giovedì 28 gennaio 2010

'Salva&Scanta', la strana coppia


Strana la vita. A volte capita di imbarcarsi in un’avventura e di dover stravolgere i propri piani cammin facendo, perdendo magari alcune certezze e riscoprendo che poi, in fondo, le cose non sono andate così male. Prendete lo Spezia, oggi capolista ma solo pochi mesi addietro coinvolto in una crisi che poteva diventare irreversibile. Ci ha pensato D’Adderio a far invertire la rotta ad un gruppo che pareva aver perso la propria identità e con essa la capacità di recitare un ruolo da protagonista in un campionato senza dubbio più qualitativo della Serie D ma comunque privo, questo è certo, di mostri sacri. E va detto anche che l’attuale tecnico aquilotto non ha avuto una strada senza insidie: fin dall’inizio ha dovuto scansarne a ripetizione, sia a livello ambientale che sul terreno di gioco.
Se vogliamo, però, il simbolo della rinascita di questo Spezia può essere ben sintetizzato da una coppia di giocatori che, pur percorrendo vie diverse, si sono ritagliati uno spazio molto particolare nella rosa aquilotta. Il pensiero ovviamente va a quella che, almeno per il momento, può essere considerata la coppia di difensori centrali titolari (o quasi) dello Spezia. La premiata ditta “Salva&Scanta” vale a dire Salvalaggio e Scantamburlo, ha conquistato tutti a suon di prestazioni e per il momento sopperisce egregiamente alle assenze di Milone e Vargas.
D’Adderio ha composto la coppia giocoforza: contro la Pro Belvedere a metà Novembre era gara quasi da ultima spiaggia e dietro si trattava di emergenza vera. D’Adderio, che a Venezia aveva già provato Scantamburlo centrale, ha spostato l’esterno sinistro, che fino ad allora aveva un po’ deluso nel suo ruolo naturale, al centro al fianco di Salvalaggio, altro giocatore che in pochi in estate avrebbero preso in considerazione per una maglia da titolare in questa squadra. Capita invece che i due, là dietro, non se la cavino proprio malaccio e lo Spezia, partita dopo partita, chiude la saracinesca davanti ad Aprea prima e Mozzachiodi (e Bertagna a Sesto San Giovanni) dopo. I bianchi non perdono più, al massimo pareggiano, e là dietro “Salva&Scanta” piacciono sempre di più. L’ex reggiano ha rapidità e senso della posizione, oltre ad una discreta visione di gioco in fase di impostazione. Caratteristiche che si sposano bene con quelle del filiforme difensore di Castelnuovo Magra. Quest’ultimo è un esempio di professionalità che non passa inosservato agli allenatori, tanto meno ad uno come D’Adderio che certe cose le mette al primo posto. Salvalaggio va avanti con la sua storia che fa tanto bene al calcio e con quell’umiltà, in campo e fuori, che diventa presto un marchio di fabbrica. Difensori come lui sembrano intagliati nel legno apposta per stare in un teatro come il Picco: nell’arena spezzina sono a loro agio e lei, l’arena, sembra ricambiare compiaciuta. Dopo una carriera spesa sui campi di Serie C e caratterizzata dalla lunga parentesi alla Pro Patria (8 campionati), Salvalaggio sembrava aver trovato la collocazione per un’onorevole fine carriera in D, al FoCe Vara. Poi, due anni fa, la retrocessione in Eccellenza della squadra della Val di Vara sembra porre i presupposti per il ritiro, ma non è così. Lo chiama lo Spezia, decaduto dalla B alla D, e quest’anno arriva la meritata riconferma ed addirittura il primato, con lui protagonista in mezzo alla difesa. Sarà strana la vita ma queste sono storie di calcio che fanno bene.

lunedì 25 gennaio 2010

Spezia primo e solitario 45 mesi dopo


PRO
Primato. Viene da dire ‘finalmente’. Lo Spezia trova il primato solitario e lo fa al termine di una gara in cui ha sofferto contro una squadra molto organizzata come la Sambonifacese. Poco importa, stavolta, se la prestazione non è stata esaltante: contava vincere per andare lassù. Ecco quello che conta. E’ l’ennesimo cambio al vertice e adesso vengono due trasferte inframmezzate dalla pausa. Certo che se la squadra di D’Adderio uscisse dal doppio impegno lontano da Viale Fieschi (pardon, Viale Campioni del ’44…) ancora in testa, un pensierino alla fuga si potrebbe anche fare. Ma guai a dirlo al mister. Spezia primo e da solo: l’ultima volta fu il 7 Maggio 2006 e durante Spezia-Ravenna, davanti ad oltre 10.000 spettatori, si festeggiava la promozione in B degli aquilotti. Sono passati quasi 45 mesi, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, troppa, ma ora i conti cominciano a tornare.
Salvalaggio. La Sambonifacese, che soprattutto nella ripresa ha fatto la partita, non ha creato nemmeno un’occasione vera. Il merito è della squadra ma una menzione particolare va fatta alla difesa e soprattutto ad un giocatore come Salvalaggio che, senza fronzoli, ha imbavagliato gli avanti veneti, tra cui quel Pietribiasi che contende a Lazzaro lo scettro dei bomber. Uno spettacolo vederlo svettare su tutte le palle alte e pulire l’area con le sue leve da gigante. Sempre efficace seppure non stilisticamente impeccabile, ma che importa… si gioca al Picco, no? Gente come lui, in questo stadio, ha fatto e farà sempre storia.
Ferrarese. C’è il sospetto che l’ex Verona e Cremonese in questa rubrica comparirà spesso. Del resto con quelle doti fare la differenza in Seconda Divisione è il minimo. Due gare orsono aveva festeggiato la sua prima vittoria al Picco. Stavolta il primo gol, pesantissimo e straordinariamente bello con quel controllo in corsa di esterno destro, difesa della palla, cambio di piede e rasoterra di sinistro. Se davvero ancora non è al 100% c’è solo da fregarsi le mani.

CONTRO
Finali. Capita troppo spesso che lo Spezia, che è squadra esperta, fatichi a gestire il risultato. Il che è abbastanza strano perché ci sarebbero tutti i presupposti per non soffrire sempre fino all’ultimo. A Legnano la cattiva gestione degli ultimi minuti (anzi, degli ultimi secondi) è costata carissima. Con la Sambo è andata bene nel senso che non si è rischiato eccessivamente ma, certo, quando il vantaggio è striminzito ed il baricentro continua ad arretrare è inevitabile vivere gli ultimi giri di lancetta con il cuore in gola. Era successo anche col Sudtirol mentre con il Feralpisalò la vittoria era sfumata ad una decina di minuti dalla fine. Insomma se non si sfruttano le occasioni per chiudere gli incontri, almeno bisogna imparare a stare più alti per non creare pericolose situazioni davanti ad Aprea.
Arbitri. Il livello bassissimo a cui siamo stati costretti nell’anno della D è solo un ricordo, ma non è che gli arbitri in Seconda Divisione abbiano mostrato fin qui un livello molto più alto. Intagliata di Siracusa, però, è parso in confusione fin dai primissimi minuti. Ferrarese è stato colpito duramente dopo appena 10 secondi e poi ancora due volte nei primi minuti di gioco senza che fosse sanzionato nessun giocatore ospite. Il primo ammonito? Ovvio, Ferrarese per un fallo da terra, uno sgambetto niente di più. Cartellini distribuiti quasi casualmente, senza tener conto di alcun metro e poi alcune situazioni da rivedere nelle due aree: in almeno tre circostanze le maglie degli attaccanti spezzini si sono allungate paurosamente al momento di staccare di testa, mentre nella ripresa un intervento in area di Cintoi su Tecchio ha fatto temere il peggio al pubblico di casa. E poi i falli non rilevati: va bene arbitrare all’inglese, ma un fallo è sempre un fallo. Persino a Birmingham…

domenica 24 gennaio 2010

Le pagelle di Spezia-Sambonifacese


Aprea 6: attento nelle uscite, pochi tiri ma dà sicurezza.

Salvalaggio 7: ha ragione chi dice che la sua forza sta nell'umiltà. Le palle alte sono roba sua, spazza quando c'è da spazzare, sbaglia poco ed alcune sue chiusure, anche su avversari più veloci, sono da manuale.

Scantamburlo 7: preziosa la sua rapidità al centro della difesa. Da esterno a difensore centrale, mai metamorfosi fu più provvidenziale. Per gli avanti della Sambo solo le briciole.

Cintoi 6: fin dalle prime battute molto concentrato anche se una delle poche volte in cui l'avversario gli va via lui lo stende nei pressi della linea dell'area ma l'arbitro lo grazia.

Padoin 6,5: prova tutta sostanza per 'Pado' che nel primo tempo va anche vicino al gol. Corre, sbuffa, accorcia: prezioso.

Enow 6,5: meno arrembante del solito nella prima frazione, ma da quella parte ci pensa Ferrarese a far male all'avversario. Buoni comunque gli automatismi col suo compagno di fascia. Nella ripresa qualche sortita in più ma soprattutto grande attenzione dietro.

Capuano 6: all'inizio un po' ignorato dai compagni, scintille con Tecchio nel primo tempo. Si è allenato poco in settimana e si vede perchè non è il solito, ma ad un generoso come lui difficile non dare comunque la sufficienza anche solo per il sacrificio. Dal 10'st Del Padrone 6: entra bene in partita. Con lui D'Adderio trova sostanza quando gli ospiti alzano il baricentro.

Grieco 6: torna dopo mesi dal primo minuto e prende in mano la 'consolle' del centrocampo. Paga forse qualcosa sul piano del ritmo ma sopperisce con geometrie e personalità preziosissime nella zona nevralgica. Dal 37'st Ferdani 6: entra e mette subito un assist geniale per Moro che si invola ma il suo tiro è parato. Minuti infuocati ma lui si fa trovare pronto.

Lazzaro 6,5: uomo assist in occasione del gol di Ferrarese con un tocco di prima che permette all'esterno spezzino di incunearsi in area. Gara con poche occasioni ma lui lotta e svaria su tutto il fronte. Peccato per la palla non servita a Moro nel recupero.

Ferrarese 7: primo gol in maglia bianca ed è una marcatura che mette in mostra tecnica sopraffina, con finta e cambio di piede al momento della battuta dopo un controllo in corsa da altre platee. Incontenibile a tratti.

Beretta 6: un moto continuo, cerca spesso lo scambio con Lazzaro e Ferrarese e spesso i pericoli per la Sambo nascono proprio da qui. Si vede però poco al tiro. Dal 10'st Moro 6: positivo il rientro ma deve trovare la condizione.

giovedì 21 gennaio 2010

Viale Campioni del '44: la carica dei 1000


Chissà se Paolo Peveri si aspettava una simile mobilitazione popolare. Sì perché da quando ha introdotto nella ‘Grande Rete’ la proposta di intitolare allo Spezia che vinse il campionato del 1944 il tratto di Viale Fieschi che va da Via dei Pioppi a Viale Amendola, è stato tutto un susseguirsi di reazioni positive che si sono propagate ad una velocità impressionante. Ciò è stato possibile grazie al social network più importante ed in voga in questo momento, quel Facebook sempre più realtà viva del cosiddetto ‘Web 2.0’, quello che permette all’utente la massima interazione con le applicazioni on-line.
Ebbene l’istanza è piaciuta parecchio perché nel giro di pochissimi giorni, con Facebook come volano, è rimbalzata a destra e a manca tra blog e quotidiani on-line con la conseguenza di un immediato boom di iscrizioni al gruppo ideato da Paolo Peveri: “Intitoliamo il primo tratto di Viale Fieschi ai Campioni del ‘44”. Il muro dei 1000 iscritti è praticamente abbattuto ed è lo stesso Peveri a commentare dalle pagine di Facebook: “in un momento in cui si vogliono intitolare strade a chicchessia... guardiamo a noi, alla nostra storia, alla storia del nostro sport. Non abbiamo neanche un sasso intitolato a loro, se si escludono il Picco, il Montagna e la Mori: palazzetti e stadi (con tutto il rispetto) dedicati a politici. Orlando Lorenzelli, padre dello sport spezzino, e i campioni del ‘44, i Vigili del Fuoco, rischiano di essere dimenticati.
Intitoliamo loro una strada!”
I primi contatti informali con le istituzioni sono stati presi e c’è già chi, all’interno del Consiglio Comunale, sta lavorando per formulare una proposta ufficiale alla commissione toponomastica mentre non è da escludere nemmeno un’interpellanza al Sindaco Federici. Al tempo stesso potrebbe svolgersi proprio allo stadio Alberto Picco una raccolta di firme che possa coinvolgere anche tutti coloro che non sono soliti navigare in Rete, anche per sdoganare l’iniziativa dalla sua natura, almeno iniziale, prettamente ‘internettiana’.
Quella dello Spezia del 1944 è stata una delle imprese più belle dello sport nostrano, riconosciuta dalla Figc, se non in modo pieno dal punto di vista sportivo (infatti viene definito uno ‘Scudetto d’onore’ ma non compare nell’albo d’oro) almeno con un alto valore morale tanto che i massimi vertici calcistici italiani hanno concesso nel 2002 al club aquilotto di fregiarsi permanentemente, caso unico nel nostro paese, di un tricolore sul petto. L’impresa eroica di quei giocatori che tra bombe e allarmi aerei giravano l’Italia a bordo di un’autobotte, si concluse all’Arena di Milano con la clamorosa vittoria per 2-1 contro il Grande Torino di Valentino Mazzola, rinforzato da Piola ed allenato dal commissario tecnico della nazionale Vittorio Pozzo. Un’impresa che in molti fuori da Spezia (ma qualcuno anche nella nostra città) sottovalutano ma che avrebbe avuto vasta eco se la vittoria fosse stata appannaggio della squadra granata.
Ora c’è la possibilità di riconoscere in modo indelebile il merito morale e sportivo di quelle gesta ai calciatori che ne furono protagonisti. Lo si può fare intitolando loro una strada che, non a caso, è quella in cui sorge il glorioso stadio Picco. La carica dei 1000 lo chiede con forza: Viale Campioni del ’44.

lunedì 18 gennaio 2010

Piglio da grande ma punti buttati

PRO
Serie. Nove risultati utili consecutivi sono tanti, soprattutto in un torneo dove pochissime squadre (e per periodi abbastanza limitati) riescono ad avere continuità. Prima della flessione verificatasi nelle ultime 2-3 giornate, il Legnano era una di queste. In precedenza l’Alghero era riuscito, pur con qualche intoppo lungo il suo percorso, a costruire un girone di andata al vertice risultando la meno discontinua del gruppo. Ora c’è il Sudtirol che è venuto fuori, ma lo Spezia ha raggiunto una consapevolezza ed un’autorevolezza davvero notevoli che stanno determinando una lunga serie senza sconfitte: in assenza del balbettante inizio gli aquilotti avrebbero già preso il largo. Impossibile, quindi, non guardare al futuro con ottimismo.
Grandezza. Inevitabile il confronto con lo Spezia della prima parte della stagione. Quella squadra, che pure aveva dei valori, mancava, soprattutto in trasferta, della personalità per imporsi su avversari meno dotati tecnicamente. Oggi lo Spezia è una squadra capace di andare su tutti i campi del girone e giocare col piglio della grande, sia con le squadre di bassa classifica sia, come col Legnano, con le dirette avversarie per la promozione. Mentre ad inizio campionato ogni trasferta vedeva i bianchi portare via magari il punticino ma andando più vicino a perdere che vincere gli incontri, adesso avviene il contrario e quindi anche un pari esterno contro la terza della classe è percepito come una ‘mezza sconfitta’.



CONTRO
Gestione. D’Adderio lo ha detto senza mezzi termini nelle interviste del dopo-gara a Legnano:”una grande squadra, quando va in vantaggio per due reti a zero, vince la partita”. Il tecnico aquilotto con questa affermazione non voleva affatto dire che lo Spezia non è una grande squadra, bensì che gli aquilotti, nel loro processo di crescita che già li ha portati dalla zona Playout alla (quasi) vetta della classifica, sono a buon punto ma esistono ancora dei margini per migliorare e degli aspetti su cui lavorare. In effetti a Legnano è stato gettato alle ortiche un risultato pesantissimo in un momento in cui l’inerzia della gara sembrava tutta dalla parte degli uomini in maglia bianca. Una vera disdetta che però può essere metabolizzata in fretta se si capiranno gli errori commessi. Certo che è paradossale prendere il pari nel recupero in contropiede ma in buona sostanza, oltre a quell’ultima azione, lo Spezia ha sbagliato anche a più riprese la terza rete che avrebbe chiuso definitivamente il match. In particolare sui piedi di Beretta si è materializzata la palla del 3-1 ma l’attaccante ha mancato di cinismo, una dote che i bianchi devono sviluppare per potersi dire ‘grandi’ a tutti gli effetti.
Infortuni. Lo Spezia ha bisogno al più presto del ritorno di Milone e Vargas. Non perché Salvalaggio e Scantamburlo non stiano facendo bene là dietro, ma perché la carriera dei due sopracitati è testimonianza dell’esperienza e dello spessore che possono dare alla retroguardia spezzina in questo momento. Il cileno, poi, nelle poche occasioni in cui si è visto, ha dato l’impressione di avere quella personalità necessaria per guidare il reparto, senza contare anche le sue doti in fase di impostazione del gioco da dietro che costituiscono indubbiamente un ulteriore leva di crescita per la squadra. Attenzione poi alla situazione riguardante Herzan. Anche a Legnano il ceco è stato tra i migliori e la speranza è che l’infortunio che lo ha costretto ad uscire non lo tenga fuori perché in questo momento è tra quegli elementi che sembrano completamente fuori categoria ed in grado, quindi, di fare la differenza.

venerdì 15 gennaio 2010

Facebook al servizio della storia


L'iniziativa è piaciuta e così eccola a rimbalzare sul web qua e là, rilanciata dal social network per eccellenza, quel Facebook che entra sempre più a far parte della quotidianità delle persone. "Intitoliamo ai campioni del 44 il primo tratto di viale Fieschi": si chiama così il gruppo nato da poco ma che può già vantare decine e decine di iscritti. Avanti di questo passo si parlarà presto di centinaia. Questo blog non poteva non aderire all'iniziativa, un po' perchè la grafica stessa del sito si rifà a quella fantastica impresa, un po' perchè è tipico dello spezzino il sottovalutare il proprio essere ed il proprio passato quando, in altre piazze, si celebra per molto meno.
Quindi, sì: intitoliamo ai campioni del '44 il primo tratto di viale Fieschi. Un modo per celebrare la propria storia e rendere omaggio ad una grande squadra. A proposito, per chi non la conoscesse, ecco la formazione che sconfisse il Grande Torino, oltretutto rinforzato da un certo Piola: Bani, Persia, Borrini, Amenta, Gramaglia, Scarpato, Rostagno, Tommaseo, Angelini, Tori, Costa con allenatore Ottavio Barbieri.

martedì 12 gennaio 2010

Tiene il Sudtirol ma questo Spezia è da Prima Divisione


PRO
Lazzaro. E sono 11. Niente male per uno che nei professionisti finora aveva realizzato in tutta la sua carriera solo 6 reti. A tenere banco, però, stavolta è stato il suo gesto di lasciare il rigore del 2-0 al compagno di reparto Beretta, spesso decisivo come assist-man ed abile ad aprire gli spazi, ma a volte poco lucido in zona gol. La giusta lettura l’ha però offerta Fulvio D’Adderio nel dopogara: una cosa, infatti, è tirare rigori decisivi come quello di Sesto San Giovanni e soprattutto di Alghero dopo averne fallito uno pesante come quello contro il Rodengo Saiano; un’altra è battere dagli 11 metri quando sei in casa nel primo tempo di una partita già in discesa. Questo significa sapersi prendere le proprie responsabilità nei momenti topici ma anche non mettere la classifica marcatori davanti all’interesse di squadra. Gran bel gesto davvero, Nunzio.
Centrocampo. Un reparto del genere è da Prima Divisione. Con Ferrarese (che merita una menzione a parte) si è aggiunta qualità e versatilità in un settore che può già vantare pezzi da 90 per la categoria. Capuano è inesauribile, Herzan sta mostrando finalmente quello che vale ed ora si può dire che è un giocatore fuori categoria. Poi ci sono giovani (spezzini) come Del Padrone e Ferdani, Grieco e Bischeri che domenica erano in panchina. E Padoin squalificato…
Ferrarese. D’Adderio a fine gara ha tenuto i toni molto bassi sia per ciò che concerne la prestazione di squadra, sia per quanto riguarda i singoli. Tra questi Ferrarese, che pure non può essere ancora al 100% dopo la lunga assenza da gare ufficiali, ha conquistato tutti. Se ci si mette che alla vigilia della partita contro la Villacidrese aveva avuto un fastidio muscolare e che giocando con regolarità potrà raggiungere la forma migliore, i tifosi dello Spezia si stanno già fregando le mani. Anche perché quello che si è visto contro i sardi è proprio un bel vedere.


CONTRO
Sudtirol. Gli altoatesini sono lassù pari allo Spezia e non per caso. In effetti la squadra di Sebastiani, pur battuta al Picco, è stata quella che maggiormente ha impressionato e sarà una delle compagini da tenere più in considerazione in ottica primo posto. Nell’immediato futuro, poi, il calendario offre domenica prossima un turno più agevole ai giocatori del Sudtirol che ospiteranno la Pro Sesto fanalino di coda. Per i ragazzi di D’Adderio impegno esterno a Legnano, squadra che a cavallo di capodanno sembra essersi un po’ smarrita dopo un’impressionante serie positiva ma che è pur sempre lì a due punti dalla vetta.

domenica 10 gennaio 2010

Le Pagelle di Spezia-Villacidrese


Aprea 6: solo ordinaria amministrazione ed una sbavatura al rinvio nella ripresa, ma stavolta è quasi vacanza.
Milone 6: salva provvidenzialmente in apertura, poi rischia sempre nel primo tempo stoppando di petto anziché rinviare di testa, ma nel complesso un buon rientro.
Scantamburlo 6: come centrale non è più una sorpresa ma una bella realtà fatta di piazzamento e concentrazione. Dal 25'st Salvalaggio 6: entra a gara ampiamente chiusa.
Cintoi 6: gara accorta in una giornata non difficilissima.
Herzan 7: il 'martello' ceco contribuisce ad asfaltare la Villacidrese nel primo tempo. L'impressione è che, finalmente, in questa categoria faccia quello che vuole. E non è l'unico.
Enow 7: spinta e copertura, come di consueto. Bel treno a sinistra con Ferrarese
Capuano 7: giocatore a cui non puoi dire nulla nemmeno quando gioca male perchè non si risparmia mai. Quando poi è ispirato diventa straordinario: contro la Villacidrese è uno di quei casi.
Del Padrone 6: parte contratto ma cresce. D'Adderio gli risparmia la ripresa a risultato acquisito. Dal 1'st Grieco 6: D'Adderio lo getta nella mischia facendogli saggiare la partita dopo la lunga assenza. Detta i tempi tornando a respirare l'odore del campo.
Lazzaro 7: bastano 8 minuti del nuovo anno per tornare a gonfiare la rete. Si muove bene in una squadra che gioca a memoria ma da segnalare c'è anche il bel gesto di lasciare il rigore a Beretta.
Ferrarese 7,5: prima gara ufficiale dopo mesi. Non lo tengono né con le buone né con le cattive: ne fa le spese Dei che viene espulso dopo un entrataccia. Sulla punizione che ne consegue fa l'assist del 3-0. Spina nel fianco per l'intero incontro.
Beretta 7,5: ancora decisivo. La sua sponda (c'è forse un braccio?) per Lazzaro è l'ennesimo assist-gol. Freddo in occasione del rigore del 2-0, meno quando sciupa un sontuoso contropiede. Firma infine la doppietta deviando sporco sottomisura la punizione tagliata di Ferrarese. Dal 1'st Bischeri 6: qualche bella giocata quando lo Spezia non vuole però infierire contro l'avversario domato ed in inferiorità numerica.

Partire bene per un 2010 vincente

Archiviata ormai la lunga sosta invernale, lo Spezia si rituffa in campionato con la voglia di recitare il ruolo per il quale era stato costruito. E dire che ce n'è voluta per arrivare a toccare la vetta: una partenza a corrente alternata, le dimissioni di Lombardo, l'arrivo contestato di D'Adderio, le tre sconfitte consecutive ed una classifica da brividi. Poi la risalita, a dirla tutta meno lenta del previsto, complice anche un campionato che fin qui ha avuto un unico protagonista: l'equilibrio.
Ora lo Spezia può ripartire dopo la sosta con le insegne della capolista in coabitazione.
Alla corte di mister D'Adderio è finalmente utilizzabile quel Ferrarese, esterno di professione, che va a colmare una lacuna della rosa forse un po' sottovalutata in sede di campagna acquisti estiva. Difesa e centrocampo, con il graduale svuotamento dell'infermeria, godranno di abbondanza mentre in attacco si andrà a colmare l'ultima casella per un gruppo senza falle. Intanto il 2010 inizia con una gara interna, quella odierna contro la Villacidrese, che riporta con la mente al match di andata quando uno Spezia neanche lontano parente di quello attuale venne messo a nudo dai sardi. Le cose nel frattempo sono cambiate un po’ per tutti. A Villacidro non hanno più festeggiato moltissime vittorie mentre in riva al Golfo dei Poeti si è raggiunta la vetta proprio sul finire del 2009.
Il nuovo anno, dopo la partita in programma oggi, metterà subito i ragazzi di D’Adderio alla prova. In vista ci sono infatti 4 gare di cui 3 in trasferta e la prima di queste sarà il big-match di Legnano. I ‘lilla’ sono un’altra squadra che rispetto alla gara di andata ha invertito diametralmente la rotta. Quindi al Picco arriverà la Sambonifacese che in molti, sia per organizzazione che per individualità (spicca l’acquisto di Ivan Tisci), danno tra le protagoniste nel girone di ritorno prima del doppio impegno piemontese esterno con Canavese prima e Pro Vercelli poi. Un 2010 subito impegnativo per un girone di ritorno che, ovviamente, con il passare delle giornate ridurrà sempre il margine di errore. Ma il campionato fino ad oggi è sembrato aspettare lo Spezia. Ora gli aquilotti dovranno ricambiare la cortesia: andandolo a vincere.


Da "Il Volo"

venerdì 8 gennaio 2010

Mercato Spezia: non solo Cesarini


La formazione che andrà ad affrontare la Villacidrese nel primo impegno del 2010 sarà la risultanza di ciò che verrà espresso dai giocatori negli ultimi allenamenti. Mister D’Adderio non sembra aver ancora sciolto gli ultimi dubbi e probabilmente le decisioni in merito all’undici di partenza saranno prese solo negli ultimi allenamenti della settimana, rifinitura compresa. In effetti l’infermeria è andata svuotandosi, complice anche la sosta natalizia, ma sono tanti i giocatori ancora alle prese con precarie condizioni.
Il reparto che al momento sembra soffrire in particolar modo è senza dubbio la difesa, soprattutto per ciò che concerne i centrali: se Vargas appare ora avere meno chances, sono da valutare le condizioni di Salvalaggio, Milone e Scantamburlo, tutto afflitti da problemini non insormontabili ma che comunque tengono in apprensione lo staff aquilotto. Di certo Scantamburlo ha offerto le migliori prestazioni come centrale e non come esterno di sinistra, per cui, se sarà della partita, D’Adderio potrebbe anche decidere di mandarlo nel mezzo. In quest’ottica però vengono monitorate giorno per giorno anche le condizioni atletiche di Salvalaggio e di un Milone che non gioca da tempo una gara dall’inizio e che nell’amichevole di Prato è stato vittima di un colpo non da poco al viso che ne ha complicato il rientro a tutti gli effetti.
Discorso simile, anche se un po’ più sfumato, quello per il centrocampo. Con Padoin squalificato, sotto osservazione ci sono le condizioni di Capuano per il quale, come detto, saranno decisivi gli ultimi allenamenti. Se non dovesse farcela troverebbe con tutta probabilità spazio un esterno puro come Ferdani mentre a sinistra sembra certo l’esordio (attesissimo) di Ferrarese in maglia bianca. Attacco con meno problemi: Moro torna a disposizione ma forse non dal primo minuto quindi sarebbe Beretta il partner del capocannoniere del girone Nunzio Lazzaro.
Fin qui il discorso sulla gara di domenica, che però si riallaccia a quello sul mercato. In attesa della definizione della trattativa per Alessandro Cesarini, come si muoverà lo Spezia? Il talento della Sarzanese, se i rossoneri non lo dovessero vendere, si svincolerebbe a Giugno con una cifra piuttosto bassa (poche decine di migliaia di euro) e pare che qualcuno, lontano da Spezia, ci possa anche aver fatto un pensierino: tu non firmi il rinnovo ed io ti prendo con quattro soldi, magari garantendoti un ingaggio un po’ più ricco. In realtà la volontà delle parti è di arrivare prima ad una conclusione. I rapporti tra le società sono buoni e lo stesso Cesarini non ha fatto mistero di avere l’intenzione di tornare in maglia bianca. Siamo quindi al gioco delle parti dove è normale che ognuno stia cercando di concludere al meglio l’operazione. Questo almeno salvo intrusioni esterne che non vanno scartate a priori. Cesarini andrebbe a completare il reparto d’attacco come quarta punta, quindi come sostituto di Triglia nell’economia della rosa a disposizione di D’Adderio, e non di Bischeri che il tecnico aquilotto considera un esterno. Si apre così un’altra questione: finito così il mercato o Varini è vigile anche su altri fronti? La scelta ormai chiara di uno Spezia schierato con il 4-4-2 porta a pensare che se alla fine Bischeri dovesse partire, il club bianco si ritufferebbe alla ricerca di un esterno visto che in rosa resterebbero proprio Ferrarese e Ferdani. La ricerca andrebbe nella direzione di un giocatore capace anche di saltare l’uomo e magari con 4-5 gol nelle proprie corde. Per il resto si passerà al mercato in uscita con qualche giovane e forse un difensore centrale da piazzare.

giovedì 7 gennaio 2010

Considerazioni sul "caso Cesarini"


Quello per Alessandro Cesarini sa tanto di tira e molla o, se volete, il gioco delle parti. Dunque, ricapitolando: Cesarini vuole lo Spezia; lo Spezia vuole Cesarini; la Sarzanese vuole dare il giocatore allo Spezia (preferibilmente). Allora? E' chiaro che nessuno ci sta a rimetterci. Non lo Spezia che sa che il giocatore è appetito da diverse squadre anche di categoria superiore e quindi gioca al ribasso, forte del fatto che Cesarini si libera con poche decine di migliaia di euro a Giugno. Non la Sarzanese che vuole giustamente capitalizzare con cifre che in Serie D fanno bilancio, ma possibilmente senza perdere il talentuoso attaccante fino a Giugno. Il gioco sembra chiaro, così come i rinvii: lo Spezia la sua offerta l'ha già fatta ed ora, checchè se ne dica, è la Sarzanese a dover dare una risposta. Giochino semplice ma rischioso perchè se da una parte lo Spezia rischia di favorire, con il passare dei giorni, l'inserimento di altre squadre, dall'altra anche la Sarzanese non può dormire tra due guanciali perchè qualche club potrebbe by-passarla e contattare direttamente il giocatore per Giugno. Di qui l'apparente 'impasse' della situazione, ma forse l'accelerata decisiva è dietro l'angolo.

martedì 5 gennaio 2010

Attendere prego...


Spezia-Villacidrese è una partita insignificante per la (quasi) totalità degli sportivi italiani. Spezia-Villacidrese è un match attesissimo per il tifoso spezzino, che ha visto la propria squadra in serie positiva raggiungere il primato e fermarsi solo di fronte ad un'improvvida sosta natalizia. Ormai il più è passato, daccordo, ma la voglia di rivedere gli aquilotti in campo è molta.

Per ingannare l'attesa arriva un turno infrasettimanale di Serie A che può in parte aiutare chi si trova in crisi d'astinenza. Si parte alle 12:30 (si avete letto bene...) con un Chievo-Inter da assaporare in contemporanea ai ravioli per poi passare alle restanti gare in programma alle 15. Tutte tranne Milan-Genoa, che in barba alle gelate notturne ed alle numerose gare rinviate nell'ultimo turno del 2009, va in scena alle 20:45. Personalmente, con tutto il rispetto per Milan-Genoa, dopo cena mi avrebbe intrigato di più ciò che era in programma oltremanica visto che là non c'è Natale nè Befana che tenga: si gioca. Ebbene al City of Manchester era in programma il derby cittadino City-United, due squadre due filosofie a confronto. Un'abbondante nevicata che si è abbattuta sul Lancashire ha decretato il rinvio della semifinale di Carling Cup. Peccato.

Dopo la Serie A infasettimanale non ci resta che aspettare la Villacidrese.

lunedì 4 gennaio 2010

Anno nuovo campionato nuovo


Archiviata ormai la lunga sosta invernale, lo Spezia si rituffa in campionato con la voglia di recitare il ruolo per il quale era stato costruito. E dire che ce n'è voluta per arrivare a toccare la vetta: una partenza a corrente alternata, le dimissioni di Lombardo, l'arrivo contestato di D'Adderio, le tre sconfitte consecutive ed una classifica da brividi. Poi la risalita, a dirla tutta meno lenta del previsto, complice anche un campionato che fin qui ha avuto un unico protagonista: l'equilibrio.
Ora lo Spezia può ripartire dopo la sosta con le insegne della capolista in coabitazione. Anno nuovo, campionato nuovo. Alla corte di mister D'Adderio è finalmente utilizzabile quel Ferrarese, esterno di professione, che per stessa ammissione di Varini va a colmare una lacuna della rosa forse un po' sottovalutata in sede di campagna acquisti estiva. Difesa e centrocampo, con il graduale svuotamento dell'infermeria, godranno di abbondanza mentre in attacco Cesarini o chi per lui andrà a colmare l'ultima casella per un gruppo senza falle. Non resta che vincere: vabbe' che si parla di calcio ma non riuscirci è roba dell'altro mondo.