
PRO
Successo. Arrivati a questo punto del torneo, con 8 partite ancora da giocare, non conta più come vinci e se lo meriti. Conta solo mettere i 3 punti in saccoccia perché potresti non avere più la possibilità di rifarti da eventuali scivoloni. Contro il Mezzocorona, per di più, lo Spezia non ha davvero rubato nulla: primo tempo a fare la gara contro una squadra ordinata; ripresa più in sofferenza con gli ospiti dalla maggior brillantezza che sbagliano troppo. Alla fine, però, conti almeno 7 palle gol nitide per la squadra di D’Adderio contro non più di 3 degli ospiti. Certo, se sul 2-1 i trentini non avessero sbagliato sciaguratamente davanti ad Aprea, ora commenteremmo un altro risultato ma si sa, nel calcio gli episodi hanno forse più peso che in altri sport e stavolta i bianchi hanno saputo sfruttare meglio quelli (non pochi) a proprio favore.
Herzan. Tanti i soprannomi affibbiati a questo giocatore. Tra gli altri ‘soldatino’, per la sua predisposizione a svolgere il proprio compito senza risparmiarsi mai. Se lo guadagnò nella seconda metà della stagione della retrocessione dalla B dove forse fu l’ultimo ad arrendersi anche se ormai era chiaro da tempo che non ci sarebbe stato più nulla da fare. Personalmente mi piace anche ‘martello’, perché là in mediana batte forte in una zona del campo dove spesso si decidono le gare, dove è guadagnando centimetro dopo centimetro che riesci ad alzare il tuo baricentro. Ora, poi, Herzan sta bene e lo si vede da quanto e da come corre, facendo il lavoro sporco senza per questo rinunciare alle giocate di una certa qualità.
Cesarini. Primo gol tra i professionisti, primo gol in maglia bianca ed al Picco. Ora non gli resta che aspettare il giorno dell’esordio dal primo minuto. D’Adderio continua a centellinarlo, anche perché non perde occasione per ripetere che “se volessi perderlo lo farei giocare di più…”. Come dire che anche il tecnico è ben conscio delle sue doti ma è necessario dare modo ad un ragazzo di 20 anni che proviene da una realtà diversa da quella in cui si trova attualmente, di prendere le misure e la giusta mentalità. Lui sembra pronto ad aspettare, intanto regala al pubblico del Picco, il suo pubblico, un sinistro chirurgico che si spegne nell’angolino basso. Ha numeri fuori dal comune in un fisico esplosivo così come esplosive sembrano le due leve che madre natura gli ha donato. Occhio al mix: rischia di essere esplosivo.
CONTRO
Difesa. Qualcosa ancora non funziona. D’Adderio dice giustamente che a volte la retroguardia è sollecitata eccessivamente perché lo Spezia gioca con due punte più due esterni di centrocampo prettamente offensivi oltre a due terzini che salgono spesso e volentieri. Un ‘modulo Real’ che a volte può peccare in equilibri. Tutto vero ma non bisogna dimenticare che contro il Mezzocorona lo Spezia si è fatto a volte prendere d’infilata con la difesa schierata per cui qualcosa va rivisto. La coppia formata da Vargas e da Milone pare a tratti non aver ancora oliato tutti i meccanismi. E se contro il Mezzocorona il cileno è riuscito a cavarsela di mestiere nelle situazioni più scabrose, Milone in un paio di circostanze ha sbandato, vittima forse della poca serenità dopo l’erroraccio (non da lui) di Olbia.
Pubblico. Stavolta hanno assistito a Spezia-Mezzocorona poco più di 2400 spettatori. Ormai mancano 8 gare al termine ed è difficile pensare che il numero possa salire in modo considerevole se non nell’eventuale festa promozione (se ci sarà). Il tema è stato dibattuto a lungo e rischia di venire a noia. I motivi forse sono molteplici perché nessuno, da solo, pare capace di spiegare il calo così drastico. L’unico augurio è che, se ci sarà il salto, la società possa individuare qualche intervento, soprattutto in merito alla situazione biglietti, per cercare di riportare il grande pubblico allo stadio. Forse in Prima Divisione sarebbe più semplice.
Successo. Arrivati a questo punto del torneo, con 8 partite ancora da giocare, non conta più come vinci e se lo meriti. Conta solo mettere i 3 punti in saccoccia perché potresti non avere più la possibilità di rifarti da eventuali scivoloni. Contro il Mezzocorona, per di più, lo Spezia non ha davvero rubato nulla: primo tempo a fare la gara contro una squadra ordinata; ripresa più in sofferenza con gli ospiti dalla maggior brillantezza che sbagliano troppo. Alla fine, però, conti almeno 7 palle gol nitide per la squadra di D’Adderio contro non più di 3 degli ospiti. Certo, se sul 2-1 i trentini non avessero sbagliato sciaguratamente davanti ad Aprea, ora commenteremmo un altro risultato ma si sa, nel calcio gli episodi hanno forse più peso che in altri sport e stavolta i bianchi hanno saputo sfruttare meglio quelli (non pochi) a proprio favore.
Herzan. Tanti i soprannomi affibbiati a questo giocatore. Tra gli altri ‘soldatino’, per la sua predisposizione a svolgere il proprio compito senza risparmiarsi mai. Se lo guadagnò nella seconda metà della stagione della retrocessione dalla B dove forse fu l’ultimo ad arrendersi anche se ormai era chiaro da tempo che non ci sarebbe stato più nulla da fare. Personalmente mi piace anche ‘martello’, perché là in mediana batte forte in una zona del campo dove spesso si decidono le gare, dove è guadagnando centimetro dopo centimetro che riesci ad alzare il tuo baricentro. Ora, poi, Herzan sta bene e lo si vede da quanto e da come corre, facendo il lavoro sporco senza per questo rinunciare alle giocate di una certa qualità.
Cesarini. Primo gol tra i professionisti, primo gol in maglia bianca ed al Picco. Ora non gli resta che aspettare il giorno dell’esordio dal primo minuto. D’Adderio continua a centellinarlo, anche perché non perde occasione per ripetere che “se volessi perderlo lo farei giocare di più…”. Come dire che anche il tecnico è ben conscio delle sue doti ma è necessario dare modo ad un ragazzo di 20 anni che proviene da una realtà diversa da quella in cui si trova attualmente, di prendere le misure e la giusta mentalità. Lui sembra pronto ad aspettare, intanto regala al pubblico del Picco, il suo pubblico, un sinistro chirurgico che si spegne nell’angolino basso. Ha numeri fuori dal comune in un fisico esplosivo così come esplosive sembrano le due leve che madre natura gli ha donato. Occhio al mix: rischia di essere esplosivo.
CONTRO
Difesa. Qualcosa ancora non funziona. D’Adderio dice giustamente che a volte la retroguardia è sollecitata eccessivamente perché lo Spezia gioca con due punte più due esterni di centrocampo prettamente offensivi oltre a due terzini che salgono spesso e volentieri. Un ‘modulo Real’ che a volte può peccare in equilibri. Tutto vero ma non bisogna dimenticare che contro il Mezzocorona lo Spezia si è fatto a volte prendere d’infilata con la difesa schierata per cui qualcosa va rivisto. La coppia formata da Vargas e da Milone pare a tratti non aver ancora oliato tutti i meccanismi. E se contro il Mezzocorona il cileno è riuscito a cavarsela di mestiere nelle situazioni più scabrose, Milone in un paio di circostanze ha sbandato, vittima forse della poca serenità dopo l’erroraccio (non da lui) di Olbia.
Pubblico. Stavolta hanno assistito a Spezia-Mezzocorona poco più di 2400 spettatori. Ormai mancano 8 gare al termine ed è difficile pensare che il numero possa salire in modo considerevole se non nell’eventuale festa promozione (se ci sarà). Il tema è stato dibattuto a lungo e rischia di venire a noia. I motivi forse sono molteplici perché nessuno, da solo, pare capace di spiegare il calo così drastico. L’unico augurio è che, se ci sarà il salto, la società possa individuare qualche intervento, soprattutto in merito alla situazione biglietti, per cercare di riportare il grande pubblico allo stadio. Forse in Prima Divisione sarebbe più semplice.

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