
PRO
Risposta. Sudtirol chiama, Spezia risponde. Il risultato dell’anticipo tra Mezzocorona e Sudtirol era di quelli pesanti. Gli altoatesini si sono imposti nel derby in trasferta mettendo indirettamente più pressione allo Spezia nella delicata gara di Rodengo. La squadra di D’Adderio era dunque chiamata ad un esame di maturità in cui erano richiesti concentrazione e nervi saldi. Detto e fatto: contro l’unica squadra capace di imporsi al Picco ed ancora teoricamente in corsa per il primato, i bianchi hanno sciorinato una prova tutta sostanza, non senza soffrire, non certo facendo una passeggiata ma ottenendo una vittoria fortemente voluta ed alla fine giunta anche con merito. Qualcuno dirà che però è cambiato poco visto che là davanti sembrano essersi messe tutte a correre. In realtà, però, proprio lo Spezia e l’Alghero, che si sono imposti nei due scontri diretti di giornata, hanno di fatto eliminato dalla corsa per il primo posto il Rodengo ed il Legnano. Restano in scia quindi proprio Alghero e Sudtirol ma occhio all’outsider Feralpisalò, mentre pare più defilato un Pavia il cui rientro sembra passare solo da un eventuale successo a Spezia dopo la sosta nel posticipo.
Capuano. Inamovibile per gran parte della stagione, poi messo da parte in seguito ad una serie di problemi fisici che lo hanno limitato. Giovanni Capuano è, non ci stancheremo di dirlo, il prototipo del giocatore da Picco, quello che i frequentatori delle scalee del vecchio impianto di Viale Fieschi vorrebbero sempre vedere in maglia bianca. Corsa, grinta, carattere in primis. Ma anche duttilità e sempre più spesso giocate sorprendenti. Stavolta stupisce tutti con una doppietta: diagonale preciso e potente a tu per tu col portiere avversario e palombella beffarda a chiudere il match. Eppure, a ben vedere, qualche perla l’aveva già regalata anche in passato. Solo domenica scorsa un gran sinistro contro il Mezzocorona ma nella passata stagione memorabili le due prodezze contro Casale (cucchiaio dopo sgroppata in contropiede) e Fano (destro a girare di prima intenzione dalla lunga distanza). Capuano è tornato, una freccia in più per l’arco del mister aquilotto.
D’Adderio. Bello vederlo esultare a pugni stretti verso la curva a fine gara. Lui che non era stato accolto esattamente coi fiori da una parte del tifo più caldo. Contro il Rodengo sentiva l’importanza del momento, forse ancor di più dopo il successo del Sudtirol nell’anticipo. Nel bresciano, poi, ha cambiato qualcosa tatticamente rinunciando al classico 4-4-2 per un 4-3-3 che prevedeva Lazzaro punta centrale supportato da due ali offensive come Chianese e Ferrarese. Una scelta che alla fine ha premiato, permessa anche dalla ricchezza di una rosa che può rinunciare a dei pezzi da 90 senza precludersi grandi risultati.
CONTRO
Medaglia. Il rovescio della medaglia è rappresentato dal fatto che tutte davanti centrano risultati importanti, anche in trasferta, in una giornata in cui, calendario alla mano, qualche scivolone poteva essere messo in conto. Non è stato così: il Sudtirol aveva già fatto sapere sabato che non ci pensava neanche a mollare un centimetro; l’Alghero si è imposto di misura a Legnano; il Feralpi ha rispettato il pronostico in casa contro la Pro Vercelli; il Pavia ha vinto fuori con la Pro Belvedere. E’ pur vero, comunque, che lo status quo sta bene a chi è davanti, nella fattispecie lo Spezia, anche perché un’altra giornata è in cassaforte e, dopo la pausa, ne mancheranno 7 alla fine. Il prossimo turno, a differenza di quello passato, pare costellato di match all’apparenza più scontati per le avversarie dello Spezia. L’unico scontro diretto è proprio quello del Picco tra gli aquilotti ed il Pavia. Ma in un torneo così pazzo e spesso privo di logica non bisogna escludere sorprese a priori.
Risposta. Sudtirol chiama, Spezia risponde. Il risultato dell’anticipo tra Mezzocorona e Sudtirol era di quelli pesanti. Gli altoatesini si sono imposti nel derby in trasferta mettendo indirettamente più pressione allo Spezia nella delicata gara di Rodengo. La squadra di D’Adderio era dunque chiamata ad un esame di maturità in cui erano richiesti concentrazione e nervi saldi. Detto e fatto: contro l’unica squadra capace di imporsi al Picco ed ancora teoricamente in corsa per il primato, i bianchi hanno sciorinato una prova tutta sostanza, non senza soffrire, non certo facendo una passeggiata ma ottenendo una vittoria fortemente voluta ed alla fine giunta anche con merito. Qualcuno dirà che però è cambiato poco visto che là davanti sembrano essersi messe tutte a correre. In realtà, però, proprio lo Spezia e l’Alghero, che si sono imposti nei due scontri diretti di giornata, hanno di fatto eliminato dalla corsa per il primo posto il Rodengo ed il Legnano. Restano in scia quindi proprio Alghero e Sudtirol ma occhio all’outsider Feralpisalò, mentre pare più defilato un Pavia il cui rientro sembra passare solo da un eventuale successo a Spezia dopo la sosta nel posticipo.
Capuano. Inamovibile per gran parte della stagione, poi messo da parte in seguito ad una serie di problemi fisici che lo hanno limitato. Giovanni Capuano è, non ci stancheremo di dirlo, il prototipo del giocatore da Picco, quello che i frequentatori delle scalee del vecchio impianto di Viale Fieschi vorrebbero sempre vedere in maglia bianca. Corsa, grinta, carattere in primis. Ma anche duttilità e sempre più spesso giocate sorprendenti. Stavolta stupisce tutti con una doppietta: diagonale preciso e potente a tu per tu col portiere avversario e palombella beffarda a chiudere il match. Eppure, a ben vedere, qualche perla l’aveva già regalata anche in passato. Solo domenica scorsa un gran sinistro contro il Mezzocorona ma nella passata stagione memorabili le due prodezze contro Casale (cucchiaio dopo sgroppata in contropiede) e Fano (destro a girare di prima intenzione dalla lunga distanza). Capuano è tornato, una freccia in più per l’arco del mister aquilotto.
D’Adderio. Bello vederlo esultare a pugni stretti verso la curva a fine gara. Lui che non era stato accolto esattamente coi fiori da una parte del tifo più caldo. Contro il Rodengo sentiva l’importanza del momento, forse ancor di più dopo il successo del Sudtirol nell’anticipo. Nel bresciano, poi, ha cambiato qualcosa tatticamente rinunciando al classico 4-4-2 per un 4-3-3 che prevedeva Lazzaro punta centrale supportato da due ali offensive come Chianese e Ferrarese. Una scelta che alla fine ha premiato, permessa anche dalla ricchezza di una rosa che può rinunciare a dei pezzi da 90 senza precludersi grandi risultati.
CONTRO
Medaglia. Il rovescio della medaglia è rappresentato dal fatto che tutte davanti centrano risultati importanti, anche in trasferta, in una giornata in cui, calendario alla mano, qualche scivolone poteva essere messo in conto. Non è stato così: il Sudtirol aveva già fatto sapere sabato che non ci pensava neanche a mollare un centimetro; l’Alghero si è imposto di misura a Legnano; il Feralpi ha rispettato il pronostico in casa contro la Pro Vercelli; il Pavia ha vinto fuori con la Pro Belvedere. E’ pur vero, comunque, che lo status quo sta bene a chi è davanti, nella fattispecie lo Spezia, anche perché un’altra giornata è in cassaforte e, dopo la pausa, ne mancheranno 7 alla fine. Il prossimo turno, a differenza di quello passato, pare costellato di match all’apparenza più scontati per le avversarie dello Spezia. L’unico scontro diretto è proprio quello del Picco tra gli aquilotti ed il Pavia. Ma in un torneo così pazzo e spesso privo di logica non bisogna escludere sorprese a priori.

3 commenti:
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