002 al club aquilotto di fregiarsi permanentemente, caso unico nel nostro paese, di un tricolore sul petto. L’impresa eroica di quei giocatori che tra bombe e allarmi aerei giravano l’Italia a bordo di un’autobotte, si concluse all’Arena di Milano con la clamorosa vittoria per 2-1 contro il Grande Torino di Valentino Mazzola, rinforzato da Piola ed allenato dal commissario tecnico della nazionale Vittorio Pozzo. Un’impresa che in molti fuori da Spezia (ma qualcuno anche nella nostra città) sottovalutano ma che avrebbe avuto vasta eco se la vittoria fosse stata appannaggio della squadra granata.
Ora c’è la possibilità di riconoscere in modo indelebile il merito morale e sportivo di quelle gesta ai calciatori che ne furono protagonisti. Lo si può fare intitolando loro una strada che, non a caso, è quella in cui sorge il glorioso stadio Picco. La carica dei 1000 lo chiede con forza: Viale Campioni del ’44.

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