
Non si può dire che le presenze del Presidente dello Spezia, Gabriele Volpi, al seguito della squadra passino inosservate. Sarà che, come tutti sanno, i suoi impegni di lavoro all’estero gli impediscono di intensificarle. Sarà che uno come lui fa sempre notizia come tutti coloro che vengono considerati, a ragione, dei vincenti. Quello che emerge, comunque, è che quando Volpi è al Picco l’attenzione sale, soprattutto per quelle che sono le sue dichiarazioni, le impressioni ed i commenti. E’sempre così: Volpi parla e chi ascolta, tifosi ed addetti ai lavori, non possono fare a meno di provare un lieve sussulto, frutto del peso dei concetti espressi ma anche della naturalezza con la quale vengono formulati. Tanto per cominciare ha detto di essersi divertito e non è cosa da poco. La pallanuoto è il suo primo amore, il suo mondo se vogliamo, ma il fatto che cominci ad appassionarsi a quella che lui definisce “la mia nuova passione” è un segnale di primaria importanza.
Ha poi voluto ribadire per l’ennesima volta che la sua presenza in riva al Golfo non ha secondi fini visto che tutti i suoi interessi economici sono lontani dall’Italia: è finito a Spezia un po’ per sfida e un po’ indotto, ma ora fa sul serio e la classifica lo testimonia. Vorrebbe lasciare un segno, sportivo e sociale: il discorso scivola sulla possibilità di realizzare un centro sportivo. Il tema sarebbe interessante ma forse troppo lungo per le poche ma appassionate pagine de “Il Volo”. Quello che semmai ci piace sottolineare è un altro passaggio del suo intervento al termine di Spezia-Carpenedolo: “E' molto più facile trovare i soldi che una società, un allenatore e dei giocatori vincenti; voglio dire che la costruzione di un team vincente è più complicata del reperimento delle risorse economiche”. Per lui forse sarà anche normale ma da queste parti una cosa del genere non l’aveva mai detta nessuno. Qui, dove siamo abituati a fare le nozze coi fichi secchi, dove promozioni e fallimenti si susseguono quasi con la stessa frequenza. Qui dove non si è fatto a tempo a capire che ci si trovava in Serie B che ci siamo risvegliati a Ciriè. E si potrebbe continuare.
Ora forse, con Volpi, si è voltato pagina e si potrebbe scrivere un’altra storia, inedita sotto queste latitudini: traducendo le parole del Presidente si può dire che a questo giro ci vogliono competenza, impegno, equilibrio, stavolta i soldi non sembrano un problema. Sarebbe la prima volta in 104 anni…
Ha poi voluto ribadire per l’ennesima volta che la sua presenza in riva al Golfo non ha secondi fini visto che tutti i suoi interessi economici sono lontani dall’Italia: è finito a Spezia un po’ per sfida e un po’ indotto, ma ora fa sul serio e la classifica lo testimonia. Vorrebbe lasciare un segno, sportivo e sociale: il discorso scivola sulla possibilità di realizzare un centro sportivo. Il tema sarebbe interessante ma forse troppo lungo per le poche ma appassionate pagine de “Il Volo”. Quello che semmai ci piace sottolineare è un altro passaggio del suo intervento al termine di Spezia-Carpenedolo: “E' molto più facile trovare i soldi che una società, un allenatore e dei giocatori vincenti; voglio dire che la costruzione di un team vincente è più complicata del reperimento delle risorse economiche”. Per lui forse sarà anche normale ma da queste parti una cosa del genere non l’aveva mai detta nessuno. Qui, dove siamo abituati a fare le nozze coi fichi secchi, dove promozioni e fallimenti si susseguono quasi con la stessa frequenza. Qui dove non si è fatto a tempo a capire che ci si trovava in Serie B che ci siamo risvegliati a Ciriè. E si potrebbe continuare.
Ora forse, con Volpi, si è voltato pagina e si potrebbe scrivere un’altra storia, inedita sotto queste latitudini: traducendo le parole del Presidente si può dire che a questo giro ci vogliono competenza, impegno, equilibrio, stavolta i soldi non sembrano un problema. Sarebbe la prima volta in 104 anni…
(Da "Il Volo")

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